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1865-Cletto Arrighi-Giuseppe Garibaldi

Cletto Arrighi, I 450 deputati del presente, Volume VI, Milano 1865
Giuseppe Garibaldi.
È inutile dissimularlo. Su quest’uomo, che per molti aspetti è una delle più grandi figure storiche che abbiano mai vissute, c’è in Italia un terribile malinteso che potrebbe esser causa di triste conseguenze.
La nazione, riguardo a Garibaldi, è divisa in due campi: nel primo stanno le moltitudini che lo adorano ancora colla cieca fede dei settarii del Vecchio della montagna, mentre nel secondo si numera una certa quantità di individui d’ambo i sessi delle classi aristocratiche, i quali dimenticando tutto ciò che Garibaldi fece e soffrì per l’Italia, esagerano i suoi difetti e lo riguardano quale un pericolo permanente alla loro beata tranquillità.
Coloro che stanno in mezzo a questi due estremi, coloro che non vanno soggetti a esagerazioni, né di entusiasmo, né di biasimo, coloro che non fanno di quell’uomo un feticcio e non lo credono esente di difetti, costoro non han voce in capitolo, giacché è d’uopo persuadersi che il partito della vera moderazione e del buon senso in Italia non ha ancora il predominio che dovrebbe avere, e la imparzialità in politica è riguardata come ipocrisia o come versatilità. [...]

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