1935-Guido Pallotta-Contro G. Salvemini
Guido Pallotta, Pagine di un gregario, Torino 1935
Risposta al professor Salvemini intorno al problema dalmata
Poche settimane sono trascorse dal giorno memorando in cui l'urlo dell’erompente siluro di Rizzo, l’affondatore, ripercuoteva la sua eco di monte in monte, di balza in balza, quasi diana di riscossa, lungo tutta la Dalmazia. Esultò allora il nostro cuore, che parve cancellata l’onta di Lissa, ma la piena esplosione della nostra gioia fu contristata dal pensiero che non dal solo austriaco ci venga contrastata quella terra. Intorno a questa tanto grave questione tace il Governo: si è lasciata sfuggire una splendida occasione di riaffermare i nostri diritti, in quel Congresso di Roma che pur dovrebbe segnare l’inizio di una nuova politica italiana. A nessuno sfuggì la grande importanza di questo Congresso con cui Roma si faceva paladina di tutti gli oppressi dall’Absburgo; ma sarebbe stato bene che, oltre a tanti discorsi, bellissimi senza dubbio, vi si fossero gettate le basi di un concreto accordo tra le aspirazioni nazionali dei vari popoli prettamente anti-austriaci. In tal maniera si sarebbero eliminati dubbi e malintesi tra gli Alleati, anzi tra gli stessi italiani; giacché, purtroppo, fra gli stessi connazionali nostri non mancano gli aperti banditori dell’abbandono di ogni nostro diritto sulla Dalmazia. [...]