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La croce sulla luna - Cap. 6-7

John Hewlett, La croce sulla luna, Jandi Sapi 1947, Capitoli 6 e 7
6
Per tutta la notte fratello Inskip non fece che rigirarsi nel suo soffice letto di piume. L’alba della domenica si levava limpida e cristallina, e sebbene un gelo precoce avesse reso asciutta e tagliente l’aria del Sud, la sua materassa era tutta inzuppata di umidità da parte a parte. Stanco, l’uomo si alzò , si stropicciò gli occhi gonfi e si inginocchiò per dire la preghiera secondo il suo costume. Era sempre la stessa.
“Signore Iddio”, disse ad alta voce “ti ringrazio di avermi concesso di vivere un’altra notte e di darmi un altro giorno. Amen”.
Fratello Inskip, in genere, era quanto mai attivo nell’impiego del suo tempo, nei giorni festivi come in quelli ordinari. Abitualmente non aveva, si può dire, finito di mormorare il suo fiducioso amen, che già era in piedi, pronto a percorrere con il suo lungo passo rigido le ore del giorno per le quali un Dio geloso lo aveva riserbato con tanta benevolenza. [...]

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