La croce sulla luna - Cap. 14-15
John Hewlett, La croce sulla luna, Jandi Sapi 1947, Capp. 14 e 15.
14
Quando Johnny Beane riferì al dottor Smith che non riusciva a mettersi in comunione spirituale col suo Salvatore, il sanitario sembrò colpito fuori del consueto.
“Johnny”, disse alquanto preoccupato, “tu parli troppo di Gesù, e finisce che fai sognare anche me. Perché non lo cerchi nella zia Duty? Credo che ci sia più Dio in lei, che non in tutti i pastori ed i vescovi della Georgia”.
Johnny ridacchiò.
“Quella vecchia è quello che ci vuole per te, figliolo. Tu hai certo bisogno di lei”.
Johnny ne aveva bisogno, e zia Duty non gli veniva mai meno. Lo divertiva per ore filate e gli insegnava la sua filosofia. Qualche volta pescava con lui nelle acque di Pretty Creek e interpretava per lui il frinire delle cicale canterine e di quelle della mietitura, ed additava giganti chimerici e streghe nelle chiome dei ciliegi sospese sui loro capi. Insieme coglievano gigli rossi di campo per la grande giardiniera verde dell’ingresso. Dal nutrimento spirituale della natura, unica sorgente di intuizione, essa traeva le forze della grandezza che la sostenevano. [...]