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Biblioteca di S. Matteo - Calendario 2014
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Innocenzo III conferma la Regola francescana - Giotto (1290-1295) Basilica superiore di Assisi
Innocenzo III conferma la Regola francescana - Giotto (1290-1295) Basilica superiore di Assisi
L'Ordine dei Frati Minori nacque il 16 Aprile 1209 con un atto di fede del papa Innocenzo III (1160-1217). Già nel 1217 furono istituite le prime undici province. Fra le cinque italiane vi era anche la Provincia Apuliae ricca di molti conventi fra cui alcuni fondati, secondo pie leggende locali, dallo stesso Francesco durante i suoi passaggi attraverso la Puglia.
Nel 1223 l'Ordine dei Frati Minori ebbe finalmente la piena approvazione con Bolla di Papa Onorio III.
L'Ordine si diffuse per tutta l'Europa e mostrò di possedere una non comune vitalità spiegandosi in grandi aperture religiose e civili. I Frati furono missionari e viaggiatori, pacificatori, contadini, professori di Università, mendicanti, architetti.
Stemma francescano presente nel convento di san Matteo a S. Marco in Lamis.
Stemma francescano presente nel convento di san Matteo a S. Marco in Lamis.
Nel 1239 fu creata la Provincia Sancti Angeli comprendente i conventi siti nel territorio della Capitanata, del Molise e dell'Abruzzo meridionale.
Fin dall'inizio, l'Ordine dei Frati Minori fu caratterizzato da grande dinamismo interno: la preoccupazione di essere presenti al proprio tempo si è sempre incrociata, nei Frati, con l'esigenza di fedeltà agli ideali di S. Francesco: povertà, minorità, servizio. La storia dell'Ordine è scandita da azioni rinnovatrici, sia dal punto di vista legislativo che di costume.
Nel 1368 fra Paoluccio da Trinci iniziò il movimento dell'Osservanza. I Frati Osservanti si caratterizzavano per una più completa adesione allo spirito e alla lettera della Regola e del Testamento di San Francesco.
Ben presto, sotto la guida di grandi Santi e Umanisti come S. Bernardino da Siena, S. Giovanni da Capistrano e il Beato Alberto da Sarteano, i Frati Osservanti si propagarono in tutta Europa.
Gli Osservanti vissero per qualche tempo in rapporti non facili con i Frati Conventuali i quali avevano accettato dai papi alcune mitigazioni alla Regola di S. Francesco. Nel 1517 il papa Leone X divise anche giuridicamente gli Osservanti dai Conventuali.
Nella Capitanata e nel Molise l'Osservanza si diffuse fin dal 1407 con la fondazione del convento del SS. Salvatore a Lucera. Verso la metà del sec. XV i Frati Osservanti della Capitanata e del Molise già godevano di una certa autonomia; nel 1517 divennero provincia autonoma con una trentina di conventi retti da uomini dotti e pii come Giovanni da Stroncone, Tommaso da Firenze, Nicolò da Osimo.
Stemma francescano. Si trova nel convento di san Matteo a S. Marco in Lamis.
Stemma francescano. Si trova nel convento di san Matteo a S. Marco in Lamis.
I Frati Osservanti della Provincia di S. Angelo erano stimati in tutto l'Ordine, vivevano in posti ritirati, pregavano, lavoravano coi contadini, tessevano la lana, rilegavano libri. Nel 1528, per opera di fra Matteo da Bascio, dagli Osservanti si staccarono i Cappuccini, dediti per lo più alla vita eremitica e contemplativa. Ebbero grande favore popolare e si diffusero anche nelle nostre regioni con numerosi conventi tra cui quello di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo, reso particolarmente famoso, negli ultimi tempi, dalla presenza di San Pio da Pietrelcina. I Cappuccini ebbero presto completa autonomia e si staccarono anche giuridicamente dagli Osservanti.
Nel 1532 fra Francesco da Iesi e fra Bernardino da Asti diedero origine ai Riformati i quali furono presenti nelle nostre zone con i conventi di Ascoli Satriano (1623), Sannicandro Garganico (1634) e Cagnano Varano.
Nello stesso periodo ebbero origine in Francia i Recolletti e in Spagna i Discalceati (Scalzi) chiamati anche Alcantarini da S. Pietro di Alcantara. Gli Alcantarini ebbero i conventi di S. Pasquale in Foggia (1709), l'Incoronata a Castelnuovo Dauno, S. Maria della Vetrana a Castellana Grotte (1700), la Madonna del Pozzo a Capurso.
Gli Osservanti, i Riformati, i Recolletti e gli Alcantarini obbedivano allo stesso Ministro Generale.
Stemma francescano. Si trova (-va?) nella Biblioteca del convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Stemma francescano. Si trova (-va?) nella Biblioteca del convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Nel 1897 papa Leone XIII (1810-1903) abolì la divisione esistente fra i quattro rami dell'Ordine e li riunì in una sola grande famiglia.
La Provincia Sancti Michaelis Arcangeli rinacque nel 1899 dall'unione delle varie famiglie francescane comprese nelle province civili di Bari, Foggia, Campobasso. Attualmente è composta dai seguenti conventi: San Pasquale, Gesù e Maria, Sant'Antonio a Foggia; Santa Maria Vetere ad Andria; San Potito ad Ascoli Satriano; Sant'Antonio a Bari; Sant'Antonio a Biccari; Beato Giacomo a Bitetto; San Leone a BitontoSan Giovanni dei Gelsib_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_san-giovanni-gelsi.jpg e Sant'Antonio a Campobassob_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_santantonio-campobasso.jpg; Madonna della Vetrana a Castellana Grotte; Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Daunob_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_santa-maria-castelnuovo.jpg; Santa Maria delle Grazie a lelsi; Maria SS. della Pietà a Lucerab_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_convento-della-pieta-lucera.jpg; Santa Maria delle Grazie a Manfredonia; Santa Maria dei Martiri a Molfetta; San Matteo e Santa Maria di Stignano a San Marco in Lamis; Santa Maria delle Grazie a Sannicandro Garganico; San Bernardino a San Severob_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_convento-san-bernardino.jpg; SS. Trinità a Sepinob_250_0_16777215_01_images_calendario-2014_tooltips_convento-Sepino.jpg; Santa Maria di Loreto a Toro; Sacro Cuore a Torremaggiore; Santa Maria di San Luca a Valenzano.

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Interno della chiesa
Interno della chiesa
I Frati Minori Osservanti Riformati della Provincia di S. Angelo furono presenti a Sannicandro Garganico fin dal 1612 in un ospizio dedicato a S. Maria della Misericordia costruito con le elemosine dei fedeli. L’ospizio aveva la funzione di dare ricovero ai frati di passaggio e a quelli che si recavano nella cittadina per la predicazione e la questua. Dopo qualche anno i frati pensarono di fermarsi definitivamente a Sannicandro. Con le elemosine raccolte e il contributo delle pubbliche autorità ingrandirono il vecchio ospizio che nel 1634 fu dichiarato convento formato col nome di S. Maria delle Grazie. La fraternità si dedicava soprattutto alla predicazione, alla confessione e all’aiuto nelle parrocchie. Fu istituito anche lo studio di filosofia per i giovani frati in formazione.

Entro le sue mura vissero frati dotti e santi. Fu chiuso con la soppressione di Gioacchino Murat nel 1809; riaperto nel 1816 e chiuso definitivamente nel 1866, divenne proprietà del Comune. Nel 1982 i Frati Minori della rinnovata Provincia di S. Michele Arcangelo di Puglia e Molise lo ricevettero in donazione dal Comune e vi si trasferirono dalla parrocchia di S. Biagio. Oggi è sede di parrocchia affidata ai Frati Minori.

Convento di Santa Maria delle Grazie
Convento di Santa Maria delle Grazie
Il Beato Giovanni Duns Scoto e la Vergine Maria Immacolata, affresco.
Il Beato Giovanni Duns Scoto e la Vergine Maria Immacolata, affresco.
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Il Bambin Gesù con S. Antonio di Padova e S. Francesco da Paola
Il Bambin Gesù con S. Antonio di Padova e S. Francesco da Paola
Fu fondato, secondo la tradizione, dallo stesso Padre S. Francesco nel 1216. Condotto dai Padri Conventuali fino alla soppressione di Innocenzo X nel 1652. Cadde in abbandono e completa rovina. Il P. Arcangelo da Montesarchio nella sua opera Cronistoria della Riformata Provincia di S. Angiolo in Puglia, stampato a Napoli nel 1732 dice che su iniziativa e a spese di un non meglio identificato locale feudatario nel 1724 il convento fu ricostruito col titolo di S. Maria delle Grazie e dato ai Frati Minori Osservanti Riformati della Provincia di S. Angelo.

Nel 1732 la fabbrica non era ancora completa ed era abitata da 7 frati. Nel 1811 fu chiuso da Gioacchino Murat e riaperto nel 1815.

Una bella figura di frate originario di Cagnano fu P. Luigi da Cagnano per due volte Ministro Provinciale, nel 1829 e nel 1835.

Frate di grande spiritualità e cultura guidò la Provincia di S. Angelo in un momento difficile favorendo gli studi e la ripresa spirituale dei Frati.

Il convento fu chiuso definitivamente dal governo italiano nel 1866.

Convento dei Riformati con la chiesa
Convento dei Riformati con la chiesa
Convento dei Riformati con la chiesa
Convento dei Riformati con la chiesa
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Convento dei Cappuccini con l’elce secolare, foto del 1930
Convento dei Cappuccini con l’elce secolare, foto del 1930
La presenza francescana a Vico del Gargano s’identifica con i Cappuccini arrivati nel 1569 in un bel convento, dedicato alla SS. Annunziata, costruito a spese del marchese Colantonio Caracciolo.

Distrutto dal terremoto del 31 maggio 1646. Il convento fu ricostruito di sana pianta. La nuova chiesa nell’atto della consacrazione fu dedicata sempre alla Madonna, ma sotto il titolo di S. Maria degli Angeli.

Ingresso del cimitero monumentale di S. Pietro
Ingresso del cimitero monumentale di S. Pietro
Il convento fu chiuso dai provvedimenti soppressivi del 1867. Riaperto nel 1902 divenne uno dei centri di formazione dei giovani frati della Provincia Cappuccina di Sant’Angelo.

Nel 1956 la presenza cappuccini si estese anche al complesso monumentale e storicamente importante del Cimitero di Vico.

Il Cimitero fu costruito su iniziativa e a spese del can. Don Pietro Finis per dare degna sepoltura ai defunti e nello stesso tempo tutelare la salute dei concittadini nel 1792, nove anni prima che l’ imperatore Napoleone Bonaparte emanasse il famoso editto di Saint Cloud che proibiva anche in Italia l’inumazione dei cadaveri nelle chiese, e oltre dieci anni prima che fosse costruito il cimitero Père Lachaise di Parigi, ritenuto a torto il primo cimitero dei tempi moderni.

Poi anche questo cimitero, benché fosse un complesso notevole per bellezza, divenne insufficiente, per cui si decise di costruirne uno nuovo.

I Cappuccini ne presero possesso e lo utilizzarono come istituto di educazione della gioventù.

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?