
Di està ne' paesi del Gargano Settentrionale manca sovente la carne, e quella, che di rado fassi è di capra, o di magliato. Vi si dovrebbe dunque introdurre la lodevol pratica di S. Giovanrotondo. Che poi introdurre vi si possa, è chiaro dalla situazione, che annunzia la prosperità della pecora. Il Gargano settentrionale è una contrada piuttosto secca, e rilevata in colli, e poggi, ventilata dall'aura marina, ed immune dal lupo.
Per la bassezza delle sue montagne vi è scarsa la pioggia, pel generale declive vi è pronto lo scolamento; e l'una e l'altra cagione aggiunta alla forza del Sole vi induce un predominio d'asciutto. Or lo asciutto non assicura egli la pecora dalla sua più mortal nemica, dall'origine d'ogni suo morbo, voglio dire dalla pestifera umidità? Secondamente, sopra quegli asciutti colli regnano il serpillo, il timo, il puleggio, ed altre care erbette odorose, che l'aura marina asperge di un sale sensibile ad ogni palato. Finalmente l'immunità del lupo esime la timida pecora da' suoi spaventi, e da' suoi eccidj.
Conseguentemente non potrebbe bramarsi situazione più felice per la prosperità della pecora. Si pretende, che l'aria della Gran Brettagna sia alle pecore favorevolissima a solo oggetto, che quel Regno è bagnato tutto dal mare. Fondatissima è una tal pretenzione. Il mare impregnando di vapori salini le pasture, fa passare ai polmoni, ed al sangue di queste bestie un acido, ch'è molto salutare.
Quindi ottimo è l'uso di dare il sale alle pecore. Il sale le preserva da moltissime malattie, e particolarmente da quella conosciuta sotto il nome di ammarcimento del fegato, dà loro buon appetito e vigore, le riscalda, le fa digerire, ed impedisce le ostruzioni. Laonde Virgilio con fondamento ripete dalle pasture salse la buona salute degli armenti, ed il miglior sapore nel latte. Il Gargano settentrionale essendo dunque bagnato dal mare, ne segue, che sia alle pecore favorevolissimo. Or quando vi si introdurranno le picciole greggi di pecore, onde aver nella state buona e saporita carne ne' macelli? Vi s'introdurranno, allorché i ricchi di quella bella contrada non mangeranno più alla foggia de' selvaggi del nuovo Mondo. Ma io ritorno a S. Giovanrotondo.
Mi si perdonino queste gite, e ritornate in grazia dell'utile.
Ma essi sentendosi così ingiuriare, non devono punto adirarsi. L'asino è una bella e gentil creatura. Ha orecchie grandi, coda lunga, voce alta, aria soda, e portamento civile. L'asino parlò, come parliamo noi. E’ notissimo il fatto di Balaam; e Caio Mario fuggì il furor di Silla per il consiglio di un asino. L'asino fu il segno di guerre, e di vittoria. Diffatti Dario avendo intrapresa la guerra contra li Sciti, condusse alla battaglia un gran numero di asini, che col ragliare posero in fuga i nemici. L'asino ebbe vittime, ed altare.
Sui pregi dell'asino potrei fare una più lunga cicalata; ma temo di fare inasinire i savj miei Leggitori. Io chiudo coll'asino la Descrizione geografìco-georgico-fisica di tutt'i paesi garganici. Non sono stato io un Geografo esatto, ed utile?
Ebbene: chiamatemi Geografo asinesco.

Dioscoride (Nota) dice, il Galbano essere liquore di una ferola, che nasce in Soria. Quindi abbondando di ferole la pianura Dauna, e Campolato nel Gargano, tentar potrebbesi, se anche in questa nostra Regione aversi potesse il galbano perfetto, senza ricercarlo da paesi tanto remoti.
Molte virtù medicamentose attribuiscono al galbano Soriano Galeno e Dioscoride (Nota): ma i Medici di oggidì avvisano, che non abbia tante virtù. Sono anch'io dello stesso avviso; perché ogni troppo versa, dice il proverbio.
Ma se esso non opera al presente que' prodigi, che negli scorsi secoli oprava, egli è certo però, che delle tante virtù da Dioscoride attribuitegli, ne ha qualcuna. Epperò invitiamo i Medici ad usarlo, e gli abitanti di S. Giovanrotondo a tentarne l'estrazione dalla ferola.
Prima di chiudere questo paragrafo, io vo' dire due parole della cruda sferza del truce Pedantismo. Nel Gargano i Pedanti battono i dilicati ragazzi con una sferza di legno duro, resistente, e non pieghevole. Quindi gl'infelici empiono l'aere di lunghe strida, e riputano mostri le scienze, e larve orrende le arti migliori. A' giovanetti dell'Apulia non sembra tanto odiosa Minerva, perché battuti vengono con una sferza di leggera e spugnosa ferula. Dovrebbon pure i Pedanti del Gargano battere colla ferola i teneri ragazzi. Ma in questo indotto Promontorio quanto più il Pedante batte i suoi allievi, tanto più è riputato dotto. Pedanti: la dolcezza, lo stuzzicare la curiosità, i premj, l'emulazione, il punto d'onore; ecco i motivi bastanti da interessare i giovanetti nello studio. Sappiate con destrezza maneggiare a tempo, ed a luogo queste vetri morali, ed essi faranno voli stupendi. Leggitori, è vero ch'io propendo all'episodio; ma è anche vero, che onde partii tosto ritorno.

I migliori uliveti sono quelli delle Mattine le quali giaciono alle radici del Monte Gargano, e tengono al Sud il feudo rustico di Cavaniglia.
E poiché esse vengono al Nord difese dagli aspri venti settentrionali da alti colli, e confinano colla pianura Dauna, perciò nella rigida stagione il clima vi è temperatissimo.
Le Mattine sono adunque pei Sangiovannari un vero luogo di delizie.
Diffatti molti di essi vi fan soggiorno nel verno in eleganti casinotti.
Vigne assai si trovan qui; il perché vi si fa una grande estrazione di vini gustosi e durevoli.
Essi reggon bene ai cangiamenti delle stagioni, perché vi si usa molta diligenza nel fargli.
Ho detto, che vino assai si vende, e si smaltisce dai Sangiovannari.
Or aspettano essi, che lo straniero venga a prenderselo in casa loro?
No. Essi sanno bene, che questo non pur ne minorerebbe lo spaccio, ma lascerebbe trarre dagli altri quel profìtto, che dalle condotte loro ricavano.
Vico, e Rodi, sono paesi doviziosi pel commercio marittimo; perché i Vichesi e i Rodiani trasportano essi stessi con trabacoli proprj le produzioni del loro suolo a Venezia, a Trieste, ed alle opposte spiagge della Dalmazia. Vestani, voi fate manna assai, ed avete molto superfluo di olio; ma aspettate, che i Rodiani ed i Vichesi vengano a prendersi tali generi in casa vostra.
Perché non li trasportate voi stessi con barche proprie ai paesi esteri? Perché non imitate gl'industriosi abitanti di Vico, Rodi, e S. Giovanrotondo? Oh il guadagno grande, che fareste!
Ma l'industria, questo fuoco sacro, che forma la felicità e la vita delle Nazioni, è spento tra voi. Or non sapete voi, che il diminuimento dell'industria produce quella infingarda povertà, la quale genera la miseria, e l'avvilimento de' Popoli, che cominciando dall'infima plebe si solleva per gradi sino al Trono?
Ma ritorniamo a S. Giovanrotondo.


Or perché non si coltiva a Vico il verdume? Perché non si ha gusto per la tavola. Ma già taluni cominciano a coltivarlo ne' loro poderi per uso proprio.
Ritorniamo a S. Giovanrotondo.

Or io porto opinione, che l'uso della cipolla, e dell'aglio corregga in parte la mala qualità di tali acque. Molte popolazioni della Morlacchia bevono nella state acque fangose, eppure in quella contrada vi hanno vecchi fortissimi, e verdi.
L'intrepido Abate Fortis (Nota) pende, contra il sentimento de' partigiani d'Orazio, a darne una parte di merito anche all'aglio. Ma diciamo di altre qualità di cotali mordicanti e saporosi vegetabili, perniciosi agli stomachi gentili, ed utili ai robusti contadini.

Terzamente, alle larghe bevande de' potenti e fumosi vini succedon bene spesso il delirio, l'obblivione, la sonnolenza, la paralisi, l'apoplessia, la morte. Ora i contadini ne' giorni festivi non tracannano essi in quantità smoderata vino generoso e potente? Ma buon per essi, che l'aglio, e le cipolle valevoli sono a rimuovere, o almeno a mitigare i pessimi effetti del vino.
Finalmente, si crede comunemente, che l'aglio sia un presentaneo rimedio molto appropriato per impedire non meno la putrefazione de' corpi, che l'influenza delle malattie contagiose. Il perché esso viene nobilitato dagli elogj de' più sagaci Medici; ed il perché Galeno (Nota) lo appellò la Teriaca de' Contadini. Quindi essendo tali le qualità degli aglj, delle cipolle, e de' porri, certo che non meriterebbe derisione e biasimo, chi proponesse d'invitar con premj i S. Giovannari a coltivare in grande questi prodotti, tanto per conservare la salute dell'utile bracciale, quanto per risparmiare somme considerabili.


Tutte poi sono disinvolte e trattabili.
A S. Marco in Lamis il riverire una donna è un delitto; a S. Giovanrotondo il non riverirla, e non parlarci, è una zotichezza.
A S. Nicandro, ed a S. Marco le donne del basso popolo vestono tutte alla grottesca; quelle di S. Giovanni pressoché tutte vestono all'Apuliese.
La vezzosa Moda, questa gioconda Dea ha in S. Giovanni incenso, ed ara.
Le donne delle famiglie civili ungono i loro capelli con odorose pomate, gli avvolgono in mille ricci, gl'intrecciano in vaghi nodi, e con un agitato fiocco di seta li coprono di bionda polvere di cipro.
Finalmente nastri, veli, pennacchi, rigami eleganti di Lione, fantasie bizzarre della Senna, ed altri esteri lavori, che furon chiamati ai nostri lidi dal suono dell'oro, e dell'argento, ornano qui le Uranie delle case ricche.
