Qualesammarco, Nr. 2 del 20 Giugno 1994
Manfredonia – Museo Incontri 94
La grande risorsa dei beni archeologici
di Michele Ferri
Al Museo archeologico nazionale si è svolto con ampia partecipazione di pubblico il ciclo di conferenze Incontri ’94.
Si è parlato di morfologia della laguna nell’antichità, di insediamenti protostorici nel Tavoliere meridionale, dell’insediamento fortificato di Coppa Nevigata, ed infine del porto di Salapia.
Promossi dalla Soprintendenza archeologica della Puglia, dal Comune di Manfredonia e della locale Azienda di Soggiorno e Turismo, in collaborazione col Rotary Club, gli incontri si sono proposti il compito di offrire una panoramica delle emergenze archeologiche nell’area lagunare della Daunia antica, nel periodo preistorico e protostorico.
Nel corso del primo appuntamento si è fatto il punto delle conoscenze fin qui acquistate sulla struttura geologica della grande laguna costiera a sud del Gargano, quindi si è parlato della sua probabile evoluzione, a partire dal neolitico, durante il quale l’intero territorio perilagunare risulta densamente popolato, forse per le cospicue risorse offerte dall’attività di caccia e pesca e dalla pratica dell’agricoltura e dell’allevamento. In particolare deve aver esercitato una forte attrazione la raccolta dei molluschi, soprattutto di cardium.
Di particolare interesse è stata la conferenza del prof. Alberto Cazzella sull’insediamento fortificato di Coppa Nevigata, uno dei siti più noti della preistoria italiana. Il prof. Cazzella ha sapientemente illustrato le ultime acquisizioni dell’attività di ricerca a Coppa Nevigata, i cui risultati hanno consentito di mettere in luce l’intera struttura abitativa con le sue fortificazioni, attraverso le modifiche e i successivi adattamenti che il villaggio ebbe in età preistorica, nelle varie fasi del neolitico e nell’età del bronzo e fino alla prima età del ferro, quando il sito viene abbandonato contemporaneamente allo sviluppo degli insediamenti di Cupola-Beccarini (dove si ritiene fosse ubicata la Siponto preromana) e di Salapia, l’altro importante centro dauno che sorgeva ai margini della laguna. Va sottolineato che le missioni di ricerca dell’istituto di Paletnologia dell’Università di Roma, condotte a partire dal 1984, hanno, dato rilievo internazionale a Coppa Nevigata e a Monte Aquilone, due siti di capitale importanza nell’area del tavoliere. Forse non tutti sanno che questa regione rappresenta una delle culle del Neolitico italiano (Archeo, dicembre 1993).
Egualmente rilevante è l’importanza dell’area perilagunare in epoca preromana, quando i due porti di Sipontum e di Salapia si contendevano il primato di empori commerciali al servizio della capitale Arpi e delle altre città daunie.
Il ciclo di conferenze Incontri ‘94 è stata una iniziativa di indubbio valore e ben si inserisce nel quadro dell’attività che il personale direttivo del Museo persegue con passione, entusiasmo e competenza, attraverso incontri con i più sensibili operatori scolastici, visite guidate e attività didattiche anche a carattere grafico. Tanti giovani studenti hanno sicuramente conseguito una conoscenza non epidermica dei fatti e dei percorsi storici, grazie a una coinvolgente fruizione dei beni museali nel contesto della realtà territoriale.
Di tutto questo si è discusso nel recente dibattito sul tema Conoscere il museo.
A parte le intense attività didattiche, va segnalato che il Museo ha raggiunto una significativa consistenza, grazie al lavoro complessivamente svolto nel corso di questi anni. Nel 1993 si contano oltre ventimila visitatori, duemila dei quali risultano stranieri.
Il crescente richiamo esercitato dalle collezioni delle stele daunie e dei reperti provenienti dai diversi siti neolitici (Coppa Nevigata, Grotta Scaloria, Monte Aquilone e gli altri villaggi trincerati dalla foce del Candelaro) è dovuto anche alla moderna impostazione delle esposizioni e dei percorsi tematici fin qui realizzati. Si è in attesa di un progetto di allestimento museale definitivo che preveda la ricostruzione, anche alla luce delle più recenti campagne di scavo, della storia dell’antica laguna, dal neolitico all’epoca romana.
E’ auspicabile, nel contempo, una maggiore attenzione da parte degli amministratori locali in materia di tutela e promozione dell’inestimabile patrimonio archeologico del territorio sipontino.