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Qualesammarco, Nr. 2 del 20 Giugno 1994
Taccuino di un viaggio” di Michele Coco
di Cristanziano Serricchio
Taccuino di viaggio si può considerare la prova più sicura e significativa della lunga ricerca poetica di Michele Coco, che in questi 37 brevi componimenti condensa il suo amore alla vita e la sua ammirazione e colta partecipazione alla classicità e modernità della poesia.
Tanto nel lavoro creativo, come già di traduzione dai lirici greci e latini e dai poeti spagnoli contemporanei, Coco sa offrire la misura della sua capacità di far rivivere nella invenzione della scrittura l’esperienza di vita e la propria idea della poesia. In versi duttili ed eleganti coglie e trasfigura il reale ridonando alla bellezza la sua antica funzione salvifica, ma anche mitica e seduttrice.
Giustamente Michele dell’Aquila, acuto prefatore del libretto, individua nel “piacere della sensorialità, raffinata e colta in molti casi, forte e naturale in altri”, l’ispirazione più autentica di Coco.
Le immagini, le forme, i colori di un tempio o di un tempo, di un monumento o di un dipinto, gli angoli di realtà o di fantasia, i suoni e i profumi, diventano occasioni e stimoli di emozioni che si traducono in necessità e segni di intensa evocazione poetica.
Per questo “taccuino di viaggio” non è solo la memoria lirica di un itinerario della fantasia e del sentimento entro i confini elettivi dei paesi dell’anima (Grecia, Olanda, Andalusia, Parigi, Praga, Budapest), ma il diario intimo e festoso di una verità di sogno e di certezza, che Coco scopre nella suggestione di un’immagine, di un suono, di una forma, di un colore, che danno sapore e pienezza alla realtà e alla vita.
In questa festa dei sensi domina la figura femminile, nella sua inquieta sensualità, nella grazia della movenza, nel fascino segreto della corporeità, che si illumina a volte di quella luce interiore che suscita con la bellezza e la grazia lo stupore e l’ammirazione dell’anima e dei sensi.
La realtà si esalta nell’incanto del mito, nello splendore di paesaggi marini e fluviali, o nei frutti dell’arte pittorica o scultorea d’ogni tempo (Mantegna, Botticelli, Manet, Cezanne, ecc.), che diventano oggetto dell’ispirazione e dell’arte poetica di Michele Coco.
Immagini e visioni si ricompongono sulla pagina, nella emozione viva della parola, vibrante di colore e di musicalità, in un linguaggio duttile e incisivo, dal taglio epigrammatico e talora apparentemente narrativo, sapientemente costruito.
“Il Taccuino”, incluso nella collana “La ginestra” diretta da Sergio D’Amaro, comprende il viaggio in Grecia, in Olanda, le variazioni sul tema del flamenco, tre città, Dittico omerico, Galleria minima. Completano la raccolta le traduzioni in spagnolo e in serbo del Viaggio in Grecia.
Michele Coco, Taccuino di viaggio, prefazione di Michele Dell’Aquila, San Marco in Lamis, A. Motta, 1992, pp. 70, s. p.

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