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Fonte: www.strano.net
1963
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Inverno |
La CIA invia a Camp Darby, vicino a Livorno, il materiale che doveva servire a costituire le scorte di prima dotazione dei nuclei e delle unità di pronto impiego della rete Stay Behind, cioè di Gladio. L'armamento è suddiviso in "convenzionale" e "non convenzionale", quest'ultimo era costituito da materiale proveniente da paesi del Patto di Varsavia, al cui uso, era previsto, si dovevano addestrare i gladiatori. Tra il materiale inviato vi sono 198 pacchi di esplosivo in contenitori metallici, 180 pacchi trappole esplodenti in contenitori plastici, 106 pacchi di armi (ognuno contiene uno Sten, 2 pistole, 6 bombe a mano), 364 bombe al fosforo, 24 mortai da 60, 12 cannoni da 57, 120 carabine calibro 30, 24 fucili di precisione con cannocchiale. Il materiale esplosivo e il munizionamento vengono successivamente concentrati nel reparto munizioni di Campo Mele, vicino Sassari. Parte del materiale è destinato all'Ufficio D del SIFAR. Il grosso del materiale arriva già confezionato in speciali involucri, al fine di assicurare un perfetto stato di conservazione nel tempo, dato che era previsto che fossero poi racchiusi in contenitori da interrarsi in appositi nascondigli (che in codice saranno chiamati NASCO) nelle zone prescelte. Il materiale made in USA proviene direttamente dagli Stati Uniti o dai depositi dell'esercito americano in Germania |
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Febbraio |
De Lorenzo crea il reparto motorizzazione dell'arma dei carabinieri, costituisce, inoltre, una rete radiotelegrafica nazionale autonoma che collega il comando di Via Romania con tutti i comandi di legione d'Italia. |
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Marzo |
Giunge in Italia come capo della postazione CIA di Roma William Harvey, già capo delle squadre “Executive Actions” incaricate dei progetti di assassinio politico nel mondo, l'uomo che ha diretto l'omicidio di Patrice Lumumba in Congo. Harvey concorda con il colonnello Rocca del SIFAR la creazione di “squadre d'azione” per compiere attentati contro sedi democristiane da attribuire alla sinistra utilizzando i 2.000 nomi di neofascisti: “...uomini capaci di uccidere, piazzare bombe e ordigni incendiari....” , presenti negli archivi della postazione della CIA di Roma. Rocca organizza tali squadre a Milano, Torino, Genova e Modena con l'aiuto di Luigi Cavallo. |
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1 Aprile |
Viene ufficialmente costituita (di fatto già costituita da gennaio) la XI brigata meccanizzata dei carabinieri, che viene dotata di armamento pesante. |
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21 Giugno |
Giovan Battista Montini viene eletto dal conclave papa Paolo VI |
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Agosto |
L'Agenzia Radicale denuncia un traffico di armi fra Italia e Sudafrica autorizzato dal ministero per il commercio estero. |
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9 Ottobre |
A Roma durante una manifestazione sindacale avvengono incidenti. Strani personaggi in tuta mimetica e in divisa da poliziotto aggrediscono pesantemente i manifestanti provocando centinaia di feriti e molti danneggiamenti. Il senatore Ferruccio Parri accusa di aver agito come squadre di provocatori le unità clandestine costituite dal colonnello Rocca. Un'ex generale del SID affermerà molti anni dopo: “...gli uomini dell'organismo parallelo erano stati accompagnati nei dintorni di Piazza SS. Apostoli dove, in alcuni appartamenti e nel cortile di un palazzo, avevano ricevuto e indossato tute mimetiche e divise di polizia. Poi avevano cominciato a lanciare sassi sugli edili, partendo quindi alla carica con randelli...”. I misteriosi soggetti, risulterà, appartenevano a Gladio. |
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“Lettera aperta” alla magistratura sulla Federconsorzi
Nel suo intervento al primo Convegno del Movimento Gaetano Salvemini (tenuto a Roma il 30 e 31 marzo 1963 su “La Federconsorzi, problema dell'ora”) il prof. Manlio Rossi Doria - dopo avere spiegato perché la Federconsorzi era “il gruppo di pressione che più seriamente aveva danneggiato la nostra situazione politica, la nostra situazione economica, ed aveva impedito una evoluzione tempestiva e coerente della nostra politica agraria” - disse:
Sono cose gravi e bisogna ragionarne. Non si può più stare zitti. Non staremo più zitti. Il silenzio è finito, e non ci si illuda che basti un comunicato o una dichiarazione a interrompere la discussione su tali questioni. Su tali questioni si discuterà fino in fondo, come fanno tutti i paesi civili.

Mentre la prima parte del libro è dedicata al cosiddetto “scandalo dei mille miliardi” (cioè alla mancata presentazione dei rendiconti delle sopraddette “Gestioni speciali”), nella seconda parte l'autore racconta il suo lungo viaggio attraverso l'Ente Nazionale Risi (ENR), l'Associazione Nazionale Bieticultori (ANB), l'Ente di Assistenza Utenti Macchine Agricole (UMA), la federmutue, la Coldiretti e le altre provincie del feudo bonomiano.
Roma, 19 ottobre 1965
Sig. Procuratore Generale presso la Corte dei conti
Sig. Procuratore Geneaìe presso la Corte d'Appello di Roma
Da tali studi si trae l'impressione che le leggi siano state ripetutamente, o meglio costantemente violate, che si sia spesso contravvenuto all'ordine delle competenze, che vi sia stata una continua confusione tra il pubblico e il privato, che gravi danni ne siano derivati alla finanza dello Stato. Soltanto un'indagine più approfondita, compiuta dalle pubbliche autorità e con i mezzi di cui esse dispongono, può stabilire in modo sicuro la realtà dei fatti e accertare se in essi debbano essere configurati illeciti d'ordine penale o amministrativo.
Nel compimento di questo che appare ai firmatari come un civico dovere, si uniscono all'autore del libro alcune persone che, per ragioni di carica o per interessi coltivati nei loro studi, hanno avuto occasione di occuparsi di alcuni aspetti dei fatti nel libro stesso trattati, traendone elementi di informazione e di convinzione che li inducono a condividere le conclusioni alle quali, in proposito, è giunto l'autore. Il quale, insieme agli altri firmatari della presente lettera, ritiene sarebbe causa di grave pregiudizio per il retto funzionamento delle nostre istituzioni e di turbamento della pubblica opinione che su fatti di tanta gravità, quali quelli esposti nel libro, non intervenisse il giudizio delle autorità competenti, per stabilire se siano stati commessi illeciti, e di quale natura; per promuovere, ove occorresse, le opportune azioni contro i responsabili; per adottare, ove se ne verificasse il caso, le misure necessario alla restau razione del pubblico interesse leso.
Con osservanza,
f.to Luigi Anderlini (deputato), Vincenzo Apicella (giornalista), Giuseppe Avolio (deputato), Idomeneo Barbadoro (dell'Ufficio Studi della CGIL), Arturo Barone (giornalista), Wladimiro Dorigo (direttore di “Questitalia), Enzo Enriques Agnoletti (direttore del Ponte), Beniamino Finocchiaro (deputato), Antonio Giolitti (deputato), Diamante Limiti (giornalista), Riccardo Lombardi (deputato), Gennaro Miceli (deputato), Aldo Natoli (deputato), Enrico Nobis (giornalista), Ferruccio Parri (senatore), Leopoldo Piccardi (direttore della “Rivista amministrativa”), Vincenzo Piga (giornalista), Manlio Rossi Doria (ordinario nella Università di Napoli), Fernando Santi (deputato), Eugenio Scalfari (direttore dell'Espresso), Emilio Sereni (deputato), Italo Sinforiani (avvocato), Sergio Steve (ordinario nell'Università di Roma), Paolo Sylos Labini (ordinario nell'Università di Roma).
Lettera Federconsorzi, L'Astrolabio, Anno III, N. 20 (61), Pag. 2, 2 Dicembre 1965
L'ultimo numero dell'Astrolabio ha riportato la “lettera aperta” che Ferruccio Parri, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi e Paolo Sylos Labini, hanno consegnato nel mese scorso al Procuratore Generale presso la Corte dei conti, insieme ai tre libri: Rapporto sulla Federconsorzi (Laterza, 1963) presentato da Manlio Rossi Doria alla Commissione parlamentare antitrust, La Federconsorzi (Feltrinelli, 1963), in cui sono raccolti gli atti del primo Convegno del Movimento Gaetano Salvemini, e Viaggio nel feudo di Bonomi, uscito in questi ultimi giorni per i tipi degli Editori Riuniti.
Per un errore tipografico, di cui molto ci doliamo, nell'elenco dei sottoscrittori sono state omesse le firme di Lelio Basso (deputato), di Ercole Bonacina (senatore), di Gianni Corbi (vice direttore dell'Espresso), che si leggono, insieme ai nomi degli altri ventiquattro firmatari, a pag, XII del libro di Rossi.
Dopo la pubblicazione della “lettera aperta” abbiamo ricevuto queste due righe dal giornalista Filippo Sacchi:
Se, per caso, riapriste la lista delle adesioni alla vostra azione contro la grande combutta, accettate, vi prego, anche la mia firma.

Mentre ringraziamo vivamente per questa manifestazione di solidarietà - che ancor più ci convince della bontà della nostra iniziativa - ci scusiamo con tutte le persone che avrebbero avuto piacere di aggiungere la loro firma alla “lettera aperta”, di non poter soddisfare il loro desiderio perche la sopraddetta documentazione è stata ormai presentata all'autorità giudiziaria.
Data l'urgenza, sono state richieste le firme soltanto di una trentina di persona scelte fra quelle che. durante l'ultimo decennio si erano più particolarmente interessate al problema e che ritenevamo di poter raggiungere più facilmente. Se ci fossimo proposti di fare un plebiscito contro le “pratiche di gestione”, con le quali la Federconsorzi e le società ed enti ad essa collegati hanno amministrato alcune migliaia di miliardi dei contribuenti, al di fuori di ogni pubblico controllo, quali strumenti di sottogoverno della democrazia cristiana, siamo convinti che un intero fascicolo dell'Astrolabio non sarebbe stato sufficiente a contenere tutte le firme che avremmo raccolte.
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Massimo Omiccioli, La “strana” biblioteca di uno “strano” economista Viaggio tra i libri di Ernesto Rossi, Pagg. 397-401, Roma 2018

1915 Dopo la maturità classica si iscrive a Medicina all’Università di Bologna.
1916 A marzo si arruola come volontario e a giugno entra alla Scuola Militare di Modena.
1917 Il 12 maggio è ferito nel corso della decima battaglia dell’Isonzo.
1918 A gennaio si iscrive alla scuola di volo presso l’aeroporto di Pisa San Giusto.
Il 17 giugno muore al fronte il fratello Mario, tenente dei bersaglieri.
1919 Congedato dall’esercito, pubblica articoli sul Popolo d’Italia. A luglio abbandona gli studi di Medicina per iscriversi a Giurisprudenza all’Università di Siena. Conosce Gaetano Salvemini e il 25 dicembre pubblica un articolo sul giornale da lui diretto, L’Unità. Muore suicida la sorella Maria.
1920 A ottobre diventa segretario della sezione fiorentina dell’Associazione Agraria Toscana.
1921 A ottobre inizia in Basilicata un’indagine sulla società meridionale per conto dell’Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno.
1922 Torna a marzo a Firenze presso l’Associazione Agraria Toscana e dirige il Giornale settimanale degli Agricoltori Toscani.
1923 Insieme a Salvemini, ai fratelli Rosselli e ad altri costituisce a marzo il Circolo di Cultura di Firenze.
1924 Milita nel movimento clandestino Italia Libera. A giugno abbandona la direzione del Giornale settimanale degli Agricoltori Toscani. Da novembre insegna discipline economiche presso l’istituto “Galileo Galilei” di Firenze.
Ricercato dalla polizia, il 31 maggio sfugge all’arresto e si rifugia a Parigi, mentre il fratello Paolo ripara in Svizzera. Rientra a Roma a ottobre per partecipare al concorso per l’insegnamento di discipline giuridico-economiche negli istituti tecnici, piazzandosi primo in graduatoria.
1926 Insegna all’istituto tecnico “Vittorio Emanuele II” di Bergamo e a marzo-aprile inizia a collaborare con il periodico torinese La Riforma Sociale, diretto da Luigi Einaudi.
1928 A Milano collabora segretamente con Riccardo Bauer, Vincenzo Calace, Umberto Ceva, Ferruccio Parri, Dino Roberto e altri antifascisti. A ottobre conosce Ada Rossi, anche lei insegnante presso l’istituto “Vittorio Emanuele II”.
1929 Muore suicida la sorella Serenella.
1930 Arrestato a scuola il 30 ottobre, viene condotto in carcere a Bergamo. Durante il trasferimento a Roma, il 3 novembre, salta dal treno in corsa, ma viene catturato il mattino seguente. Il 5 novembre è rinchiuso, in isolamento assoluto, nel VI raggio del carcere romano di Regina Coeli, riservato ai detenuti deferiti al Tribunale speciale.
1931 Il 30 maggio il Tribunale speciale infligge venti anni di reclusione a Rossi e Bauer e dieci a Calace e Roberto. A luglio viene trasferito a Pallanza (numero di matricola 5030) e il 24 ottobre sposa in carcere Ada Rossi con rito civile. Il 24 novembre, dopo il terzo tentativo di evasione, viene trasferito a Piacenza.
1932 Ad agosto viene inasprito il regime carcerario con la proibizione dei giornali, il sequestro di carta e penna, il divieto di scrivere ai familiari se non in un camerone sotto il controllo degli agenti.
1933 Svelato da un delatore un nuovo tentativo di fuga, a novembre viene trasferito nel IV braccio del carcere di Regina Coeli, a Roma.
1934 Il 6 marzo il Consiglio di disciplina gli infligge tre mesi di isolamento aggravato e un mese di sospensione della corrispondenza e di privazione dei libri.
1937 Il 9 giugno vengono assassinati in Francia i fratelli Carlo e Nello Rosselli su mandato dei servizi segreti militari e del ministro Ciano.
1938 Ottenuto all’inizio di ottobre il permesso di prendere appunti utilizzando un tavolino all’interno di una cella tutti i giorni dalle 17 alle 18,30, inizia la stesura di un manuale di economia.
1942 A novembre viene arrestata anche Ada Rossi e inviata al confino a Forino, in provincia di Avellino, e poi a Melfi e Maratea.
1943 Nuovamente arrestato, è trasferito con Bauer e Calace a Regina Coeli in isolamento.
Liberati il 30 luglio, Rossi viene nuovamente arrestato dopo poche ore, per essere rilasciato in serata. In estate si trasferisce a Firenze, promuove il Movimento federalista europeo e aderisce al Partito d’Azione. Il 14 settembre, ricercato dai tedeschi e dalla polizia fascista, si rifugia in Svizzera, dove il 28 settembre lo raggiunge la moglie Ada. Si stabiliscono a Lugano.
1944 Si trasferisce a Ginevra, dove si impegna a diffondere le tematiche federaliste. A maggio viene pubblicato dalla casa editrice milanese La Fiaccola il testo La Riforma agraria, da lui composto a Ventotene nel 1941.
1945 A marzo pubblica, con lo pseudonimo Thelos, L’Europe de demain. Il 19 aprile rientra a Milano, dove collabora alla stampa clandestina. In precarie condizioni di salute, il 20 maggio si traferisce a Firenze. Dal 5 luglio all’8 dicembre è Sottosegretario alla Ricostruzione nel Governo Parri; dal 25 settembre fa parte della Consulta nazionale.
Il 29 ottobre è nominato presidente dell’Arar (Azienda rilievo alienazione residuati).
A dicembre pubblica per La Fiaccola il saggio Critica del sindacalismo, scritto al confino nel 1942.
1946 Pubblica per La Fiaccola il saggio Abolire la miseria. Esce per Einaudi il volume Pianificazione economica collettivistica, di cui aveva curato la traduzione. Accetta la candidatura alla Costituente nella lista del Partito d’Azione per favorire l’elezione di Pietro Calamandrei.
1947 A luglio rivede Salvemini rientrato dall’esilio. A novembre pubblica per le Edizioni di Comunità Banderillas, che raccoglie alcuni suoi saggi usciti durante l’estate su Italia socialista.
1949 Il 19 febbraio esce il primo numero del periodico Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, sul quale pubblicherà circa cinquecento articoli e dove tiene la rubrica Lettere scarlatte.
1950 Si impegna nella campagna federalista di raccolta delle firme per la costituzione dell’Unione europea, alla quale aderisce anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
1952 A febbraio pubblica Settimo: non rubare, nella collana Laterza “Libri del Tempo”, nella quale usciranno anche altri suoi libri. L’11 ottobre inizia la collaborazione con La Stampa, che proseguirà sino alla fine del 1954.
1953 Pubblica con Laterza Lo Stato industriale, in cui riporta i risultati dell’indagine sull’Iri commissionatagli da Mario Einaudi.
1954 Pubblica per Laterza Il Malgoverno.
1955 Pubblica per Laterza I padroni del vapore e cura il volume antologico di Luigi Einaudi Il buongoverno. Saggi di economia politica (1897-1954). Il 12 marzo presenta al primo convegno degli Amici del Mondo (i cui atti saranno editi da Laterza con il titolo La lotta contro i monopoli) una relazione sul problema delle nazionalizzazioni; interviene anche al convegno del 9 luglio dedicato alla questione petrolifera (i cui atti saranno pubblicati con il titolo Petrolio in gabbia). Il 10 novembre dà vita a un acceso dibattito con il presidente della Confindustria Angelo Costa. Partecipa alla costituzione del Partito radicale.
Il 20 dicembre pubblica con Feltrinelli Una spia del regime, sulla figura di Carlo Del Re e i suoi rapporti con la polizia politica.
1956 Ad aprile pubblica con Laterza Aria fritta, in cui raccoglie suoi articoli comparsi su Italia socialista e su Il Mondo. A novembre pubblica con la casa editrice Guanda La pupilla del duce: l’Ovra.
1958 A gennaio viene liquidata l’Arar. Il 22 febbraio interviene al settimo convegno degli Amici del Mondo (i cui atti saranno editi da Laterza con il titolo Stampa in allarme) con una relazione sulla censura e la libertà d’informazione. Ad aprile pubblica per Parenti Il manganello e l’aspersorio, dedicato alla memoria di Salvemini. A maggio organizza a Roma un ciclo di lezioni sul fascismo.
1959 Cura per Parenti La Conciliazione; interviene all’ottavo convegno degli Amici del Mondo (i cui atti saranno editi da Laterza con il titolo Verso il regime) con una relazione sulla Rai-Tv.
1960 A gennaio pubblica per Parenti Lo Stato cinematografaro sulla censura e sugli incentivi statali assegnati a registi e case di produzione. Organizza il nono convegno degli Amici del Mondo sulle prospettive di riforma dell’industria elettrica (i cui atti saranno editi da Laterza con il titolo Le baronie elettriche) e vi presenta una relazione contro il monopolio privato.
1961 Il 4 marzo interviene al decimo convegno degli Amici del Mondo con la relazione I guai della borsa. Pubblica con Laterza Borse e borsaioli, in cui raccoglie i suoi articoli comparsi su Il Mondo sul tema della speculazione finanziaria.
1963 Il 16 gennaio si presenta davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta per un’audizione sui limiti posti alla concorrenza in campo economico. Il 25 marzo esce il primo numero del periodico L’astrolabio, da lui fondato insieme al direttore Ferruccio Parri. Il 30-31 marzo organizza il primo convegno del Movimento Gaetano Salvemini e ne cura gli atti La Federconsorzi per Feltrinelli.
1964 Pubblica con Laterza I nostri quattrini, in cui raccoglie una quarantina di suoi articoli di politica economica.
1965 A luglio pubblica con le Edizioni di Comunità Critica delle costituzioni economiche, in cui raccoglie due saggi scritti in carcere e al confino. A novembre pubblica con Editori Riuniti Viaggio nel feudo di Bonomi, in cui raccoglie i suoi articoli comparsi su L’Astrolabio di critica alla Federconsorzi. Pubblica per Editori Riuniti la silloge sulle encicliche pontificie Il sillabo e dopo. Insieme a Giampaolo Nitti cura per la Fondazione Luigi Einaudi l’opera Banche, Governo e Parlamento negli Stati Sardi: fonti documentarie, 1843-1861, di cui esce il primo volume.
1966 L’8 febbraio partecipa alla tavola rotonda organizzata dal Movimento Salvemini con una relazione sul finanziamento dei partiti politici. A settembre gli viene conferito dall’Accademia dei Lincei il premio “Francesco Saverio Nitti” per gli studi di scienza delle finanze e politica economica. A novembre pubblica per Samonà e Savelli Pagine anticlericali.
1967 Muore a Roma il 9 febbraio; è sepolto nel cimitero di Trespiano, sui colli di Firenze, dove riposano anche Carlo e Nello Rosselli e Gaetano Salvemini.
