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11.08.02
Tagli agli Ospedali, Nuovi Ticket e Spartizione Clientelare dei Direttori delle ASL
Cittadini,
la Giunta Regionale e il Presidente Fitto, con la complicità della maggioranza dei Consiglieri regionali di Centro Destra (compreso Angelo CERA), continuano a sfornare provvedimenti, che colpiscono il diritto alla salute dei cittadini, approfittando del periodo di ferie.
Dopo l'aumento dell'addizionale IRPEF, il 'Delisting' (l'elenco dei farmaci a pagamento), i tagli agli ospedali pubblici (e non a quelli privati!), ARRIVANO di nuovo i ticket sui farmaci e sulle ricette, nonché le solite spartizioni clientelari dei Direttori delle ASL.
Fitto, con i suoi Assessori e Consiglieri, dimostra, oltre che l'arroganza e il disprezzo per le regole democratiche, di preferire l'improvvisazione ad una seria programmazione.
I Democratici di Sinistra, nel ritenere i provvedimenti anzidetti illegittimi, ingiusti e inefficaci ai fini del risanamento dei conti della sanità, continuano a sostenere tutte le iniziative volte a bloccare la scellerata politica sanitaria della Regione e si batteranno per eliminare gli sprechi, gli abusi, le tangenti e le clientele che sono la vera causa dello sfascio della sanità pugliese.
Infine, invitano i cittadini a partecipare al presidio che si terrà il 13 agosto a Bari in occasione della seduta del Consiglio regionale dedicata al Piano di riordino ospedaliere.
Sezione Democratici di Sinistra San Marco in Lamis
N.B. Mentre si prospetta un grave e pericoloso ridimensionamento del nostro ospedale (con la chiusura di interi reparti - Chirurgia, Pediatria, Ostetricia - e la perdita della sua autonomia), il Consigliere regionale Angelo Cera, dopo mezza giornata di sciopero della fame e, invece di battersi insieme a tutti i cittadini sammarchesi per difendere l'ospedale, si attribuisce inutili e insignificanti meriti a proposito della sede del distretto socio-sanitario allo scopo di nascondere ancora una volta i veri problemi.

Coordinamento sezionale San Marco in Lamis
Al Presidente Regione Puglia On. Raffaele Fitto
e p. c.
Al Presidente del Gruppo Forza Italia Regione Puglia On. Lucio Tarquinio
All'Ass. All'Urbanistica Regione Puglia On. Enrico Santaniello
Al Coordinamento Provinciale Forza Italia

La locandina della festa azzurra. Forza Italia annullò l'incontro del 2 agorsto 21002
La locandina della festa azzurra. Forza Italia annullò l'incontro del 2 agorsto 21002
Il coordinamento sezionale, gli assessori comunali ed il Gruppo Consiliare di Forza Italia del Comune di San Marco in Lamis, facendo seguito alle numerose azioni di protesta e alle sollecitazioni formulate ai soggetti in indirizzo per la difesa dell'Ospedale 'Umberto 1' contro il taglio indiscriminato dei posti letto programmato e adottato dalla Giunta Regionale nel piano di riordino della rete ospedaliera, manifestano ancora una volta la loro più viva e seria preoccupazione al problema, contestano il metodo usato e che ha portato ad un ingiustificato ridimensionamento del nostro già citato Ospedale ed invitano gli organi in indirizzo, per quanto di propria competenza, ad adoperarsi per garantire al nostro nosocomio le specialità mediche a tutt'oggi conservate per le motivazioni già ampiamente evidenziate nelle deliberazioni adottate ed approvate sia lai gruppo di Forza Italia che dagli altri gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di San Marco in Lamis.
E' chiaro che la mancata attenzione e risposta al serio problema che vi andiamo definitivamente a sottoporre, porterà poi necessariamente ad un profondo chiarimento che potrebbe incrinare i rapporti di stima, di amicizia e di collaborazione politica.
San Marco in Lamis, 5 agosto 2002
Il Capogruppo di Forza Italia
(Dr. Antonio La Sala)

05.08.02
Tutti uniti a difesa dell'ospedale!
La manifestazione del 5 agosto, con il blocco della statale 272, deve essere solo il primo atto di una mobilitazione permanente che deve coinvolgere l'intera città di San Marco e le città vicine, fino ad imporre la modifica dei provvedimenti riguardanti l'ospedale 'Umberto I'.
È necessario impostare una lotta che ponga all'attenzione della giunta regionale le nostre richieste. Non si può accettare un piano che, per l'ospedale di San Marco, prevede la scomparsa dei reparti di chirurgia, ostetricia e pediatria.
Sarebbe un colpo pesante per la nostra città che vedrebbe l'ospedale declassato ad ospizio, con una perdita di 40 posti letto.
Un provvedimento che non farà risparmiare soldi, che penalizza il personale ospedaliero e soprattutto danneggia gli utenti di San Marco in Lamis e degli altri paesi vicini che in questi anni hanno trovato nel nostro Ospedale una struttura accogliente e funzionante.
Serve la mobilitazione di tutti per scongiurare questo evento così negativo e per respingere una politica della salute che favorisce il privato a danno del pubblico e colpisce i più deboli.
Il piano preparato da Fitto deve essere portato alla discussione del consiglio regionale per un confronto effettivo e per modificarne profondamente linee e contenuti, salvaguardando il diritto alla salute per tutti e non per pochi.
Il centro sinistra è in prima linea a difesa dei cittadini e del nostro ospedale. Per questo invita tutta la cittadinanza a partecipare alle iniziative che intraprenderà il Consiglio comunale.
Chiediamo che una consistente delegazione di amministratori, operatori sanitari e cittadini si rechi a Bari martedì 6 agosto per incontrare direttamente i componenti della Giunta regionale ed, inoltre, che mercoledì 7 agosto venga indetto lo SCIOPERO GENERALE con il blocco totale delle strade e di qualsiasi attività cittadina.
Coordinamento del Centro - Sinistra di San Marco in Lamis

I costi della bancarotta della sanità pugliese scaricati sui cittadini
La Giunta regionale della Puglia, guidata dal Presidente Raffale Fitto, scarica completamente sui cittadini pugliesi i costi di una sanità inefficiente e gestita con sistemi clientelari che ha generato un deficit che ha ormai raggiunto oltre 600 milioni di euro.
Le misure adottate per ridurre il buco finanziario vanno dall’aumento del 33% dell’Irpef regionale, che significherà per ogni cittadino una tassa di oltre 125 euro in più all’anno, alla reintroduzione dei tickets su oltre un centinaio di farmaci.
Inoltre, a differenza di tutte le altre regioni italiane, il servizio di 118 (pronto intervento) non è stato ancora attivato se non, a titolo sperimentale, in alcune aree della Puglia.
Con il Piano di Riordino ospedaliero approvato nei giorni scorsi la Giunta regionale ha operato un taglio indiscriminato dei posti letto ed, in piena sintonia con la politica sanitaria del Governo Berlusconi, ha favorito la sanità privata a danno di quella pubblica.
Così mentre nelle strutture pubbliche viene ridotto il numero dei posti letto e dei servizi prestati ai cittadini, alle cliniche private vengono assegnati addirittura più posti letto.
Il Gargano viene colpito pesantemente da questo piano che prevede la mancata apertura dell’ospedale di Vico del Gargano, la cui realizzazione era stata deliberata alcuni anni fa dalla stessa giunta regionale. Viene inoltre previsto il ridimensionamento dell’ospedale “Umberto I” di San Marco in Lamis, con la chiusura dei reparti di pediatria, ginecologia e chirurgia, che significa la riduzione da 140 a 105 posti letto. Un ridimensionamento che è solo il primo passo verso una definitiva chiusura.
Un colpo durissimo per un ospedale di oltre cento anni.
Questo ridimensionamento arriva dopo una serie di allarmi giunti nei mesi passati, circa la paventata chiusura del nosocomio, che avevano portato alla costituzione di un "Comitato pro Ospedale" composto da esponenti di tutti gli schieramenti politici e della società civile. Ma l’attività del comitato è stata fortemente inibita dalle rassicurazioni del Sindaco, Matteo Tenace, e del Consigliere regionale Angelo Cera che invitavano a non creare falsi allarmismi, a stare tranquilli, in quanto l’ospedale sarebbe restato al suo posto: più bello e funzionale di prima.
Ma, evidentemente, il governatore Fitto ha saputo prendere in giro non solo i cittadini sammarchesi, venendo ad inaugurare la statua di Padre Pio, presso l’ospedale 'Umberto I', due giorni prima di portare in giunta il Piano, ma anche il Consigliere Cera che si era illuso di poter salvare in solitudine l’ospedale di San Marco, snobbando e boicottando la lotta unitaria che il "Comitato pro Ospedale" stava portando avanti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’ospedale ne esce con le ossa rotte… e anche il Consigliere Cera ed appare patetico e stucchevole il suo tentativo di guadagnare i titoli dei giornali e la simpatia dei suoi concittadini con uno sciopero della fame e della sete che, per chi conosce i suoi appetiti (di ogni genere), non appare assolutamente credibile.
L’andamento di questa vicenda dimostra che le sue quotazioni in regione sono sempre più in ribasso ed il suo potere contrattuale nei confronti della maggioranza è pari a zero.
In verità, il Consigliere Cera avrebbe dovuto pensare prima al 'suo' ospedale, ovvero quando in Consiglio regionale è stata approvata la legge che stabiliva i principi a cui si sarebbe dovuto ispirare il Piano, in quella legge erano nascoste le insidie e le trappole tese verso gli ospedali più piccoli e periferici, con l’indicazione di indici difficilmente rispettabili da parte di questi presidi ospedalieri.
Ma chi lo conosce sa che il "nostro" non è abituato a leggere le carte, a lui piace urlare.
I politici di Forza Italia, invece, non hanno avuto nemmeno il coraggio di farsi vedere in giro. Infatti attesi alla locale “Festa Azzurra”, il capogruppo Lucio Tarquinio, l’assessore Santaniello, l’On. Domenico Spina Diana, hanno disertato in massa: era troppa la paura di essere presi a torte in faccia dopo aver fatto incetta di voti alle ultime elezioni regionali e politiche.
Una figura indegna: non hanno avuto nemmeno il coraggio di prendersi le proprie responsabilità.
Adesso, ai cittadini di San Marco, non resta che continuare nella lotta unitaria, coinvolgendo anche le città limitrofe, mediante l’indizione dello sciopero generale e il blocco delle strade di accesso alla città per dare voce, finalmente, ai lamenti di una comunità prima illusa e poi ignorata.
04.08.02 Sezione Ds di San Marco in Lamis

Italia dei Valori -Lista Di Pietro sull'ospedale di San Marco

Il preside Giuseppe Soccio, della Lista Di Pietro, in una foto del 6 giugno 2003
Il preside Giuseppe Soccio, della Lista Di Pietro, in una foto del 6 giugno 2003
La chiusura di alcuni reparti dell'ospedale di San Marco in Lamis, così come l'intero piano di riordino della rete ospedaliera, è un fatto preoccupante, che deve essere scongiurato con ogni mezzo lecito di lotta e opposizione (anche con ricorsi giudiziari).
La prima considerazione che ci muove è questa: veramente si tratta di un piano di ristrutturazione che, evitando sprechi e riducendo spese, migliorerà il servizio?
Nel nostro caso, i cittadini di San Marco, di Sannicandro, di Cagnano, di Rignano e di altri centri, quando non potranno più servirsi dell'ospedale di San Marco, troveranno un servizio migliore?
Ricorrere per un intervento chirurgico, un parto o una cura pediatrica a San Severo o a San Giovanni Rotondo quali vantaggi comporterà? Non ci sarà un ulteriore peggioramento del servizio per tutti?
E ancora: se oggi, ad esempio, per una TAC o una risonanza magnetica bisogna aspettare 7-8 mesi, con il nuovo piano c'è speranza che il tempo di attesa sia almeno dimezzato?
Noi pensiamo che la risposta a questi interrogativi sia del tutto negativa, per cui veramente non comprendiamo il senso di un riordino che, tra l'altro, viene accompagnato da assicurazioni circa il mantenimento, se non l'aumento, dei posti-letto e, perciò, circa il mantenimento della stessa spesa (nel nostro caso, è paradossale che si chiudano sale operatorie appena rinnovate).
Qual è il vantaggio, allora, per cui i cittadini di San Marco e del Gargano dovrebbero in qualche modo accettare un simile provvedimento, che li priva di un servizio che oggi, bene o male, funziona mentre domani sarà incerto o, addirittura, peggiore?
Nessuno! Si tratta di un semplice rimescolamento delle carte a favore di interessi clientelari che passano anche attraverso il favoritismo di baronati e comitati di affari (cooperative di pulizia, mense, forniture e manutenzioni varie) che ruotano intorno alla sanità. Un provvedimento, quindi, oltretutto immorale perché sfrutta, per meschini interessi, la salute dei cittadini.
Non sono ragioni di campanilismo quelle che devono guidare la lotta.
Una pubblica manifestazione del 06.06.03 a difesa dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Una pubblica manifestazione del 06.06.03 a difesa dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Allo stesso modo la lotta non deve essere strumentalizzata a fini politici: già troppi danni, tra cui anche questo della chiusura dell'ospedale, hanno causato "politici in carriera", di diversa appartenenza, alla nostra comunità. Noi invitiamo i cittadini a diffidare ed a condannare chiunque cerca di appropriarsi di questa battaglia. Bisogna fare un vero sforzo unitario, isolare ogni strumentalizzazione e dare spazio, ponendosi al servizio, alle proposte di tutti.
Potrà sembrare eccessivo (o facile per chi non è consigliere), ma una forma incisiva di protesta sarebbe quella dell'autoscioglimento del Consiglio Comunale con l'impegno a non presentare liste di partito alle prossime elezioni, se i partiti non manifesteranno la chiara volontà, e la conseguente coerenza negli organi chiamati a decidere, di evitare questa palese ennesima ingiustizia ai danni di San Marco e del Gargano. Sono questi i momenti in cui ognuno deve saper prendere posizione anche contro la propria appartenenza politica con comportamenti non solo chiari ma esemplari: anche se non si riuscisse ad evitare un'ingiustizia, si conserverebbe la propria dignità e l'orgoglio di aver fatto, comunque, quanto possibile.
Secondo noi, inoltre, bisogna rifiutare apparenti compensazioni della chiusura di reparti con l'aumento di posti letto: l'ospedale senza alcuni servizi essenziali non è più tale! La chiusura di reparti essenziali è l'anticamera della chiusura totale.
Ricordiamo la vicenda del Liceo: qualcuno sbandierò come migliorativa l'istituzione di corsi che dovevano compensare la perdita di iscrizioni. Andiamo a vedere come vanno oggi le cose: il Classico rischia di chiudere e tutti gli altri corsi si sono ridotti, con il rischio della perdita di identità di un'istituzione scolastica che era un nostro vanto.
Nel dichiararci, comunque, disponibili ad ogni iniziativa unitaria, chiamiamo i cittadini a mobilitarsi, a manifestare, a dimostrare uno scatto di orgoglio e di ritrovata fiducia nella lotta per i diritti di tutti: la salute non ha colore politico.
San Marco in Lamis, 31 luglio 2002

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?