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E il governatore non accennò alla chiusura dell'ospedale
La guerra di San Marco in Lamis Fitto è venuto qui per una statua

Ospedale di S. Marco in Lamis: Una veduta del 2002
Ospedale di S. Marco in Lamis: Una veduta del 2002
San Marco in Lamis - Gli abitanti di San Marco in Lamis hanno imparato ad accontentarsi. Perché i miracoli qui non arrivano: si fermano a pochi chilometri di distanza, dall'altro lato della montagna. San Giovanni Rotondo, benedicendo padre Pio, s'è presa tutto quel che spettava a quest'angolo brullo del Gargano. Lo sviluppo, la piena occupazione e persino il McDonald's. Ora, anche l'ospedale. Da queste parti, ha deciso la Regione, c'è spazio solo per la Casa del Sollievo e della Sofferenza. L'Umberto Primo di San Marco finisce accorpato con San Severo e Torremaggiore.
E tutto questo non fa che aumentare l'invidia per un paese così vicino ma così irraggiungibile nel suo benessere: anche per questo, quando tre giorni fa, il sindaco Matteo Tenace ha organizzato una fiaccolata per le vie del paese, l'adesione è stata più che massiccia. La prossima settimana, annuncia Tenace,

organizzeremo qui un consiglio intercomunale. Insomma, non vogliamo mollare, continueremo a batterci per questo ospedale a oltranza.

Resistere all'egemonia dell'ospedale dei frati, che vuole far terra bruciata intorno a sé?

Ma noi non vogliamo competere con loro quasi si scusa Michele Soldano, direttore amministrativo dell'ospedale. La nostra sopravvivenza è compatibile con l'esistenza della Casa del Sollievo. Loro fanno alta specializzazione, noi patologia ordinaria.

Insomma, perché la grazia di San Giovanni dev'essere la disgrazia di San Marco? Perché sopprimere i reparti di chirurgia generale, ostetricia e pediatria come prevede il piano di riordino ospedaliero?

E se il problema è che a chirurgia generale, dice il direttore dell'Unità operativa, Antonio Di Mattia - "il tasso di occupazione dei letti è del 55 per cento su quaranta posti, lasciatecene almeno venti e li occuperemo tutti.

La strategia, insomma, è cercare di salvare il salvabile. Accontentarsi, ancora una volta. Come hanno fatto i ristoratori di Borgo Celano, frazione del paese: invece di continuare a invidiare il boom di San Giovanni, hanno aperto anche loro qualche piccolo ristorante e albergo, come il nuovo 'Villa San Pio', per intercettare qualche briciola del grande flusso di pellegrini che bacia la città vicina.
Il fatto è che San Marco, a dispetto del nome, non ha santi in paradiso. Gaetano Martino, medico di base e consigliere comunale dei Ccd, si lascia andare a quelle che egli stesso chiama 'malignità'. Vediamo un po', quali sono state le città beneficiate? Manfredonia, feudo dell'assessore Santaniello. Cerignola, terra di Ruocco e Tatarella. E Lucera, città di Mario Morlacco, direttore dell'Ares, la società che ha predisposto il piano: i posti letto sono aumentati da 167 a 285.

Io sono di centrodestra dice Martino e queste cose non dovrei dirle. Ma come si fa a non leggere politicamente questi dati? E noi di questo paese ce ne ricorderemo al momento del voto.

Se non hai protettori, cercane uno. E così il 19 luglio il sindaco ha inaugurato la prima statua di padre Pio all'interno dell'ospedale. Nella speranza che portasse bene. Ma soprattutto, nella convinzione che la presenza, quel giorno, del governatore Raffaele Fitto, potesse servire a evitare i tagli. E invece, il giorno dopo arrivò l'infausta notizia: la scure del piano si era abbattuta su tre reparti dell'ospedale.

Il giorno prima, racconta il sindaco, il presidente si mantenne sul generico, parlò della necessità di razionalizzare la spesa. E meno male per lui, perché se avesse detto la verità l'avrebbero linciato.

Insomma, lo stesso presidente che il giorno prima aveva 'benedetto' l'ospedale, il giorno dopo ne annunciava il drastico ridimensionamento. Che dire, poi, della nuova sala operatoria da 500 mila euro realizzata un anno fa e non ancora inaugurata? E la sala parto da 200 mila euro nuova di zecca? Tutti soldi spesi dall'Asl (e quindi dalla Regione) per potenziare un ospedale destinato alla cancellazione. 'Proprio ora che quest'ospedale si stava riprendendo vogliono buttarlo giù', commenta il cappellano don Nicola Lallo. I dati dell'Unità operativa di Chirurgia gli danno ragione: gli interventi sono aumentati del 45 per cento nel 2001, passando da 440 a 640. La maggior parte dei pazienti viene dal Nord Gargano, ma c'è anche una piccola percentuale (per la verità in lieve calo) che arriva anche da San Giovanni Rotondo. Anche le 2566 prestazioni di chirurgia generale eseguite nel 2001 e i 1100 esami di endoscopia diagnostica confermano la fisionomia che è andata assumendo l'ospedale, centro di attrazione dei pazienti di tutto il Gargano.

Io vengo da Sannicandro dice ad esempio Giuseppe Maccarone. Magari ne facessero uno così per ogni paese, di ospedali.

E Aldo Contini e Antonio Villani, due anziani di Apricena, garantiscono:

Se c'è da manifestare per salvare questo ospedale, siamo pronti a scendere in piazza.

L'ospedale, che ha più di un secolo di vita, è in effetti organizzato all'insegna dell'accoglienza: i muri sono tappezzati di foto di località turistiche del Gargano e del resto della Puglia, di sagre e di mostre, le stanze sono pulite e ben ordinate. Ci lavorano 220 dipendenti, e per un paese di 15mila abitanti che ha sempre vissuto quasi solo di pastorizia, grandi alternative alla disoccupazione non ce ne sono.
Valentina Stilla, la pugliese che ha posato per l'ultimo calendario Pirelli, è di San Marco in Lamis e difende il suo ospedale.

Lì ci sono nata dice e ci sono stata spesso per trovare i miei nonni quando non stavano bene. Mi dispiacerebbe davvero se chiudesse, perché l'ho sempre trovato molto efficiente. È un punto di riferimento per tutti i sammarchesi. Basti pensare che se cancellano reparti come ostetricia, non si potrà dire che siamo nati a San Marco ma, magari, a San Giovanni Rotondo.

Davide Carlucci
Da La Repubblica di Bari del 03.08.02

Cittadini,
i democratici di sinistra di Sammarco hanno messo in atto uno spregevole quanto sterile tentativo di delegittimazione politica del consigliere regionale Angelo Cera. Ora è chiaro a tutta la cittadinanza che pur di vedere la morte politica del consigliere Cera, i diessini locali avrebbero visto di buon occhio la chiusura dell'ospedale. Ad essi dell'ospedale "Umberto I" non è mai intereressato nulla! Altrimenti non avrebbero permesso ai reparti di chirurgia, ostetricia e pediatria di scendere in ricoveri (basso utilizzo dei posti letto) nel periodo dell'Amministrazione Galante. La verità è che il nostro ospedale non esce affatto svilito e ridimensionato dal piano di riordino ospedaliero, così come è accaduto per città pugliesi più popolose della nostra Sammarco, come Bitonto, Terlizzi, Modugno, Trani, Molfetta, Fasano, Gioia del Colle, Massafra ed altre...
La nostra struttura ospedaliera è stata riconvertita in polo medico-oncologico e diabetologico, centro di diagnostica per le malattie del metabolismo.
Per altro và (sic!) ricordato che Sammarco è divenuta sede di distretto, e ciò rappresenta un importante riconoscimento da parte del presidente Fitto. E allora le scriteriate dichiarazioni "oggetto di querele" dei democratici di sinistra e gli obbiettivi che si prefiggono, finalizzati come sono a colpire esclusivamente Angelo Cera, prima ancora che a discutere i contenuti del piano di riordino e quindi dell'ospedale, non possono trovare terreno fertile tra la gente seria ed intellettualmente onesta di Sammarco.
Diessini, la politica della menzogna non paga! I sammarchesi sanno bene dove stà il cuore e la verità, e dove abita la pochezza e la menzogna.
San Marco in Lamis, 18.08.02

Il manifesto di Angelo Cera Parte 1
Il manifesto di Angelo Cera Parte 1
Il manifesto di Angelo Cera Parte 2
Il manifesto di Angelo Cera Parte 2

24 agosto 2002
Appassionante botta e risposta tra il consigliere regionale Angelo Cera e la sezione dei diesse di San Marco in Lamis. Il primo attacca la maggioranza di cui il suo partito fa parte. I diessini: "il sindaco è una tua creatura". Che cosa hanno votato i consiglieri, all'unanimità, nell'ultimo consiglio comunale con Fitto? Il fantomatico comitato di lotta per l'ospedale tace. Il comitato di Manduria propone una collaborazione. A chi?

Il manifesto del consigliere regionale Angelo Cera
Il manifesto del consigliere regionale Angelo Cera
La risposta dei diesse
La risposta dei diesse
Il manifesto del consigliere regionale Angelo Cera (clicca per ingrandire) La risposta dei diesse (clicca per ingrandire)

5 settembre 2002
San Marco in Lamis. Savino Cannone, nuovo direttore generale della ASL FG/1, visita brevemente l'ospedale di San Marco in Lamis.

Il neo Direttore Generale della ASL visita la nuova sala operatoria dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Il neo Direttore Generale della ASL visita la nuova sala operatoria dell'ospedale di S. Marco in Lamis
I tre reparti, come da piano di riordino ospedaliero, saranno chiusi. È molto chiaro il neo-manager proveniente da Bari.
All'incontro sono presenti: Michele Soldano (direttore dell'ospedale), tutti i primari dei reparti, numerosi operatori sanitari, [Armando] Liberatore, direttore amministrativo (ex?) della ASL Fg/1, il consigliere regionale Angelo Cera. Il sindaco ed il vicesindaco di San Marco in Lamis, Matteo Tenace e Luciano Tancredi, erano stati dirottati all'ultimo momento per un incontro separato con il super-manager della Azienda Sanitaria Locale. Notoriamente i rapporti (anche personali) tra i due politici sammarchesi ed Angelo Cera sono pessimi. Tutti e tre fanno parte della coalizione di centrodestra che amministra il comune sammarchese.
Il manager viene salutato al suo arrivo dal consigliere regionale Angelo Cera, che lestamente lo ghermisce e gli dà i classici due bacetti sulla guancia. Il Direttore Generale abbozza. Viene dapprima visitato il Pronto Soccorso. Il manager ospite fa i primi complimenti. Seguono le cucine. L'odore è buono. Il grande ascensore del primo piano conduce il folto gruppo al reparto di ginecologia, oggi strapieno di pazienti. Viene mostrata la nuova sala parto (completata, ma non ancora inaugurata). Le tapparelle sono abbassate ed è buio pesto. La moderna opera colpisce profondamente il super-manager: 'Peccato se chiuderà questo reparto', dice. Sospiro di sollievo da parte dei sammarchesi presenti ('è fatta - pensano - il reparto è salvo'). Tappa successiva alle due sale operatorie del nosocomio ( una è modernissima, è costata oltre 700.000 euro e non è stata ancora inaugurata). Il super-manager si mostra impressionato e colpito da tanta magnificenza: 'Entro 10 giorni questa nuova sala operatoria deve essere collaudata'. L'entusiasmo dei presenti è tangibile. Gli ammiccamenti sono gioiosi e sempre più speranzosi. Alcuni accompagnatori del Direttore Generale fumano con gusto nei reparti affollati. E qui finisce la visita di ricognizione. I pazienti del reparto di chirurgia erano stati avvisati dell'arrivo dell'illustre ospite, mandato dal 'governatore' Fitto a vigilare sulla loro salute. Non sarà visitata nessuna stanza. Le suore, leste, portano il Cannone nei loro alloggiamenti, dove sono state preparate su di un capiente tavolo pastarelle e bibite fresche. La clausura è arredata da pesanti tende di broccato giallino. All'ingresso c'è un piccolo salotto con tre poltrone, sulle quali siedono due suore, una vestita di bianco ed una di nero. Vengono chiuse le porte. Alla chetichella arrivano i primari di ostetricia, di medicina e di psichiatria.
Savino Cannone visita la nuova sala operatoria dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Savino Cannone visita la nuova sala operatoria dell'ospedale di S. Marco in Lamis
Riassunto dell'incontro a porte chiuse. Le nuove cifre sull'utilizzo del reparto di Chirurgia (superato l'80%) non vengono neanche lette ("le porteremo all'Ares", dice Angelo Cera a Tonino Di Mattia - primario di Chirurgia - dandogli una amichevole pacca sulla spalla sinistra). I tre reparti devono chiudere. Al massimo si potrebbero concedere delle piccole unità di day surgery (piccoli interventi chirurgici effettuati in strutture che non agirebbero a tempo pieno). A questa offerta si associa il Cera, che afferma che non ci sarebbero le condizioni finanziarie per il mantenimento dei tre reparti destinati alla chiusura e rilancia la sua proposta (che è anche del Presidente Fitto) della creazione di un "polo specialistico di medicina oncologica, diabetologica e malattie del metabolismo" (testuale dall'ultimo manifesto del consigliere regionale, ndr). Questi ricorda un episodio di malasanità a cui egli avrebbe assistito in tempi recenti e litiga platealmente con il responsabile del pronto soccorso, Raffaele Del Mastro. Il clima diventa elettrico. Dopo 1 ora scarsa di "visita" il mega-manager torna a San Severo.
E così, dopo fiaccolate, blocchi stradali, scioperi generali, cortei spontanei con migliaia di cittadini, scioperi della fame, urla parolacce e sputi a Fitto, per il centenario ospedale garganico si avvicina l'ora della fine. Il fronte politico si è squagliato, il fantomatico Comitato di protesta resta tale, il ricorso al Tar non c'è stato, i consiglieri comunali non hanno ancora dato le minacciate dimissioni, la popolazione non viene informata, il disagio dei singoli cittadini è grande ed impotente. I gattopardi nostrani hanno ruggito miao ed aspettano che passa la nuttata. Don Abbondio era più coraggioso: alla fine Renzo e Lucia comunque li ha sposati.
Giovedì prossimo, 12 settembre, solenne consiglio comunale. All'ordine del giorno: "Aumento dell'indennità per i consiglieri comunali".
Fax del 4 luglio 2003
DIREZIONE GENERALE
Prot. n.8697
San Severo, 04 Lug 2003
OGGETTO: Attivazione piano di riordino rete ospedaliera Stabilimento di San Marco in Lamis

Al Dirigente medico
Direzione Presidio Ospedaliero
San Marco in Lamis
Al Dott. Lucio Ferrozzi
Direttore U.O. Chirurgia
Al Dott. Paolo De Marzo
Direttore U.O. Ostetricia e Ginecologia
Al Dott. Giorgio Arpaia
Direttore U.O. Medicina Interna
Al Dott. Raffaele Cera
Direttore U. 0. di Pediatria
Al Dott. Michele Accadia
Direttore U. O. Pediatria
LORO SEDI
e, p. c. Al Sig. SINDACO del Comune di San Marco in Lamis

Il fax del 4 luglio 2003 che ordina la chiusura dei reparti operativi dell'ospedale di S. Marco in Lamis 50703
Il fax del 4 luglio 2003 che ordina la chiusura dei reparti operativi dell'ospedale di S. Marco in Lamis 50703
Si comunica, per ogni conseguente effetto, che in esecuzione della deliberazione n. 1052 del 19/06/03, di programmazione ed attuazione operativa del piano di riordino della rete ospedaliera aziendale, con decorrenza del 7 lugÌio 2003 verranno disattivate le UU.OO. di Chirurgia Generale, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria.
Pertanto, a decorrere da tale data non possono essere più disposti i ricoveri nelle predette UU.OO.
Inoltre, con decorrenza dal 14/07/2003, saranno attivate, nell'ambito delle azioni di rimodulazioni, la lungodegenza ed il day - Hospital pediatrico con la conseguente attivazione dei relatilivi ricoveri.
Infine, per gli ulteriori percorsi di carattere operativo ed organizzativo si demanda alla Direzione Sanitaria aziendale l'assunzione di specifiche disposizioni di servizio.
IL DIRETTORE GENERALE
(Prof. Dott. Savino CANNONE)

La visita di Sabino Cannone La visita di Sabino Cannone La visita di Sabino Cannone
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