San Marco in Lamis-Borgo Celano è una zona ricca di attrattive turistiche e culturali.
Il territorio è come un contenitore, dove ci sono i prodotti tipici, la biodiversità, la cultura, la storia, la religione.
A San Marco inLamis-Borgo Celano c’è tutto questo, ma ci sarebbe bisogno di soggetti che lo comunicassero.
Dal 2009 la Regione Puglia ha messo a disposizione un logo che caratterizza i prodotti tipici pugliesi.

Nel 2013 è stata Approvata la procedura di utilizzo del Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” insieme con la procedura d’uso del logo “Prodotti di Qualità Puglia”.
Il 30 gennaio 2014 veniva comunicata la Promozione prodotti agroalimentari ed educazione alimentare - Programma 2014.
E qui arriviamo ad un punto alquanto dolente: a che punto è la promozione e vendita dei prodotti tipici di San Marco in Lamis e del suo territorio?
Praticamente a zero, in quanto qualche coraggioso imprenditore ha iniziato a battere strade, a mio parere, poco efficaci.
Non esistono il commercio elettronico, la promozione e comunicazione tramite web, la frequenza delle più importanti fiere espositive; il PIP denominato Le Vetrine del Gargano è caduto nel dimenticatoio.

Una visita al portale www.tipicipuglia.it offre un lungo elenco di prodotti tipici pugliesi, molti dei quali facilmente reperibili a San Marco in Lamis-Borgo Celano.
Altre iniziative propositive potrebbero essere:
- un Infopoint a Borgo Celano;
- una gestione e promozione della Rete dei sentieri;
- una gestione dei percorsi di avventura;
- la creazione di un ecomuseo;
Non voglio addentrarmi nella gestione dei giacimenti presenti nel santuario di San Matteo, in quanto questi appartengono a privati (alla Provincia di San Michele Arcangelo dei Frati Minori di Puglia e Molise).

In un report del 2001 del Dipartimento di Economia, Matematica e Statistica dell’Università di Foggia, il comune di San Marco in Lamis è classificato come “irrilevante turisticamente”.
Le località come San Marco in Lamis e Borgo Celano, “turisticamente irrilevanti”, non hanno alcun moltiplicatore, ma hanno sulla carta una enorme potenzialità per il patrimonio immobiliare disponibile, sia in Città che a Borgo Celano.
Ci sono nuovi metodi per offrire direttamente (C2C – Consumer to Consumer) alloggi e sistemazioni per turisti.
Per il 2013 questa modalità di turismo che non appare è stimata al 0.4% e sarebbe un sistema formidabile per superare vecchie categorie interpretative sul turismo.
I servizi attualmente disponibili sono 3: AirBnB, HomeAway e Wimdu.
Ho fatto una ricerca sul web, cercando una sistemazione a San Marco in Lamis.
La prima ricerca viene effettuata su AirBnB (www.airbnb.it):
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Offerta: 1 sistemazione a 49 €/notte

Ripeto la ricerca su Home Away (www.homeaway.it) ed ottengo questi risultati:

Cerco una sistemazione a San Giovanni Rotondo

Risultati zero.
In compenso ci sono 247 sistemazioni a Gallipoli (Salento - Puglia) ed un’altra sfilza all’estero.
Provo su Wimdu e cosa scopro?
Esiste una sola sistemazione a San Marco in Lamis, offerta sempre da Riccardo.
La formula chiamata B2C (Business to consumer) sarebbe ideale per una realtà come San Marco in Lamis-Borgo Celano, ricca di emergenze naturalistiche, storiche e culturali; dotata di un grande patrimonio edilizio e di una posizione geografica privilegiata.
San Marco in Lamis appartiene alla circoscrizione turistica di San Giovanni Rotondo.
Gli afflussi avvengono quasi esclusivamente per motivi religiosi e sono diretti al Santuario di San Matteo, tenuto dai Frati Minori.
La crisi finanziaria iniziata nel 2007 si è innestata su una situazione già compromessa, creata dalle aspettative create dal Giubileo del 2000 e dalla Legge 23 dicembre1996, n. 651.
Gli 8 milioni di pellegrini a San Giovanni Rotondo, ottenuti contando le particole della Comunione nel Santuario, erano una chimera, che indusse molti (a San Giovanni Rotondo ed a San Marco in Lamis - Borgo Celano, a fare investimenti arrischiati, fondati spesso sui debiti e su aspettative irrealistiche.
Non parliamo, ovviamente, della mancanza di professionalità di molti operatori turistici improvvisati.
A San Marco in Lamis nel 2003 ci sono 6 alberghi con 315 posti letto e 172 camere. Gli esercizi complementari sono 6 per un totale di 56 posti letto. In totale 371 posti letto.
Oggi (2014) gli alberghi sono solamente 2 (1 lavora quasi esclusivamente con i “venditori di pentole) per un totale di circa 100 posti letto. Esiste 1 solo affittacamere, in fase di avvio, con circa 15 posti/letto.
Un altro albergo, all’asta ed in amministrazione controllata, dovrebbe riaprire a breve. Tale albergo ha circa 150 posti/letto e non dispone di un proprio sito internet (This Account Has Been Suspended!), per cui ci è impossibile offrire qualsiasi informazione sulla struttura.
A San Giovanni Rotondo nel 1996 c’erano circa 6 alberghi “storici” e grandi con circa 1.500 posti/letto.
Tali turisti religiosi si trattenevano a San Giovanni fino a 2 settimane, per potere incontrare Padre Pio o partecipare alle fiaccolate e ad altre manifestazioni. A San Giovanni Rotondo non c’era più posto per alloggiare ed i pellegrini alloggiavano addirittura a Foggia o a Termoli!
Una tale situazione, causata dalle troppe aspettative create dalla legge del Giubileo del 2000, portò il numero di posti/letto alla cifra di 8.000, il doppio del necessario secondo Nicola Vascello, ex assessore provinciale al turismo e commissario dell’APT di Foggia.
La creazione di tante strutture ricettive richiese un gran numero di manodopera. Molte centinaia di persone, da San Marco in Lamis e dintorni, trovarono una occupazione a San Giovanni Rotondo.
A Borgo Celano furono create alcune strutture ricettive. A San Marco in Lamis fu aperto un albergo a 3 stelle con una cinquantina di posti letto, chiuso nel 2007, per motivi burocratici, come mi ha dichiarato uno dei proprietari.
Dopo pochi anni il castello di carta crollò miseramente.
L’anno migliore fu il 2002, in occasione della santificazione di Padre Pio: mediamente 2.000 pernottamenti a notte.
Ora molti albergatori hanno chiuso e continuano a chiudere.
Molti chiedono l’abolizione del vincolo alberghiero di 25 anni, in modo da poter convertire le strutture ricettive in abitazioni private.
Ovviamente si tratta solo di assestamenti del mercato, in quanto San Giovanni Rotondo e gli operatori più preparati alla crisi fanno comunque numeri molto importanti nel panorama turistico pugliese, foggiano e garganico.
Numeri e prospettive nel distretto turistico di S. Giovanni Rotondo che comprende San Marco in Lamis con la frazione di Borgo Celano
Prima di illustrare alcune statistiche relative ai flussi turistici verso San Giovanni Rotondo, farò alcune considerazioni, documentate e vissute sull’argomento che tratta di San Giovanni Rotondo e di San Marco in Lamis con la sua frazione di Borgo Celano.
Anzitutto è un fatto che in base ai dati Istat relativi al 2013, il PIL (Prodotto Interno Lordo) del Meridione ha segnato un -4%. Il tutto nell’ambito di una recessione che dura (ufficialmente) dal 2007.
Nel 2012 la caduta del PIL del Mezzogiorno è stata del – 3.2%.
Se, curiosando, vogliamo quantificare le variazioni annuali del Pil nel Mezzogiorno rispetto all’anno precedente, abbiamo questi valori:
Anno
Variazioni su anno precedente
Nonostante i dati riportati, dalle testimonianze dei residenti ho potuto riscontrare solo situazioni negative a riguardo.
Per la preparazione e redazione della mia tesi ho dovuto trattenermi spesso a Borgo Celano (San Marco in Lamis) e nel vicino Convento di San Matteo, dichiarato Monumento Nazionale.
Il Borgo, posto a pochi chilometri da San Giovanni Rotondo è incantevole, bello, fantastico.
Ho assistito ad una scena, avvenuta proprio durante il mio soggiorno in cui un turista danese si ferma e chiede informazioni in inglese ad alcuni presenti.
Vuole visitare il parco archeologico di Passo di Corvo, in direzione di Foggia.
Un conoscente, in tedesco, gli dà delle indicazioni utili al raggiungimento della località. Purtroppo quasi nessun residente conosce il posto.
Altra nota negativa: a Borgo Celano non ho visto alcun traffico di “turisti”, nonostante il tempo incantevole.
Il conoscente che mi ha fatto da guida durante il mio soggiorno a San Marco in Lamis - Borgo Celano, mi ha mostrato alcuni programmi elettorali dei 3 candidati sindaci che illustrano quelle che potrebbero essere le prospettive per questa zona poco conosciuta.
Una particolare attenzione viene posta nella cura di tutte le iniziative di comunicazione e d’immagine finalizzata alla promozione dei luoghi e delle manifestazioni: dai riti della Settimana Santa alle Fiere di San Matteo e San Marco.
Altro punto preso in considerazione è quello della valorizzazione di tutto il territorio al fine di attirare l’attenzione degli operatori turistici, i quali potrebbero portare nuovi investimenti.
Rilancio e incentivazione dell’attività di agriturismo
Nello specifico, uno dei primi programmi espone un piano di rilancio del turismo a Borgo Celano e il potenziamento del Centro Visita affidato al gruppo speleologico dall’Ente Parco.
Gli interventi previsti a Borgo Celano sono strutturali e di arredamento, puntando sulla Via Sacra (Via Francigena), con la creazione di un’apposito percorso in modo da garantire maggiore sicurezza dei pellegrini.
Il secondo candidato a sindaco nel suo programma elettorale, esprime quelle che potrebbero essere le opere realizzabili grazie ad una serie di iniziative e opere già finanziate, come ad esempio:
· la realizzazione del sentiero naturalistico che parte dalla Valle dello Starale e attraverso la “Fajarama” arriva a Borgo Celano (finanziato dalla Regione Puglia con 300.000 euro);
· la realizzazione del Parco Avventura tra la Pineta di Borgo Celano e il Boschetto della “Caulima” con strutture leggere nel rispetto dell’ambiente naturale (finanziato dalla Regione Puglia con 280.000 euro);
· il recupero di una cava sulla Strada provinciale per Sannicandro G.co (finanziato dalla Regione Puglia con 550.000 euro);
· la valorizzazione del Parco e del Museo dei Dinosauri, in collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano, programmandone l’apertura per buona parte dell’anno e facendolo conoscere alle scuole e ai turisti che si recano sul Gargano;
· l’approvazione del progetto di ampliamento del Parco dei Dinosauri già presentato in sede di piano Strategico di Area Vasta e con concrete possibilità di essere approvato. Il progetto prevede di collegare l’attuale Parco alla cava in cui sono state trovate le orme dei dinosauri e nella suddetta cava ricostruire l’ambiente originario in cui vivevano questi esemplari;
· l’attivazione dell’infopoint finanziato dal Parco Nazionale del Gargano con la collaborazione delle associazioni di promozione di Borgo Celano;
· favorendo le iniziative svolte in questi anni di promozione dei prodotti tipici della città come le sagre di varia natura e le manifestazioni popolari come “Chiù fa notte e chiù fa fort”, sia in estate che in inverno;
· la realizzazione, così come previsto nel PUG, del Parco attrezzato nella Valle dello Starale, con la realizzazione di percorsi e dell’orto botanico con specie autoctone. Il Parco dovrà essere sorvegliato, recintato ed aperto per alcune ore del giorno”.
Un altro punto importante è stato quello della pulizia e della cura dell’immagine del centro urbano e della periferia, relativo al pensiero che a nessuno piace vivere in mezzo all’immondizia e luoghi fatiscenti abbandonati a se stessi e soprattutto che la nostra migliore risorsa per valorizzare il territorio è il TURISMO.
In riferimento a quelle che sono state le iniziative proposte a livello di sviluppo dell’imprenditoria, un altro candidato proponeva:
· una Costituzione della Consulta delle attività produttive con i rappresentanti delle categorie (artigiani, commercianti, imprenditori, agricoltori, professionisti, ecc.) per individuare, monitorare e verificare gli interventi nel settore (la Consulta adotterà vere e proprie determinazioni con valore vincolante per gli amministratori);
· Definizione, tra i numerosi esistenti e non attuabili, di un piano per attività produttive da rendere operativo in tempi reali sia dal punto di vista della strumentazione urbanistica che di investimenti per infrastrutture (adduzione di acqua, elettricità, strade, ecc. deve essere una spesa prioritaria e vincolata nei diversi bilanci);
· Sportello unico, gruppo di lavoro ed ufficio dedicato per contatti e rapporti con l’imprenditoria a diversi livelli (locale, nazionale) e per ricerche di mercato;
· Dimensionamento e attuazione del Piano Urbanistico Generale secondo realismo (inutile prevedere improbabili espansioni, ma puntare al recupero e alla rigenerazione del tessuto edilizio ed urbano esistente, soprattutto di alcune zone periferiche); del resto la “filosofia” del PUG è proprio quella di individuare, in primo luogo, le cosiddette “invarianti” per poi avere maggiore elasticità di scelta per la parte programmatica: puntare anche sull’agriturismo e sulle opportunità rappresentate dalla zona del Sambuchello dove stanno sorgendo molte casette per trascorrere fine - settimana o per attività agricole ricreative;
· Piani di rigenerazione urbanistica e di recupero del centro abitato per rimettere sul mercato o per trasformare in servizi (esempio albergo diffuso realizzato in altri comuni, attrezzature pubbliche, residenze per anziani, ecc.) il patrimonio edilizio esistente, di cui non c’è più mercato;
· Tutela e valorizzazione del bosco attraverso investimenti provenienti dagli usi civici mirati a creare strutture ricettive (per soggiorni, escursioni, attività sportive e motorie, equitazione) leggere (tipo bungalow o casette in legno);
. Ristrutturazione caserma guardie campestri; percorsi e valorizzazione prodotti del sottobosco (funghi, ecc.), nonché tagli di riconversione a fini produttivi (la nostra legna non può finire tutta con i tagli abusivi);
· Concessione di strutture comunali (es. mattatoio) per promuovere ed incentivare la produzione di prodotti lattiero-caseari in forma associata tra allevatori;
· Indirizzare la formazione professionale anche verso la ripresa di attività artigianali tipiche del nostro comune, considerato anche che il Comune è membro di associazioni che gestiscono i corsi professionali e che ha messo a disposizione di tali associazioni locali e strutture;
· Elaborazione di un pacchetto turistico del nostro comune che veda coinvolti in maniera attiva i due santuari (con tutte le loro risorse: museo, biblioteca, ecc. e con la loro capacità di proposta culturale e di organizzazione autonoma), il bosco, il percorso dei pellegrini, il parco dei dinosauri e la Cittadella delle Scienze da creare (per quanto riguarda la Cittadella delle Scienze si tratta di un progetto semplice e di facile attuazione: all’interno del parco dei dinosauri, o nelle immediate adiacenze, si può creare un orto botanico con tutta la flora del nostro territorio, opportunamente esposta e corredata di schede informative; in una struttura già esistente (potrebbe essere anche la ex scuola o locali del centro visite) o strutture leggere prefabbricate, tipo capannoni o cupole, si può installare un planetario e laboratori per diverse discipline (chimica, fisica, scienze biologiche, informatica e matematica, energia e fonti rinnovabili, ecc.; le scienze della terra sono già presenti con il carsismo e con il gruppo speleologico);
· Creazione di un consorzio tra operatori turistici, associazioni ambientaliste ed organizzatori di pellegrinaggi per opportunità di soggiorno particolari da offrire ai propri associati.
· Incentivare la produzione di prodotti di agricoltura biologica e prodotti tipici e favorirne la commercializzazione;
· Misure per razionalizzare la rete commerciale, nel rispetto della legislazione esistente (compreso il mercato settimanale, che va opportunamente regolamentato e dimensionato e diversamente localizzato anche per motivi igienici e di sicurezza) per favorire l’imprenditoria locale”.
I numeri che seguono sono tratti dalla pubblicazione Il Turismo religioso, cifre e tendenze di un fenomeno in forte sviluppo.
L’Italia vanta l’85% del patrimonio artistico, culturale e monumentale europeo; quasi il 70% dei beni culturali esistenti in Italia sono di proprietà della Chiesa Cattolica.
Le maggiori destinazioni religiose in Italia vedono San Giovanni Rotondo al secondo posto dopo Roma, con 6.000.000 di visitatori.
Ė importante considerare che il pellegrino si sdoppia in 2 sotto-figure:
· Il pellegrino escursionista, che visita la località scelta nell’arco di un giorno e non soggiorna nelle strutture ricettive del luogo;
· Il pellegrino turista, che soggiorna nella località visitata e pertanto viene considerato come turista.
Dall’analisi dei dati, emerge che oltre l’80% dei turisti religiosi alloggia nelle strutture del luogo visitato per una sola notte.
Flussi di pellegrini a San Giovanni Rotondo (in milioni):

La permanenza media negli alberghi è stata, nel 2002, di 1.75 giorni per gli italiani e di 2.11 giorni per gli stranieri.
Il luogo più famoso della Puglia è senz’altro San Giovanni Rotondo, che è divenuto uno dei centri religiosi più importanti d’Italia.
Altri luoghi importanti sono: Il santuario dell’Incoronata a Foggia, il tratto garganico della Via Francigena, i santuari di Stignano e di San Matteo a San Marco in Lamis, il santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.
San Marco in Lamis e Borgo Celano fanno parte della circoscrizione turistica di San Giovanni Rotondo. Comunque ai fini statistici è considerato poco influente, in considerazione dei bassi numeri mostrati, sia in termini di strutture di accoglienza sia per gli arrivi e le presenze.
Purtroppo non esistono cifre relative ai pellegrini che visitano il santuario di San Matteo a San Marco in Lamis.I frati, da me interpellati, hanno affermato che la situazione non è buona.
Il moltiplicatore per passare dalle presenze ufficiali a quelle effettive è 5,22 per la Puglia. A San Giovanni Rotondo il moltiplicatore è 1.6, il più basso in Puglia.
2002 Arrivi e presenze

La media giornaliera di occupazione delle strutture turistiche e complementari ammonta complessivamente a 1855 presenze/giorno.
Faccio notare che il 2002 è stato l’anno della santificazione di P. Pio.
Arrivi e presenze nel 2010-2011-2012


Il prospetto riassuntivo per le presenze totali nella circoscrizione turistica di San Giovanni Rotondo relativo agli anni 2002, 2010, 2011, 2012, 2013 è il seguente:
In conclusione, dal 2002 al 2013 c’è stato un calo delle presenze di 266.015 unità, che in percentuale fa un -39%.
In un articolo molto interessante apparso su La Repubblica del 13 maggio 2011, sono citate circostanze, numeri e dichiarazioni di alcuni importanti esponenti locali.
Davide Pio Fini, già sindaco di San Giovanni Rotondo dal 1996 al 2000, dichiara che “Oggi i pellegrini saranno 2.5 - 3 milioni”. Poi Pio Fini continua: “Quando ho cominciato a fare il sindaco, c’erano 5 o 6 alberghi privati, locande e tanti affittacamere, in tutto 1.500 posti letto”. “Purtroppo – dice ancora Davide Pio Fini - abbiamo fatto come chi, pensando di organizzare una volta all’anno una festicciola con gli amici, si compra una casa di 5.000 metri quadrati”.
“Nel 2010 - dice Francesco Fini, titolare dell’hotel Parco delle Rose e presidente dell’Assoalberghi comunale – è andata anche peggio. Colpa di noi imprenditori che abbiamo costruito troppo. Colpa di un’amministrazione che ha aperto troppe porte e delle banche che ci hanno finanziato”.
A proposito degli 8 milioni di pellegrini sbandierati, Francesco Fini afferma: “Parlavano degli 8 milioni contando le particole della Comunione nel santuario e l’accesso delle auto in città. Ma venivano contati anche i duemila dipendenti dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza che andavano ogni giorno al lavoro".
Fini aggiunge: “Nel 2000 i letti erano occupati 118 giorni all’anno, meno di 70 nel 2009”.
A proposito della Casa Sollievo della Sofferenza, nel bilancio 2009 i ricavi sono 258 milioni di euro ed i costi ammontano a 275 milioni. Vi lavorano 2.572 persone, fra le quali 520 medici e 1.791 operatori sanitari. I posti letto sono 964.
Su Wikipedia è possibile leggere che ogni anno si registrano 57.000 ricoveri e oltre 1,3 milioni di prestazioni ambulatoriali.






