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https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/collane-visoni-e-ipad-ruba-ruba-a-montecitorio/186839/ del 27 gennaio 2012 di Sara Nicoli
Ladri. Sì, certo, ladri. La Camera dei deputati è infestata dai ladri. E non è una propaganda anticasta. Qui si parla di ladri veri, lesti come professionisti e, soprattutto, imprendibili. Agiscono prevalentemente nelle zone più frequentate, il Transatlantico, l’ala “fumoir”, il cortiletto, i divani dei corridoi, le toilette delle deputate, gli uffici delle commissioni. L’aula stessa non è più un luogo sicuro. Anche qui sono spariti iPad, agende e portafogli, ma poi niente denunce. “Non è mica facile - scuote la testa un deputato Pdl - fare i nomi di chi ti stava accanto quando ti è sparita la roba… e puoi rovinare delle amicizie antiche perché è sparito un iPad da 600 euro?”. Mica sempre, però. L’altro giorno la leghista Paola Gosis girava per la Camera come una pazza “perché non mi rimborserà neanche l’assicurazione e questo è uno scandalo!”.
È successo che prima della pausa natalizia - si era in tempi di regali, in effetti - la Gosis abbia lasciato “la mia borsa blu, quella con il logo della Camera che usiamo per mettere dentro fogli e scartoffie” su uno dei divani rossi del Transatlantico “perché era suonata la chiama e sono corsa dentro a votare”. Tornata alla borsa dopo qualche minuto, l’ha ritrovata con tutte le carte, meno un astuccio con dentro una collana “del valore di 3 mila euro”. Ecco, pensare che il Transatlantico, il corridoio cuore di una delle massime istituzioni del Paese, non sia “controllato”, né “assicurato”, fa ridere. Poi, però, si scorre l’elenco dei furti (30 nel 2009, 33 nel 2010 e 26 nel 2011, cui vanno aggiunti una decina di minor entità solo prima di Natale) e si capisce che qualche ragione ce l’ha chi parla di “ladri alla Camera come in una kasbah”. In effetti sparisce di tutto. I più gettonati sono gli iPad, seguiti dai portatili e dai cellulari. Seguono le penne di pregio, i classici portafogli, le agende telefoniche, qualche prezioso delle signore e quindi pellicce, borsette e un profluvio di cappotti di cachemire. Ultimo: un navigatore satellitare da barca, per ritrovare chissà quale rotta politica. I cappotti, si diceva. Per dire: l’hanno rubato anche a Paolo Bonaiuti, l’ex portavoce del governo Berlusconi, “era quello blu, ci tenevo un sacco, l’ho appoggiato su una sedia, poi sono uscito e dopo non c’era più”.

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?