La conquista islamica della Spagna
Le fonti filoarabe riferiscono che nei cinque anni seguenti buona parte della Spagna cadde nelle mani dei musulmani, mentre le fonti eurocentriche amano precisare che la Spagna non divenne completamente musulmana. Il territorio dei monti Cantatrici e dei Pirenei, a nord e nord-est, rimase inaccessibile ai berberi e un altro centro di resistenza antislamica si formò sul territorio montuoso dell'Aragona settentrionale.
La conquista musulmana fu favorita dalla debolezza della monarchia visigota e dalla mancanza dell'opposizione da parte della popolazione locale e dall'appoggio degli ebrei di Cordova e Toledo alle truppe degli invasori musulmani. I visigoti, infatti, da tempo si erano impegnati in una aspra persecuzione antiebraica. Forzati al battesimo, spogliati dei loro beni ed imprigionati, gli ebrei accolsero come dei liberatori i berberi musulmani, che si dimostrarono, in effetti, più tolleranti dei visigoti cristiani.
Dopo i primi anni di insediamento i governatori musulmani, stabilitisi a Cordova, dovettero affrontare numerosi problemi: la resistenza cristiane, che durò poco grazie alla politica tollerante dei musulmani, con l'unica eccezione delle Asturie; le rivolte dei Berberi contro gli Arabi, pur essendo entrambe le etnie musulmane e le lotte intestine fra Arabi di origine tribale diversa, riuniti insieme nelle truppe composite degli eserciti musulmani che avevano invaso la Spagna. A seguito di un periodo di disordini, il governo centrale omayyade di Damasco inviò un esercito siriano. I siriani presto si stabilirono nel paese ed ottennero i territori vicini al litorale spagnolo. Questo legame rappresenta la
causa della scelta della Spagna come rifugio dell'ultimo rampollo omayyade, Abd al-Rahman, sfuggito, nel 750, al massacro dell'intera dinastia omayyade per mano di Abu l-Abbas, che diede avvio alla seguente dinastia musulmana, detta abbaside, che regnò in Oriente.
A dispetto della diversità della popolazione, la Spagna omayyade iniziò già in questa epoca a configurarsi come uno stato indipendente dal califfato abbaside orientale.
I primi anni dell'emirato di Abd al-Rahman furono turbati dalle rivalità fra i clan arabi, ma non vi fu alcuna ostilità con i cristiani del nord della Spagna, fatta eccezione per la spedizione di Carlo Magno nel 778, intrapresa per sostenere un governatore di Saragozza contro l'emiro. In questa occasione avvenne l'episodio di Roncisvalle.
Dopo la morte di Abd al-Rahman (788), i suoi successori Hisham I (788-796) e al-Hakam I (796-822) consolidarono la loro posizione, nonostante alcune rivolte locali. Sotto al-Hakam i Franchi riuscirono a riconquistare Pamplona e addirittura Barcellona (801).
L'economia prosperò, il paese divenne ricco e la corte viveva nel lusso, tanto che Abd al-Rahman II divene un munifico mecenate che si circondò di letterati, poeti, scienziati, filosofi, provenienti dall'Occidente, ma anche dall'Oriente.
In questo periodo l'emirato assunse l'aspetto di uno stato indipendente, dato che il califfato abbaside doveva fronteggiare disordini di varia origine in Oriente e che il frazionamento politico era ormai un dato di fatto nell'Africa settentrionale.
La fine del IX secolo fu agitata da numerose insurrezioni locali, ma l'emiro Abdallah (888-912), successo ad Abd al-Rahman II, riuscì a mantenere ben salda la dinastia. Durante il suo regno marinai e mercanti andalusi crearono delle colonie nei principali porti dell'Africa settentrionale, a testimonianza della crescente vitalità del commercio della Spagna musulmana.
Maria Maddalena Colasuonno
Arum Italicum
Musulmani-Spagna
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