
Vita. Leone entrò nella carriera ecclesiastica a Roma al tempo di papa Celestino (422-432). Dalle scarse, non sempre certissime notizie sull'attività di Leone in epoca anteriore alla sua elevazione all'episcopato, appare chiaro che aveva presto raggiunto un posto eminente in seno al clero romano; Il 29 settembre 440 fu solennemente consacrato. Un significativo riconoscimento dell'altissima funzione esercitata da Leone sulla cattolicità si ha nella leggenda, accolta per primo da Paolo Diacono, per cui Attila re degli Unni, che si preparava a percorrere saccheggiando la penisola, sarebbe stato arrestato, alla confluenza del Po con il Mincio, da Leone, presentatoglisi protetto in modo visibile dalla spada di Dio. Effettivamente ci fu un'ambasceria romana, capeggiata proprio da Leone (452), ma pare che la rinuncia di Attila sia stata determinata, oltre che dall'intervento di Leone, anche da motivi di natura diversa. Leone non fu in grado invece di evitare il terribile saccheggio che Roma subì da parte delle orde vandaliche di Genserico nel 455. Quando i predatori lasciarono la città, Leone si dedicò a restaurare i monumenti religiosi e a dotare di arredi sacri le chiese spogliate. Mirabile organizzatore, la sua opera si estese dovunque vi fossero costumi da riformare, errori da correggere. Il carattere religioso della sua opera intesa all'unità della Chiesa per mezzo di Roma, proprio mentre le strutture politiche si frantumavano, travolgendo insieme l'antica cultura, giustificano l'appellativo di Magno. Dopo la morte fu subito venerato come santo. Proclamato dottore della Chiesa da Benedetto XIV (1754).
Arum Italicum
Papa Leone I
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