Qualesammarco, Nr. 2 del Giugno 1994
Caccia alle streghe e cattedrali nel deserto a proposito di affermazioni del vicesindaco.
Di Giuseppe Soccio
Per il boschetto Moscatelli si dice che il privato “si sarebbe limitato in atto a riservare a sé soltanto una striscia di sottosuolo di circa 7 (dicesi sette) metri” in attesa della concessione edilizia.
A parte la stranezza della riserva in un atto notarile che dovrebbe fedelmente registrare volontà legittimamente espresse in atti pubblici ed a parte l’esatta ubicazione della Trancia Garages nel sottosuolo di ben individuate particelle catastali per cui la concessione edilizia diventa un puro accidente, la strabiliante la riduzione di ben 372 mq. ad una striscia di 7 insignificanti metri (e su ciò che l’ente avrebbe ricevuto in più oramai è tempo che si discuta in sedi più opportune).
Il vicesindaco, che tanto vuol prendere le distanze dal passato, non conosce, evidentemente, alcune amenità del passato, quando le misure si ponevano ai voti, così come fa finta di ignorare che, per quella variante, un parere legale circa la legittimità della stessa che qualcuno chiedeva semplicemente di portare a conoscenza del Consiglio Comunale, per evitare quantomeno la disparità di trattamento con chi va persino in pretura per una sopraelevazione di 30 centimetri (reali ed esatti).
Circa la tempestività, poi, di intervento sulla questione delle cooperative S. Rita c’è da rimanere altrettanto esterefatti per la negazione dell’evidenza che vede da un anno l’amministrazione comunale (o parte dei suoi esponenti) ostile ad ogni azione di contrasto di una usurpazione di migliaia di metri quadrati di demanio che ha determinato l’annullamento di un piano, processi penali per amministratori che ancor oggi sostengono questa maggioranza e spese legali enormi. Vogliamo quantificare queste spese? Tra quello che ha speso il Comune e quello che hanno speso le cooperative, finora siamo sicuramente oltre una ottantina di milioni, con tutto quello che ancora bolle in pentola e con tutto quello che la reiterazione degli atti, con tanta leggerezza invocata come una soluzione facile, comporterà (requisiti ad oggi dei soci, opere di urbanizzazione, ecc., senza parlare del fatto che comunque si riadotteranno atti dichiarati non legittimi e, perciò, alla fine, si dovrà ammettere che la sdemanializzazione non si poteva fare prima, secondo il TAR, per un muretto abusivo e si può fare poi, dopo che si sono chiusi gli occhi su una usurpazione di un bene di tutti i cittadini),
Ed il sottoscritto, lasciatelo dire, che era riuscito, ad ottenere in meno di quindici giorni l’istituzione del contenzioso per definire una volta per tutte la proprietà ed i diritti su quel suolo, esponendo al Commissario per la Liquidazione degli Usi Civili le stesse cose che a gennaio il Consiglio Comunale ha approvato, viene accusato di voler fare la guerra santa e viene additato al pubblico ludibrio ed al linciaggio psicologico non per quello che dice e sostiene lealmente ed apertamente, ma perché le sue tesi sono richiamate in manifesti di partiti avversari, i quali, tra l’altro, si guardano bene dal richiedere una seduta del Consiglio Comunale su tali temi.
Quanto poi alle cattedrali nel deserto, io mi auguro che questa amministrazione possa superare quelle del passato, che possa andare oltre il completamento della rete idrica e fognante per l’intero centro abitato (sfornito fino a dieci anni per il quaranta per cento di questo essenziale servizio), la costruzione di tre asili nido, di sessanta alloggi di case popolari, della caserma dei carabinieri (inauguratela ufficialmente senza far risaltare meriti; senza neppure invitare “vecchi e nuovi critici”, ma non perdete l’occasione per dire che ora la nostra città ha maggiori diritti per rivendicare aumento di organici e di mezzi), del centro sociale per gli anziani, della biblioteca, del canalone, il completamento dell’ospedale, la sistemazione della Villa Comunale e di altri giardini, l’inizio di sistemazione del Cimitero, l’inizio di un discorso di tutela e di corretta fruizione del bosco, l’avvio di un discorso di ampio respiro sulla edilizia economica e popolare, nel quale bene o male si inserisce il discorso Pretura, l’aver reso possibile centinaia di alloggi in cooperativa, la pavimentazione di decine di strade, l’aver convogliato a Borgo Celano strutture della Comunità Montana (che insieme alle cooperative e ad altre infrastrutture in corso di realizzazione possono veramente far decollare turisticamente la nostra città), l’ampliamento della pianta organica e la creazione di decine di posti di lavoro (da ristrutturare certo), la costruzione di una nuova scuola elementare, ecc.
Per carità: bisogna pure annoverare tanti errori e bisogna pure distribuire i meriti tra uomini e forze politiche. Eppure, caro vicesindaco, il mio partito ha rotto con esponenti e forze politiche con le quali quello che si diceva sopra (che, detto senza immodestia, non è poco e che ancora deve essere portato a compimento) è stato realizzato. Si è mai chiesto il perché?
La spiegazione è semplice: perché, comunque, non si era riusciti ad eliminare dalla scena e dal predominio politico-amministrativo sammarchese l’affarismo di comitati che puntualmente, (anche ora, anche ora!) si presentano, mascherati di perbenismo, per sfruttare la buona fede di chi crede invece nella politica come servizio. Perciò, quando parlo di malsani disegni, abbandonate meschini e stupidi scatti di sacrosanto orgoglio che vi portano a difese inutili perché le accuse sono rivolte a ben altri maneggioni e sono frutto di sfogo amaro per trovarmi solo, o quasi, in situazioni umilianti, prima che fastidiose, che conoscete bene e per le quali non avete manifestato la benché minima solidarietà, per cause ed azioni non certo riprovevoli. Piuttosto: guardatevi intorno.
Mi sia concesso, a conclusione, questa battuta.
Il vicesindaco, che in questo caso è un po’ la “donna dello schermo”, e cultore di matematica e fisica e, perciò, e sempre alle prese con le categorie di spazio e tempo. Certo con la relatività di Einstein e con il principio di indeterminazione della meccanica quantistica queste non hanno più valenza assoluta, trascendentale come voleva Kant che di fronte aveva la fisica newtoniana, però 372 metri son 372 metri e un anno è fatto di dodici mesi. E, forse, dobbiamo tornare a Kant quantomeno per l’imperativo categorico della sua morale, che per certe coscienze dovrebbe coincidere principalmente con la verità, che se viene affermata è sempre un bene, anche quando è scomoda. E credo che questa sia polemica che rientri nella civiltà della politica e nella rivendicazione della legalità e della trasparenza che tanto viene invocata, anche i libri, da esponenti di questa amministrazione.
Con tanti auguri di successo, perché la campagna elettorale, e quant’altro in termini di esperienza, di elaborazione, di proposte e di mediazione politica e personale, per avere una amministrazione diversa, sia io che altri compagni ed altri cittadini non l’abbiamo fatta solo per attirarci antipatie e per vedere sfumare nel nulla anni e anni di militanza e per metterci in disparte, come già avvenuto per assessori e consiglieri. E, se proprio dovesse essere utile, ben venga (per quel che mi riguarda è già avvenuto) questo metterci in disparte, ma, per carità, guardate veramente avanti e non usate anche voi come alibi il passato o fastidiose, quanto inesistenti, ingerenze. Favorite lo spirito di cittadinanza e non quello della feudalità.
01 - 1994-6 - Giuseppe Soccio - Caccia alle streghe
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