garganovede, il web dal Gargano, powered in S. Marco in Lamis
Carlo Cattaneo
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

 Appunti

Cintura milanese - Bollate - Via Carlo Cattaneo
Cintura milanese - Bollate - Via Carlo Cattaneo
Bollate è un paesone appartenente alla cintura milanese. Ultimamente a Carlo Cattaneo è stata dedicata una via. Questa via è alquanto desolata (vedi piantina acclusa); non c'è assolutamente nulla, all'infuori di un centro commerciale. Considerazione: Cattaneo è tuttora tenuto in poco conto addirittura nella sua patria!
Scriveva Mario Boneschi: Il giudizio corrente classifica Carlo Cattaneo politico, un vinto, anzi il  gran vinto del Risorgimento. [...] Si parla nelle storie patrie di una corrente federalista facente capo a Cattaneo ed a Ferrari, mentre in realtà una forza politica federalista democratica non si è concretata nella realtà politica, e giustamente Salvemini parla di Cattaneo, circondato dal deserto. Lo scrittore milanese non fu uomo politico.
Fu nell'azione, in modo folgorante, ma per brevissimo tempo, non più di diciassette giorni in quasi settant'anni di vita.

La copertina del vol. I di Memorie di economia pubblica
La copertina del vol. I di Memorie di economia pubblica
Durante l'insurrezione di Milano s'impose per antiveggenza, energia, coraggio, e fu lui a battere
Radetzky, del quale a buon diritto cinse la spada conquistata. Guidò la rivoluzione nell’ora decisiva, degna di una personalità che poteva imporsi ai mediocri ed ai pavidi, solo sull’onda di grandi avvenimenti. [...]
Nel seguito della sua vita Cattaneo rifiutò ostinatamente l’azione politica. Rifiutò di essere ministro ed organizzatore del demanio della Repubblica Romana, rifiutò di sedere al Parlamento del Regno, non senza incertezze e rinunce finali, che rivelano un processo interiore assai tormentoso. [...]
Leggendo il brano di Cattaneo Se fossi ricco! notiamo che il nostro non aveva molte pretese; era umile e schivo, si accontentava di poco ed aveva una fortissima tensione morale.
Egli scriveva in Alcuni scritti, Milano 1846: Dopo aver potuto superare li anni della giovinezza quasi senza scrivere, e aver potuto, anche poco e tardi scrivendo, rattenermi entro materiali e quasi fabrili ricerche intorno a strade ferrate e riforme legislative e tariffe e banche, a tale d’esser compianto dagli amici poeti e metafisici come uomo incurabilmente positivo , mi par quasi farmi reo di lesa specialità, se nel raccogliere in manipolo le cose falle in questi dieci anni, mi reco tra mano un volume tutto di letterarie divagazioni. [...]
Continua ancora Boneschi: [...] Dopo l’esperienza del ’48 gli nacque avversione per ogni carica e prevalse in lui la personalità di maestro e di conversatore, l’amore per gli studi onorati e tranquilli. Rifuggo da ogni posizione troppo cospicua, dove le transazioni sono inevitabili”; “la politica è odio, è lotta perpetua, io sono nato per altre attività di natura più quieta, scrive nelle sue lettere, quando ancora era in corso l’esperienza italiana del 1948-49, ed è nota la giustificazione del rifiuto al seggio parlamentare: Il Parlamento me lo faccio in casa. Non per questo il pensatore si chiuse nella torre d'avorio; egli fu sempre presente nelle lotte politiche, persino in quelle della sua patria d'adozione, il Canton Ticino, ma lo fu come consigliere (la parte del suggeritore nelle cose d'opinione alla quale egli invitava Mazzini), e di educatore militante (secondo la bella formula dell'Ambrosoli).
Quest'uomo di pensiero è un vinto? [...]
Copertina dei Saggi di filosogia civile di Carlo Cattaneo.
Copertina dei Saggi di filosogia civile di Carlo Cattaneo.
Scriveva Cesare Angelini in Nostro Ottocento, Boni Editore, Bologna, 1970: [...] Si doleva il Carducci di certo abbandono in cui era lasciato il Cattaneo e, confessandosi suo ammiratore antico, gli dava mesta occasione di riso il vedere come nelle letture di prosa moderna per le scuole italiane, nessuno si degnasse di ammettere pur una sua pagina letteraria o storica. Alla disattenzione, ci hanno rimediato, più tardi, due uomini di giudizio sicuro: De Robertis e Pancrazi, includendo in una loro Antologia per le scuole le pagine, tolte dalle Notizie, sui diversi sistemi dell’agricoltura lombarda; e, tra tanti letterati, uno scrittore ci stava bene davvero [...]. (Leggi il testo completo)
Nel 1848 a Milano, dopo le 5 giornate e dopo la cacciata degli Austriaci, convennero le persone più disparate. Scriveva Agostino Gori nei titoli al III capitolo in Milano fra il cadere del luglio e l'entrare nell'agosto 1848, Roma 1913: [...] Li avversari del governo lombardo - Austriacanti - Albertisti - NeogueIfì - Neoghibellini - Manzoni - Cantù - Cattaneo - Ferrari - Sirtori - Repubblicani - Unitari - Federali - Gallizzanti - Ambrosiani - Accuse al governo provvisorio. [...]
Sembra di assistere alla ridda di voci che, giornalmente, si accavallano in Italia e nel mondo durante la pandemia da Covid-19. Tutto ed il suo contrario. Politicanti che si combattono aspramente per un pugno di voti; mascherine sì, mascherine no (mancano, il prezzo è schizzato in alto e non si trovano facilmente!), 20 sistemi sanitari nazionali; assessori regionali che minacciano il governo usando espressioni da ubriachi e molto altro....
Scrivevo su FB il 24 marzo 2020: [Titolo] Piove sul bagnato. Stiamo a casa! Non sottovalutiamo questo virus!
Quanto tempo ancora? Nessuno lo sa. Certamente mesi, forse anni; la vita “normale” è stata sconquassata e noi non eravamo pronti...
Grazie di cuore a coloro che si impegnano per superare questa emergenza.
Non ci sono certezze, all'infuori di una:  dopo tutto sarà diverso. Tutto che? In quale direzione andiamo? Non lo so; so soltanto che il nostro punto di partenza è alquanto problematico... Eravamo in un certo senso già infettati.
Luciano Manara
Luciano Manara
L'unica cosa che penso è: non ci scoraggiamo! Combattiamo! Stiamo a casa!
[...]
Il mio punto di osservazione si trova nel profondo sud arretrato. I tedeschi definirebbero questi luoghi come am Arsch der Welt (traduzione letterale: in culo al mondo). A ragione, purtroppo
Ma adesso pensiamo a scansare ed annullare questo maledetto
virus. Ma non dimentichiamo chi ci ha messo con le pezze al culo; i segnali che osservo sono alquanto inquietanti. E poi, la classe dirigente (sic) che ha combinato (e continua a combinare) questi guai, è ancora al suo posto, dove l’ha messa la maggioranza del  popolo. Classe dirigente (ri-sic) che chiudendo un ospedale e facendo assumere qualche OSS, parafrasàva, e lo fa tuttora, Tito Livio: hic manebimus optime - Noi stiamo (e staremo) ottimamente qui. [...]
L'evasione fiscale, la delinquenza, una certa burocrazia, l'ignoranza, un debito pubblico abnorme, lo scarso senso civico, le pensioni false, tanti politicanti che formano una classe dirigente (sic!) ed tanti altri aspetti negativi, oltre ai problemi enormi che ci stanno di fronte, erano già presenti in Italia, prima dello scoppio della pandemia mondiale. (Leggi)
NB. Le illustrazioni sono tratte da giornali e riviste dell'epoca (dal 1839 al 1869).

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Mauro Macchi, Almanacco istorico d'Italia, Milano, 1870
Note Commemorative di alcuni italiani distinti nelle lettere, nelle arti, e nella politica, che sono morti nel corso dell'anno
[...]

Mauro Macchi
Mauro Macchi
La morte di Carlo Cattaneo fu una sventura nazionale.
Nato in Milano il 15 giugno 1801, egli non aveva ancora compiuti i 68 anni; ma era così robusto e prestante della persona, che ben si poteva nutrire fiducia dovesse raggiungere egli pure quell'età ottuagenaria cui pervenne, con tutta la serenità della mente, Gian Domenico Romagnosi, che gli fu maestro, e che lo amò più della pupilla de' suoi occhi, come lasciò scritto egli stesso il venerando patriarca della patria giurisprudenza.
Dire qual vasta e perspicacissima mente avesse il Cattaneo è assolutamente impossibile. Più volte abbiamo visto noi stessi anche zotici contadini, parlando con lui, sentire come per intuizione che erano in presenza di un uomo superiore.
Scriveva con attica venustà, con affascinante splendore, e con profondità degna di Tacito. Per forma, era il più ammirato fra li scrittori italiani.
Copertina del Cosmorama pittorico N.4 del 1848.
Copertina del Cosmorama pittorico N.4 del 1848.
E quanto al pensiero, basti dire ch'egli toccò maestrevolmente, anzi inarrivabilmente, tutte le questioni letterarie, economiche e filosofiche che furono agitate nei primi sessant'anni del secolo.
Scrisse fino dal 1836, per combattere le Interdizioni israelitiche. Scrisse per promovere nel Lombardo-Veneto e nelle Provincie liguri-piemontesi, quelle linee ferroviarie, che allora parevano un sogno, e che più tardi furono compiute, appunto com'egli le aveva raccommandate. Scrisse del romanzo, della istoria, delle lingue indo-europee, e persino di belle arti, di musica, e di certa riforma ortografica, che in parte venne seguita. Scrisse sulle fluttuazioni dell'oro, sul riordinamento carcerario, sulla carità legale, sulla deportazione e sulla pena di morte, sulle condizioni della Tunisia, della Sardegna, e, per invito del governo inglese, anche su quelle dell'Irlanda. Scrisse di chimica e di geologìa, di irrigazione e di agricultura; e sempre in modo da far meravigliare anco li uomini più competenti, quando pure fossero di contraria opinione. Scrisse anche dei bellissimi versi, sia nel giocondo vernacolo, sia nello splendido sciolto pariniano; ma le poesie e qualche comedia non consentì mai fossero publicate; si rinvennero però tra le opere postume, insieme al trattato di filosofia civile, cui attendeva con assiduo studio in questi ultimi anni, e di cui già ci diede qualche saggio per la lettura fattane al nostro scientifico Instituto, di cui era membro.
Meraviglioso è quel compendio d'istoria patria, che egli dettò per introduzione al volume di Notizie naturali e civili publicate, per sua cura, in occasione del congresso delli scienziati, tenutosi a Milano nel 1844.
Dal Cosmorama pittorico N.1 del 1839.
Dal Cosmorama pittorico N.1 del 1839.
A vent'anni, egli era già professore, prima di gramatica, e poi di retorica, nel ginnasio civico di Milano; e si può dire che sia uscita dalla sua scola tutta quella generazione di giovani che fecero le barricate nel marzo del 1848.
Nel 1839 fondò il Politecnico, rivista destinata all'incremento della prosperità e della cultura sociale; e la diresse per quasi un decennio. Nelle famose cinque giornate, egli fu alla testa del popolo; ne capitanò l'eroico combattimento; e lo condusse a vittoria.
Però ei non avrebbe voluto che si fosse dato subito di piglio alle armi; perché nell'ebrezza dell'universale entusiasmo, egli solo vedeva che la nazione non era per anco preparata alla guerra, onde prevedeva che essa sarebbe rimasta tradita e sconfitta. In questo senso dettò quella memorabile Storia dell'insurrezione del 1848, in cui non mancò di additare le magagne ond'erano tuttavia infetti li ordini amministrativi e militari del Piemonte; senza tralasciare, per altro, di suggerirne, in pari tempo, i rimedj. Ma i cortigiani ed i servi che lo odiavano a morte per la sdegnosa indipendenza del carattere, e per la sterminata superiorità dell'ingegno, lo denunciarono come nemico del Piemonte: e la calunnia, per quanto stolta, fu creduta anche quando li ordini amministrativi e militari di quella provincia furono rimodernati; ed, appunto per ciò, si videro dal Cattaneo favoriti, e dalla gente nata a servire, insidiati.
Dal Cosmorama pittorico N. 1 del 1839.
Dal Cosmorama pittorico N. 1 del 1839.
Quando trionfò in Francia il colpo di stato, vedendo che li amici se ne disperavano, egli scrisse a un di essi una lettera, in cui era predetto il matrimonio dello spergiuro, il secondo impero, e persino la guerra ed il regno d'Italia che dovevano necessariamente susseguirne. Anche questa lettera, quando verrà publicata, sarà prova dell' immensa perspicacia politica di Carlo Cattaneo.
Dopo il 1859, eletto deputato di Milano e di Cremona, egli optò per Milano; lasciando il collegio di Cremona a me, che ebbi la fortuna di essere il prediletto fra i suoi scolari ed amici; e che lo ricambiava con deferenza di discepolo, con affetto di amico, con devozione di figlio.
Nell'impossibilità di intervenire personalmente alle sedute della Camera, egli sentì, non pertanto, il dovere di prender parte attiva alle sue più importanti discussioni; e scrisse, per ciò, parecchie acclamate Memorie sulla cessione di Nizza e Savoia, sull'armamento della nazione, e sul riordinamento delli studj; rispondendo, per quest' ultimo tema, all'onorevole invito che gliene andava facendo il povero Matteucci.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1839.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1839.
Anche Peruzzi e Jacini, quand'erano ministri dei lavori publici, ebbero più volte ad interrogarlo sull'arduo tema dei valichi alpini: tra i quali, come è noto, egli propugnò sempre quello del Gottardo, contro l'opinione universale, che appena da qualche tempo si è convertita in suo favore.
Rieletto deputato di Milano, anche nell'ultima legislatura, egli sentiva una ripugnanza invincibile, a subire la legge di una maggioranza cotanto ostile; ed avrebbe voluto dare le dimissioni. Ma ne fu dissuaso dalle insistenti preghiere dei più riguardevoli tra i suoi elettori. Ad essi mandò, pertanto, una serie di lettere, colle quali vivamente criticò il sistema finanziario inaugurato, e tuttora seguito in Italia. L'ultimo suo scritto contiene una mesta previsione dei disordini e dei guaj che avrebbe tirato sul paese il corso forzoso della carta moneta e la tassa del macinato.
Morì la notte dal 5 al 6 febrajo, nel piccolo paesello di Castagnola, poco lungi da Lugano, dov'erasi ritirato a vivere solingo colla moglie dopo i patrii disastri dell'agosto 1848.
Il Cattaneo aveva così splendide virtù, che il facevano di leggieri amato e stimato da tutti. Però, oh quanto ei fu diverso da quel che il mondo il conobbe!
Fermo nell'ossequio a' suoi principi, a taluno ei parve troppo tenace nello sue idee ed insofferente di contradizioni. Ma quelli che ebbero la fortuna di conoscerlo davvero, sanno eh'egli fu, invece, oltremodo buono, e tolerante, e indulgente: come, d'altronde, sogliono essere li uomini di vasti e generosi pensieri.
E tanta era la dignità ch'ei metteva in ogni atto della sua vita, che riuscì a celare anche alli amici più intimi le domestiche sue ristrettezze. Fu solo la morte che con mano indiscreta squarciò il velo ond'egli aveva saputo così decorosamente nascondere la non meritata ed ammiranda sua povertà. Così, nelle amichevoli conversazioni, egli metteva tanta esubeberanza di spirito che l'avresti detto l'umore più giocondo e felice. Invece, la sua vita fu tormentata, pur troppo, da aspri e profondi dolori.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1841.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1841.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1842.
Dal Cosmorama pittorico N. 3 del 1842.
Le qualità letterarie ed artistiche del Cattaneo tutti a prima vista possono conoscere ed apprezzare; ma v'è ne' suoi scritti, editi ed inediti, tale un tesoro di sapienza e di virtù, che solo si può ravvisare dopo più maturi e longanimi studj. Da questi scritti apprenderanno i nepoti a prestare un culto indefettibile alla scienza, alla verità, ed alla libertà, che furono l'idolo di Carlo Cattaneo, e che saranno la sola religione dei tempi avvenire.
Sì, la morte di Carlo Cattaneo fu, per la causa della Italia e della libertà, una sventura immensa, irreparabile. È doloroso pensare che tanta vita siasi spenta proprio alla vigilia di veder trionfante, almeno altrove, e nella mente dei saggi, quel principio della federazione republicana che con invitta costanza ei propugnò, ad onta di tutte le inconscie od interessate ostilità, e quando cominciava ad essere proclamata dalla democrazia universale quel programma delli Stati Uniti d'Europa, eh'egli profetò sin dai giorni più calamitosi del 1848.
È inutile aggiungere che Carlo Cattaneo morì, qual visse, nel culto del libero pensiero. Per il che, la sua agonia non fu conturbata da alcuna cerimonia religiosa, e li onori funebri, resi cotanto solenni per immenso concorso di amici e di popolo, non vennero profanati col venale intervento di alcun sacerdote.
Se v'era conforto possibile in sì profondo cordoglio, poteva aversi soltanto nel vedere tanta unanimità di riverenti giudizj e di affettuoso compianto sulla tomba di lui, che poco prima, all'epoca delle ultime elezioni politiche, li opposti partiti avevano fatto argomento di acre ed appassionata polemica.
Morì, è vero, lungi, dalla terra natia. Ma, per essere giusti, bisogna avvertire ch'egli non erasi doluto mai di trovarsi in paese così bello e così libero; in paese povero, e senza debiti, forte, e senza milizie assoldate; in paese dove, anche senza la troppo vantata unità di amministrazione, di lingua e di credenze religiose, i cittadini si sentono talmente uniti e solidarii nell'amore della patria e della libertà, che, alla prova dei fatti, mostrarono sempre non essere menzognera la sentenza scritta sul loro vessillo che sono tutti per uno, ed uno per tutti. Onde è che il miglior modo di onorare la memoria di Carlo Cattaneo sarà di adoperarci instancabilmente per dare anche all'Italia le libere leggi e le virtuose consuetudini della Svizzera vicina.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Cronologia della vita di Carlo Cattaneo a cura di Paolo Colussi

Carlo Cattaneo
Carlo Cattaneo
1796 novembre
Data probabile di nascita di Anna Woodcock, figlia di primo letto di lady Anna Crosbie e di John Bridges Woodcock. Dal primo matrimonio nasce anche una seconda figlia. Dal secondo marito, Christofer Hely-Hutchinson nasce almeno un figlio, Edward.
1801 15 giugno
Immagine di Carlo Cattaneo tratta da "L'illustrazione italiana" del 1871
Immagine di Carlo Cattaneo tratta da "L'illustrazione italiana" del 1871
Nasce a Milano Carlo Cattaneo, suo padre Melchiorre (n. 4 aprile 1754) era un orefice. La madre è Maria Antonia Sangiorgi, vedova Cighera. E il terzogenito di sei fratelli: Filippo, Angela  (1799-1859), Carlo, Giacomo, Francesco, Giuseppe (1808-1850) (Nota 1). La famiglia abita in contrada dei Pennacchiari 3225, parrocchia di S. Satiro, mentre il negozio è in contrada degli Orefici al n. 3213. In pratica si tratta delle due facciate della stessa casa situata all'angolo tra le attuali vie Orefici e Torino. Per intercessione di uno zio sacerdote studia nei  seminari di Lecco (dal 1810) e poi di Monza (dal 1815). Nei seminari incontra come insegnanti don Filippo Benelli (che sarà il suo direttore nel ginnasio di S. Marta) e don Bartolomeo Catena (poi prefetto dell'Ambrosiana). Alla fine del 1817 si iscrive al Liceo di S. Alessandro a Milano dove frequenta il corso di filosofia concludendolo nel 1820. Tra i suoi maestri Giambattista De Cristoforis (storia) e Giovanni Gherardini (grammatica). Tra i suoi parenti di rilievo figurano Pietro Cighera, parente del primo marito della madre e prefetto dell'Ambrosiana, il cugino paterno Gaetano Cattaneo (1771-1841), membro della Cameretta Portiana e famoso numismatico, e lo zio paterno Antonio Cattaneo (1786-1845), chimico e farmacista.
1818
Hortense Allart de Méritens - Da https://gallica.bnf.fr
Hortense Allart de Méritens - Da https://gallica.bnf.fr
Negli anni 1818-1821 Anna Woodcock con la madre e il patrigno vivono a Parigi. Nel 1821 ospitano Hostensia Allart (1801-1879) (Nota 2) che diventerà grande amica di Anna. Augustin Thierry, già malato, è innamorato non corrisposto di lei.
1820
Carlo Cattaneo si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Pavia ma non può frequentarla per le disagiate condizioni economiche della famiglia e perché non gli viene  concesso il posto gratuito al Collegio Ghisleri.
Novembre
Inizia a frequentare la scuola privata di Gian Domenico Romagnosi, che però verrà chiusa l'anno successivo in seguito all'arresto del Romagnosi stesso per sospetta appartenenza alla Carboneria. La scuola riprenderà nel 1824.
31 dicembre
Insegna grammatica latina al Ginnasio di Santa Marta a Milano. Era stato assunto come provvisorio il 13 novembre.
1821 11 maggio
Viene arrestato a Milano e condotto a Venezia Gian Domenico Romagnosi.
12 luglio
Gian Domenico Romagnosi, filosofo.
Gian Domenico Romagnosi, filosofo.
Carlo Cattaneo testimonia a favore del Romagnosi.
26 settembre
Inizia il viaggio in Svizzera con l'amico Stefano Franscini, che in seguito sarà un importante politico ticinese. Ritorna il 11 ottobre.
1822
Carlo Cattaneo pubblica sull'Antologia del Vieusseux il suo primo scritto: una recensione  all'Assunto primo della scienza del diritto naturale di Romagnosi. Era stato presentato dal poeta Giuseppe Montani, che aveva conosciuto probabilmente tramite il De Cristoforis.
Ammira molto Vincenzo Monti. Scrive dei versi d amore per la figlia Costanza Perticari Monti appena tornata da Roma dopo la morte (sospetta) del marito.
Tullio Dandolo conosce a Parigi Anna Woodcock e le sue sorelle. Dall'estate del 1822 la famiglia di Anna torna a Londra. La madre di Anna, promotrice del Comitato di accoglienza dei profughi italiani, ospita i fratelli Ciani. Tra il 1822 e il 1824 Anna si fidanza ma poi lo sposo rompe il fidanzamento.
1823
Nel 1823 e nel 1824 Carlo Cattaneo si assenta per alcuni periodi dalla scuola per motivi di salute (reumatismi).
1824
Carlo Cattaneo riprende a frequentare la scuola privata di G. D. Romagnosi. Non è chiaro come abbia potuto dare gli esami a Pavia in questi anni senza frequentare alcuna scuola.
Comunque si laurea in giurisprudenza a Pavia il 19 agosto. Insegna a S. Marta fino al 1835, ma dal 1 ottobre ottiene il diploma di professore d'umanità (letteratura) e passa alla scuola superiore dove continua a insegnare in condizioni proibitive, in un aula senza riscaldamento. Oltre alle lingue antiche (greco, latino, ebraico) impara il francese, l'inglese e il tedesco. Lavora per Carlo Giuseppe Londonio, sovrintendente ai libri di testo. Fino al 1830 arrotonda lo stipendio traducendo alcuni libri scolastici dal tedesco.
Progetta un piano di studi sull'influenza delle lingue barbariche sull'italiano.
Metà ottobre
Bianca Milesi
Bianca Milesi
Anna Woodcock arriva a Milano dopo un viaggio da Londra con Bianca Milesi. Il viaggio le viene consigliato per riprendersi dalla crisi dovuta alla rottura del fidanzamento. Decide di stabilirsi in città. Conosce Ernestina BisiFulvia Jacopetti Verri e la marchesa Vittoria Visconti, madre di Cristina di Belgioioso.
1825
Intorno a quest anno muore il padre di Carlo Cattaneo. Il primogenito Filippo prosegue l'attività orafa del padre.
Anna e Carlo si conoscono e prima dell'autunno c'è già un idillio tra i due. Anna abita presso la signora Lugani (in via Bigli?).
1826
Carlo Cattaneo fa domanda per un posto di secondo bibliotecario alla Braidense, ma non viene assunto. Tiene lezioni private di diritto.
Novembre
Percepisce dal Londonio 900 lire per la traduzione della III parte dei Rudimenti di storia degli Stati moderni.
1827
Hortensia Allart scrive il romanzo Gertrude. I personaggi di Hedwige e Charles somigliano ad Anna e Carlo.
1828
Disegno della Famiglia Manzoni di Ernestina Bisi Legnan, 1823 ca., Biblioteca Nazionale Braidense
Disegno della Famiglia Manzoni di Ernestina Bisi Legnan, 1823 ca., Biblioteca Nazionale Braidense
Carlo Cattaneo inizia la collaborazione come consulente letterario e legale degli editori Francesco Lampato e Giovanni Francesco Zini che pubblicavano le riviste Annali Universali di Statistica e Annali di giurisprudenza pratica. Collabora con alcuni periodici dei Lampato: L'Eco, La Moda , il Cosmorama pittorico. Nel 1829 scrive il suo primo saggio sugli Annali (più che altro una  traduzione dall'inglese di atti parlamentari).
Tra il 1828 e il 1835 scrive Se fossi ricco!
Anna Woodcock incontra in gennaio Stendhal forse spinto a conoscere il personaggio del romanzo della Allart, ma Anna non gli fa alcuna confidenza e lo considera un imbecille e un indiscreto.
Litiga con Cristina Belgioioso sulla Lucia dei Promessi Sposi, che Anna (forse influenzata dal Cattaneo) non apprezza.
1830 16 gennaio
Lettera di Anna alla Allart dove si lamenta per gli ostacoli frapposti dalla famiglia alla sua eredità e quindi al matrimonio.
20 febbraio
Carlo Cattaneo chiede di essere assunto come segretario della Congregazione Municipale di Milano, ma la domanda non è accolta.
1832
Anna si informa dalla Allart se è possibile che Carlo entri nella diplomazia francese, ma la Allart la scoraggia dal fare un tentativo del genere.
1833
Carlo Cattaneo diventa collaboratore regolare degli Annali Universali di Statistica.
Inventa e redige da gennaio l'allegato Bollettino di notizie italiane e straniere delle più importanti invenzioni e scoperte o progresso dell'industria e delle utili cognizioni.
1835 8 giugno
La copertina del Cosmorama Pittorico del 1839
La copertina del Cosmorama Pittorico del 1839
Muore Giandomenico Romagnosi nella sua casa in via del Gesù n. 3. Lo assiste Carlo Cattaneo che ne è anche l'esecutore testamentario.
Viene sepolto a Carate Brianza nella villa del suo ospite e protettore Luigi Azimonti, imprenditore interessato all'industria dello zucchero.
9 agosto
In vista del proprio matrimonio Carlo Cattaneo redige un testamento dove lascia alla moglie i suoi beni per circa 60.000 lire austriache e alcuni legati ai fratelli Francesco, Giuseppe e Angela. I beni sono amministrati da Giuseppe. La moglie abita in contrada dei Bigli n. 1242.
19 ottobre
Sposa a Trieste la nobildonna inglese Anne Pyne Woodcock. Si conoscevano probabilmente dal 1825. Per dieci anni il matrimonio era stato rinviato per l'ostilità della famiglia nobile della madre della sposa. La dote è di 45.000 lire milanesi, la controdote di 15.000 lire (doc. in Epistolario, vol. I, pp. 392 sgg.). Testimoni: Joseph Azimonti (fratello minore di Luigi) e Michael Sletter mercator. Cattaneo riceve dalla moglie 30.000 lire da amministrare, ma già nel 1836 litigano sull impiego di questi soldi e Anna minaccia di fargli causa.
Dicembre
Non riprende l'insegnamento a S. Marta per motivi di salute e perché i mezzi della moglie gli consentono una certa autonomia. Richiede alla Congregazione Municipale una modesta pensione annua di 993 lire e 33 centesimi per l'invalidità contratta a scuola. La domanda sarà accolta nel 1837.
1836
E' amico del banchiere Giovan Battista Brambilla che lo introduce negli ambienti finanziari.
Cura con Ferrari la pubblicazione delle Opere postume di Romagnosi e scrive la Prefazione al I volume. Polemica tra Cattaneo e Rosmini a proposito di Romagnosi.
Giovanni Rajberti pubblica a Milano L'arte poetica esposta in dialetto milanese, una traduzione in milanese della Poetica di Orazio. Carlo Cattaneo, riferendosi a questo libro, scrive il saggio Sui Milanesi e sul loro dialetto che resterà inedito fino al 1965.
Giugno
Pubblica negli Annali Universali di Statistica le Ricerche sul progetto di una strada di ferro da Milano a Venezia.
15 settembre
Da un memoriale della moglie sappiamo che abitano in casa Cantù, contrada di San Romano (la casa Cantù è indicata al ponte di San Damiano 373 , oggi corso Monforte, forse n. 18).
1837
Istituzione del regno Lombardo Venetodi P. Marchesi, dal Cosmorama pittorico, N. 10, 1839
Istituzione del regno Lombardo Venetodi P. Marchesi, dal Cosmorama pittorico, N. 10, 1839
Carlo Cattaneo pubblica negli Annali di Giurisprudenza pratica il saggio intitolato Ricerche economiche sulle interdizioni imposte dalla legge civile agli Israeliti, scritto nel 1835 e datato 1836, esce all inizio del 1837 per ragioni di censura.
Gennaio-febbraio
Collabora con L'Eco della Borsa di Michele Battaglia.
25 febbraio
E' approvata la costruzione della ferrovia ferdinandea Milano-Venezia. I lavori inizieranno nel 1840 e termineranno nel 1857.
Maggio
Carlo Cattaneo pubblica negli Annali Universali di Statistica il saggio Del nesso tra la lingua valaca e l'italiano, scritto nel 1830. Faceva parte di una serie di studi iniziati già nel 1824 sull'influenza delle lingue barbariche sull'italiano.
Settembre
Entra con il banchiere Brambilla in una Società per l'illuminazione a gas di Trieste e Milano.
9 settembre
E' nominato segretario della sezione lombarda della società della strada ferrata. Lascerà la società il 21 agosto 1838 per divergenze sulle capacità dell'ingegnere Giovanni Milani.
Novembre
Pubblica sul Bollettino l'articolo Alcune ricerche sul progetto di un Monte delle sete. E' l'intervento più organico tra quelli scritti dal Cattaneo all'interno della polemica sviluppatasi sull'argomento dal 1825 al 1839.
1838
Per divergenze editoriali cessa la collaborazione con i Lampato e progetta una sua nuova iniziativa editoriale: Il Politecnico. Partecipa ad alcune iniziative industriali e finanziarie: la Società per la ricerca e l'escavo di prodotti minerali, la Società per il miglioramento dell'illuminazione a gas (nel settembre 1837 Napoli aveva inaugurato il primo impianto), la Società per la ferrovia da Tornavento a Sesto Calende.
1839 Gennaio
La copertina del primo numero del "Politecnico".
La copertina del primo numero del "Politecnico".
Carlo Cattaneo
(dal chimico padre Ottavio Ferrario (1787-1867) (Nota 3) e da Giambattista Menini, formalmente proprietari del periodico ai quali in pratica solo al Menini - Cattaneo corrispondeva 600 lire austriache l'anno) affitta Il Politecnico, repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale (copertina). Quasi ogni annata si apre con una Prefazione del Cattaneo. E' stampato da Luigi Pirola (da gennaio 1839 al dicembre 1843), poi da Giuseppe Chiusi (dal gennaio 1844 al febbraio 1845). Il primo fascicolo di gennaio esce in aprile. La tiratura è di 2.000 copie.
Nel fasc. 4 (aprile, pp. 381-394) pubblica una recensione della Vita di Dante di Cesare Balbo.
Nel fasc. 5 (maggio, pp. 559-578) pubblica una recensione a Il romanzero del Cid, a seguito di una traduzione del poema apparsa nel 1838.
Nel fasc. 9 (settembre,, pp. 251-286) pubblica Su la Scienza Nuova di Vico, ripubblicato con alcune modifiche sul vol. III di Alcuni scritti.
Nel fasc. 10 (ottobre, pp. 343-356) pubblica Sulla piazza del Duomo di Milano, commento al progetto di Giulio Beccaria.
Nel fasc. 12 (dicembre, pp. 536-582) pubblica la recensione a Della conquista d'Inghilterra pei Normanni di Augustin Thierry.
21 febbraio
Particolare della statua a Carlo Cattaneo in Milano.
Particolare della statua a Carlo Cattaneo in Milano.
Appare, in più di 8.000 copie, il manifesto che annuncia la nascita del Politecnico; le firme sono del prof. Giovan Battista Menini (pubblicista) e di padre Ottavio Ferrario (chimico). Entrambi provengono da una nota rivista industriale italiana, l'Ape delle cognizioni utili (dal 1837 al 1839, forse Menini era stato dal 1834 direttore della Gazzetta di Milano), e dichiarano di fondare il Politecnico ispirandosi alle innovazioni in favore dello sviluppo dell'industria lombarda concesse dal Re appena salito al trono, Ferdinando I. Non è forse un caso, dunque, che proprio a Vienna tali incoraggiamenti tecnologici, cui alludono i due fondatori, siano già da anni realtà operanti nell'istituzione statale Polytechnisches Institut, fondato nel 1815. Ma un altro esempio di influenza sulla scelta del titolo potrebbe rappresentare l'Ecole polytechnique parigina, conosciuta soprattutto da Ferrario per via dei suoi studi. Fatto sta che Cattaneo, dopo aver acquisito il controllo della rivista ed esserne divenuto così direttore, darà mostra di non apprezzare totalmente quella scelta: il pubblico sembra perdonare ormai l'eccentricità del titolo, il quale fu un parto del nostro Menini, scriverà in una lettera (R. Caddeo, a cura di, Epistolario di Carlo Cattaneo, vol. I, Barbera, Firenze 1494-1956). Da una parte depreca, da buon latinista qual è, l'utilizzo di un termine grecizzante; dall'altra non apprezza l'evidente rimando all'Ecole polytechnique, risoltasi tutta in mera ricerca matematica, né alla sua imitazione imperiale.
1840
Negli anni 40 Cattaneo abita nel palazzo che corrisponde oggi a via Montenapoleone 23, dov'è la targa commemorativa (Nota 4).
Il governatore Hartig incarica Cattaneo di scrivere sulla riforma carceraria. Questi studi saranno pubblicati nel vol. III di Alcuni scritti.
Pubblica nel fasc. 14 (pp. 166-177) de Il Politecnico la recensione a Fede e Bellezza di Nicolò Tommaseo.
1841
Carlo Cattaneo.
Carlo Cattaneo.
Pubblica nel fasc. 21 (pp. 219-273) de Il Politecnico il saggio Di varie opere sulla Sardegna, riedito in Alcuni scritti (vol. II) col titolo Della Sardegna antica e moderna.
Pubblica nel fasc. 24 (pp. 560-596) de Il Politecnico il saggio Sul principio istorico delle lingue europee, come recensione dell'Atlante linguistico d'Europa di B. Biondelli.
1842
Pubblica nel fasc. 28 (pp. 353-389) de Il Politecnico il saggio Di alcuni stati moderni, come recensione del libro di Cristoforo Negri Del vario grado d'importanza degli Stati odierni.
Pubblica nel fasc. 29 (pp. 449-487) de Il Politecnico il saggio Il Don Carlo di Schiller e ilFilippo d'Alfieri.
1843 Inizio
Entra a far parte dell Istituto Lombardo di Scienza Lettere ed Arti.
Pubblica nel fasc. 33 (pp. 285-340) de Il Politecnico la recensione Dell'economia nazionale di Federico List.
Giugno
Cattaneo assume ufficialmente la redazione del Politecnico, Ferrario e Menini recedono.
Novembre
Pirola cessa di stampare Il Politecnico ed è sostituito dal Chiusi. La rivista cessa le pubblicazioni nel 1844 al 42. fascicolo.
1844
Cattaneo pubblica su Il Politecnico (fasc. 39, pp. 292-313) il saggio Considerazioni sul principio della filosofia che suscita molto scalpore per le sue posizioni antimetafisiche che anticipano il Positivismo.
12 settembre
Si tiene a Milano, a Brera, il VI Congresso degli scienziati italiani. Per l'occasione viene pubblicato Milano e il suo territorio, analisi della città sotto i più diversi aspetti curata da C. Cantù. Allegata al volume è la Pianta della regia città di Milano disegnata da Desiderio Manzoni.
Carlo Cattaneo pubblica l'Introduzione al volume Notizie naturali e civili sulla Lombardia, un altro volume di vari autori sulla civiltà ed economia lombarde.
1845 1 gennaio
Pagina del "Secolo illustrato" con la statua di Carlo Cattaneo.
Pagina del "Secolo illustrato" con la statua di Carlo Cattaneo.
Carlo Cattaneo
accetta la carica di Relatore della Società di incoraggiamento per le arti e i mestieri, anche perché da febbraio si interrompe la pubblicazione del Politecnico. Lo stipendio è di 1.200 lire annue. Prende il posto di Michele Battaglia, direttore dell'Eco della Borsa, che si era dimesso per troppi impegni. Tiene il suo primo discorso annuale il 15 maggio, che sarà pubblicato con il titolo Industria e morale. Terrà altre due relazioni il 18 giugno 1846 e il 27 maggio 1947. La sede della Società è in Piazza dei Tribunali (oggi via e piazza Mercanti) dov'era il Palazzo del Podestà.
Inizia a collaborare con la Rivista Europea passata nel gennaio 1845 da Giacinto Battaglia a Carlo Tenca. Tra il gennaio 1845 e il maggio 1846 si discute di una possibile fusione tra Il Politecnico e la Rivista Europea, ma non si arriva ad un accordo.
Marzo-aprile
Esce sulla Rivista Europea l'articolo Sull'Imperio Indo-Britannico, che sarà ripubblicato su Alcuni scritti del 1847 con il titolo Dell'india antica e moderna. Altri articoli sono pubblicati in gennaio, maggio e ottobre.
1846
Carlo Cattaneo pubblica a Milano (Borroni e Scotti) Alcuni scritti del dottor Cattaneo (vol. I) dove sono raccolti saggi già pubblicati ne Il Politecnico. Una seconda serie di Alcuni scritti (vol. II e III) sarà pubblicata nel 1847. Deve rinunciare a molti soldi affidati al fratello Giuseppe. Rottura tra i due. Anna è molto contrariata per la condotta di Carlo.
1847
Pubblica sul Giornale dell'Istituto Lombardo di Scienze, Lettera ed Arti il saggio Intorno ad alcune istituzioni agrarie dell'alta Italia applicabili a sollievo dell'Irlanda.
Riceve una pensione dall Istituto lombardo. Una specie di borsa che gli viene assegnata in seguito alla morte del precedente beneficiario.
1848 9 gennaio
Il vice governatore O'Donnel lo nomina relatore di una commissione dell'Istituto Lombardo per la riforma dell'insegnamento. Il saggio Sull'ulteriore sviluppo del pubblico insegnamento in Lombardia mette in allarme la polizia per i suoi contenuti. Enrico Mylius riesce ad evitare la deportazione.
18 marzo
Nella notte tra il 17 e il 18 riceve nella sua casa di via Montenapoleone 23 Luciano Manara, Giulio ed Enrico Dandolo, Emilio Morosini che lo sollecitano a partecipare all'insurrezione. Cattaneo scrive un programma politico repubblicano e federalista (Primo programma di un giornale libero in Milano) che si doveva stampare sul Cisalpino ma non verrà pubblicato. Iniziano le Cinque Giornate di Milano.
20 marzo
Carlo Cattaneo forma un Consiglio di guerra assieme ai giovani democratici Enrico Cernuschi, Giulio Terzaghi e Giorgio Clerici. Viene proposto un armistizio che gli insorti rifiutano. Si forma un governo provvisorio e un comitato di difesa. Luigi Torelli e Scipione Bagaggia innalzano la bandiera tricolore sulla guglia maggiore del Duomo. Nella notte tra il 19 e il 20 Radetzky ritira le truppe dagli edifici del centro.
21 marzo
Alla sera il Consiglio di guerra si scioglie e la mattina seguente il conte Casati forma un Comitato di guerra, presieduto da Pompeo Litta, al quale partecipa il precedente Consiglio. Il Comitato viene sciolto il 31 marzo e da allora il Cattaneo opera da aperto avversario del Governo provvisorio che mirava all'unione con il Piemonte.
Fine di luglio
E' nominato commissario di guerra per Lecco, Bergamo e Brescia per organizzare la resistenza.
6 agosto
Cattaneo si rifugia con la moglie a Lugano e dopo due giorni parte per Parigi incaricato dalla Giunta d'insurrezione nazionale di promuovere l'intervento della Francia. La moglie resta a Lugano, in contrada s. Margherita, ospite del Franscini. Lascia metà della pensione di invalidità alla sorella Angela.
Settembre
Carlo Cattaneo, esule a Parigi, scrive e pubblica in francese L'insurrection de Milan en 1848. Riparte il 29 ottobre per la Svizzera.
1 novembre
Carlo Cattaneo si trasferisce nel 1849 con la moglie a Castagnola, frazione di Lugano, dove conserverà la residenza fino alla morte. Le cattive condizioni di salute della moglie non gli consentono di trasferirsi a Parigi o a Londra come aveva in un primo tempo progettato.
La casa viene affittata dall'avvocato Pietro Peri, politico liberal-radicale e poeta. L'indirizzo attuale è Strada di Gandria 4.
1849 Febbraio
L'insurrection de Milan en 1848 viene pubblicato rimaneggiato e tradotto in italiano a Lugano con il titolo Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra.
16 marzo
Rifiuta l'offerta della Repubblica Romana di assumere il ministero delle finanze.
1850
Preparativi prima della scopritura del telo che copre la statua di Carlo Cattaneo a Milano.
Preparativi prima della scopritura del telo che copre la statua di Carlo Cattaneo a Milano.
Carlo Cattaneo pubblica in Svizzera il primo volume dell'Archivio triennale delle cose d'Italia dall'avvenimento di Pio IX all'abbandono di Venezia, raccolta documentaria sui moti del '48.
E' stampato dalla Tipografia di Capolago di Alessandro Repetti, diretta da Gino Daelli. Il volume secondo e terzo usciranno nel '51 e nel '55. I dati raccolti nella pubblicazione si fermano all 8 aprile 1848.
Si allontana da Mazzini e lo sconsiglia dal tentare rivoluzioni armate.
6 gennaio
Nasce il Crepuscolo, settimanale fondato da Carlo Tenca. Il Cattaneo vi collaborerà dal 1854 con alcuni saggi firmati C. o anonimi: Della formazione e del progresso del terzo stato (5 febbraio 1854), La politica di Tommaso Campanella (1856), L'agricoltura inglese paragonata alla nostra (13/20/27 dicembre 1857), La città considerata come principio ideale delle istorie italiane (17/31 ottobre, 12/16 dicembre 1858).
1852 20 ottobre
Carlo Cattaneo ottiene la cattedra di filosofia al Liceo cantonale di Lugano con uno stipendio di 2.000 franchi all'anno. Il 17 novembre legge la Prolusione a un corso di filosofia. Sarà ristampata nel 1860 nel Il Politecnico.
1855
Carlo Cattaneo promuove la costruzione di un albergo di lusso a Lugano. Manca un albergo di primo ordine in Lugano. Questa mancanza influisce sfavorevolmente sopra una della principali e più lucrose industrie della Svizzera, sopra lo sviluppo della prosperità materiale del cantone. Le guide inglesi accennano a Lugano come ad un luogo da evitarsi scrive Cattaneo. Così, sul terreno di un monastero sconsacrato, viene costruito l'Hotel du Parc, inaugurato nell agosto 1855,  finanziato da Giacomo Ciani.
1857 Maggio
Pubblica nella Rivista contemporanea il saggio Un invito alli amatori della filosofia.
1858
Cattaneo riceve la cittadinanza onoraria svizzera.
1859 5 giugno
Uscita degli austriaci da Milano da Porta Romana. Tre giorni dopo Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano in Milano dall'Arco del Sempione.
16 giugno
Sono reintegrati nell'Istituto Lombardo Vitaliano Borromeo e Carlo Cattaneo. Manzoni viene eletto presidente a vita. In seguito Cattaneo chiederà di riavere la pensione toltagli nel 1848, ma gli verranno opposti molti ostacoli dal governo.
11 luglio
Trattato di Villafranca. Il Veneto viene lasciato all'Austria. La Lombardia, escluse Peschiera e Mantova, viene ceduta alla Francia che la cede a sua volta al Piemonte.
3 agosto
Carlo Cattaneo.
Carlo Cattaneo.
Carlo Cattaneo firma il contratto con Gaetano Strambio e Gino Daelli (rientrato dagli Stati Uniti dove ha fatto fortuna) per la ripresa della pubblicazione del Politecnico che inizierà il 1 novembre con l'importante Manifesto e durerà fino al 1864. Alla fine del 1864 la rivista è rilevata dal banchiere Andrea Ponti, creditore degli editori. Con Ernest Stamm, il nuovo direttore, Cattaneo discute di un cambiamento di struttura (una parte tecnica e una scientifico-letteraria), ma non si trova un accordo. La rivista passa poi da Stamm a Francesco Brioschi e cessa le pubblicazioni nel 1867 fondendosi con il Giornale degli architetti.
25 agosto
Cattaneo torna a Milano. Tiene al Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere la prima lettura della Psicologia delle menti associate. Le altre letture saranno tenute il 23 agosto 1860 e il 12 novembre 1863, il 15 dicembre 1864 e il 16 agosto 1866.
1860
Carlo Cattaneo raccoglie in un volume le Memorie di economia pubblica (Libreria Francesco Sanvito, Milano), il secondo volume non verrà mai pubblicato perché l'editore non lo riteneva abbastanza remunerativo. Inizia a scrivere per Il Politecnico una serie di articoli: Della pena di morte nella futura legislazione italiana (fasc. 44, 1860), L'uomo nell'universo (1860), Gli antichi messicani e La circolare del ministro Farini sul riordinamento amministrativo (fasc. 50, 1860), La China antica e moderna (fasc. 56, 1861), Del pensiero come principio d'economia pubblica (fasc. 58, 1861), Del riordinamento degli studii scientifici in Italia, lettera al senatore Matteucci (fasc. 67, 1862), Tipi del genere umano (fasc. 75, 1862), Sull'importanza internazionale della ferrovia pel Gottardo (fasc. 81, 1863).
25 marzo

Carlo Cattaneo: le cinque giornate di Milano.
Carlo Cattaneo: le cinque giornate di Milano.
Elezioni politiche. Carlo Cattaneo viene eletto deputato nei collegi di Sarnico, Cremona e Milano, opta per il 5 collegio di Milano (Porta Ticinese e Porta Ludovica). Per coerenza repubblicana non partecipa ai lavori parlamentari.
21 settembre
Cattaneo arriva a Napoli per occuparsi dei progetti di nuove ferrovie nel Mezzogiorno. Si pronuncia contro l'annessione immediata per un'assemblea degli Stati. In ottobre pronuncia il discorso Ugo Foscolo e l'Italia a favore del federalismo. Il 21 ottobre è già di ritorno a Genova.
1861
Rifiuta la cattedra di filosofia che gli era stata offerta a Milano.
28 febbraio
Il consiglio di stato del Canton Ticino lo nomina membro di una commissione di esperti per la revisione della legge fiscale. Nello stesso periodo prende posizione a favore della linea del Gottardo. In numerosi scritti spiega l'importanza militare della linea del Gottardo. Essa avrebbe permesso alla Svizzera di meglio difendere la propria neutralità e all'Italia di sottrarre la ferrovia dall'intervento dei Savoia. Purtroppo, anche in questo caso, Cattaneo non vedrà la realizzazione della linea ferroviaria, essa non verrà aperta che nel 1882.
9 ottobre
I decreti Ricasoli estendono a tutta l'Italia il decreto Rattazzi del 1859 sull'ordinamento provinciale e comunale. E' la fine dell'ipotesi Minghetti di uno stato decentrato e regionale. Il Regio Decreto n. 250 assegna il titolo di prefetto anziché governatore alla più alta carica delle province italiane. La legge definitiva sarà promulgata il 20 marzo 1865.
1863
Inizia a collaborare con la rivista torinese Diritto di A. Lemmi: Sul credito fondiario e agricolo e Sui dazi urbani (1863), Sulla legge comunale e provinciale (giugno e luglio 1864).
1864
Su richiesta del Congresso degli Operai tenuto a Parma nell autunno del 1863, scrive le Osservazioni per la federazione delle Società Operaie e un Progetto di regolamento per la federazione delle Società Operaie italiane, allegati a una lettera del 9 maggio a Gaspare Stampa.
1865
Pubblica su Il Politecnico (fasc. 16, pp. 110-128) l'articolo Il romanzo contemporaneo.
28 ottobre
Offeso da alcune calunnie di parte cattolica, si dimette dal Liceo cantonale di Lugano dopo un diverbio con Luigi Maria Pioda, presidente del Canton Ticino.
1867 Febbraio
Scrive per il Sole tre lettere Delle irrigazioni del Friuli.
10 marzo
Elezioni politiche (10 e 17 marzo). Carlo Cattaneo è eletto deputato per Milano assieme a Sirtori, Tenca, Correnti, Piolti de Bianchi. Va in quattro occasioni a Firenze dov'era il Parlamento ad incontrare persone politicamente vicine (Jessie e Alberto Mario, Agostino Bertani, Giuseppe Ferrari, Francesco Crispi, Cristoforo Negri) ma non entra in aula per non giurare fedeltà ai Savoia.
Da aprile al gennaio 1868 scrive sulla Gazzetta di Milano nove lettere Ai liberi elettori.
Sono i suoi ultimi scritti.
1869 3 febbraio
Mazzini va a Castagnola per incontrare Cattaneo gravemente ammalato di cuore dall'inizio 1868.
5 febbraio
La tomba di Varlo Cattaneo al Famedio di Milano.
La tomba di Varlo Cattaneo al Famedio di Milano.
Nella notte tra il 5 e il 6, muore a Castagnola, vicino a Lugano, Carlo Cattaneo. Viene sepolto nel piccolo cimitero di Castagnola (Nota 5). Tre mesi dopo verrà sepolto a Milano nel cimitero Monumentale. Il 23 marzo 1884 la salma è traslata nel Famedio.
23 o 25 ottobre
Muore a Castagnola Anna Woodcock. Le carte del Cattaneo sono acquistate da Agostino Bertani e affidate al Museo del Risorgimento di Milano.
1872 10 marzo
Muore a Pisa, dove si trovava sotto falso nome, Giuseppe Mazzini. Sul letto di morte porta lo scialle di Carlo Cattaneo, donatogli da Sara Nathan. Lo scialle sarà poi custodito a Genova da Agostino Bertani che lo lascerà in eredità al patriota massone Adriano Lemmi.
1881
Inizia la pubblicazione a Firenze (Le Monnier) delle Opere edite e inedite di Carlo Cattaneo in 7 volumi, curate da Agostino Bertani. L'opera sarà terminata nel 1892.
1884
Jessie e Alberto Mario pubblicano a Roma (Sommaruga) il libro Carlo Cattaneo. Cenni e reminiscenze.
1888 5 maggio
Inaugurazione del monumento in onore di Agostino Bertani, il 30 aprile 1888 a Bologna.
Inaugurazione del monumento in onore di Agostino Bertani, il 30 aprile 1888 a Bologna.
Viene inaugurato il monumento di Agostino Bertani, opera di Vincenzo Vela. Il monumento, situato all'origine nell'attuale Largo Donegani, verrà in seguito spostato nella piazza Fratelli Bandiera. L'atteggiamento vuole rappresentare il Bertani che si difende in Parlamento dall'accusa di non aver dato conto di un milione ricevuto per l'indipendenza nazionale. Sul plinto è  rappresentata l'unione da lui voluta di Mazzini e Cattaneo sul letto di morte di quest'ultimo.
1891
Inizia a Firenze (Barbera) la pubblicazione in 3 volumi degli Scritti politici ed epistolario di Carlo Cattaneo a cura di G. Rosa e J. White Mario. Termina nel 1901.
1901 23 giugno
Inaugurazione del monumento a Carlo Cattaneo in largo Santa Margherita. Il monumento è opera dello scultore romano Ettore Ferrari, Gran Maestro della Massoneria Italiana e autore dei monumenti a Mazzini e a Giordano Bruno a Roma. L'iniziativa è promossa dalla Massoneria senza il concorso del Comune. Il bassorilievo rappresenta il Cattaneo nell'atto di rifiutare l'armistizio proposto da Radetzky. I medaglioni indicano la Sapienza (libri), il Pensiero (aquila) e la Libertà.
1922
Gaetano Salvemini pubblica Le più belle pagine di Carlo Cattaneo (Milano, Treves) che avvia la riscoperta del pensatore milanese. L'antologia è accompagnata da un'importante biografia.
1925
Inizia a Milano (ed. Risorgimento) la pubblicazione degli Scritti completi editi e inediti di Carlo Cattaneo a cura di A. Ghisleri. Si interrompe al terzo volume.
1945
Norberto Bobbio propone una nuova lettura del pensatore politico nel volume C. Cattaneo, Stati Uniti d'Italia (Torino, Chiantore).
1948
La casa di C. Cattaneo a Castagnola agli inizi del '900.
La casa di C. Cattaneo a Castagnola agli inizi del '900.
Alessandro Levi
programma la pubblicazione delle opere complete di Carlo Cattaneo promossa dal Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo: Epistolario di Carlo Cattaneo a cura di R. Caddeo, 4 volumi 1949-1956, Firenze (Barbera); Scritti economici a cura di A. Bertolino, 3 volumi 1956, Firenze (Le Monnier); Scritti storici e geografici a cura di G. Salvemini e E. Sestan, 4 volumi 1957, Firenze (Le Monnier); Scritti filosofici a cura di N. Bobbio, 3 volumi
1960, Firenze (Le Monnier); Scritti politici a cura di M. Boneschi, 4 volumi 1964-65 Firenze (Le Monnier); Scritti letterari a cura di P. Treves, 2 volumi 1981, Firenze (Le Monnier).
Nel 1974 sono pubblicati da L. Ambrosoli i volumi IV (Scritti dal 1848 al 1852) e V (Archivio triennale delle cose d Italia) dell edizione di tutte le opere che resta interrotta. La prima serie del Politecnico, prevista nella collana, è pubblicata da Einaudi nel 1989.
1972
La Casa Cattaneo, fino al 1920 abitata dal patriota e poeta lettone Janis Rainis, diventa un ristorante finché, grazie alle autorità comunali, vi si insedia il Centro di Studi Carlo Cattaneo.
Nel 1972 viene acquistata dal Comune di Castagnola. Sottoposta dal 1975 al 1979 a lavori di riattazione, diverrà, nel 1980, sede dell'Archivio storico della Città di Lugano che nel frattempo si era fusa con i Comuni di Castagnola e di Brè.
Due saloni all'interno dell Archivio sono dedicati a Carlo Cattaneo e ai poeti lettoni Rainis e Aspazija.
2001
Per il bicentenario della nascita, la Regione Lombardia e l'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere di Milano promuovono la pubblicazione de La Lombardia di Carlo Cattaneo, una serie in cinque volumi delle principali opere, edita a Milano dalla Mondadori. L'ultimo volume esce nel 2003.
Contemporaneamente viene avviata la pubblicazione dei primi due volumi dei Carteggi di Carlo Cattaneo, nell'ambito di una nuova Edizione nazionale delle opere di Carlo Cattaneo, una coedizione di Le Monnier di Firenze e delle Edizioni Casagrande di Bellinzona.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

L'Illustrazione popolare, Vol. V, N. 28 del 4 Febbraio 1872
Contemporanei celebri
Carlo Cattaneo.

Carlo Cattaneo nell'Illustrazione italiana N. 28 del 1872.
Carlo Cattaneo nell'Illustrazione italiana N. 28 del 1872.
Nella notte del 5 febbraio 1869 moriva a Castagnola, presso Lugano, all'età di sessantanove anni, Carlo Cattaneo.
Nato nel 1801 da una famiglia di non ricchi fittabili della bassa Lombardia, compiva i primi suoi studii nel Seminario Arcivescovile, ed in età giovanissima professava umane lettere a Milano nel Ginnasio Comunale di Santa Marta. Mentre educava con nobile entusiasmo al bello ed al vero i numerosi suoi alunni, che l'ebbero caro per tutta la vita, studiava privatamente la giurisprudenza e l'economia pubblica presso quel sommo luminare di Gian Domenico Romagnosi, che lo proclamò sempre pel primo fra i suoi più eletti discepoli.
Associatosi a quel grand'uomo pubblicò preziosi scritti di economia e di studii civili negli Annali universali di statistica. Poscia nel Giornale di Giurisprudenza pratica scrisse una pregiata Memoria sulle Interdizioni israelitiche, che valse più che mai a ridonare a questa storica progenie i contrastati diritti sì giuridici che politici.
La penna che in questo libro profondeva i tesori della erudizione giuridica, era la medesima che faceva meravigliare gli economisti, in un suo scritto prezioso contro le teorie economiche di Litz; che soggiogava gli ingegneri nella polemica ardente e vittoriosa sulla ferrovia lombardo veneta; che strappava ai chimici i segreti della loro astrusa scienza, per rivelarli nelle Varietà chimiche pei non chimici  agli sguardi profani, abbelliti di colori ridenti; che dettava la memoria intorno all'Irlanda, in cui profetizzò molti anni prima la rovina che sovrastava a quell'isola nella scomparsa della primissima fra le sue derrate. Questi lavori, e molti altri che lo spazio non ci consente di registrare, comparivano dapprima nel Politecnico, che fu veramente per il Cattaneo il suo campo letterario e scientifico di battaglia. Questa rivista fondata verso il 1837 e salita ad alto posto nella storia delle lettere lombarde - anzi ad una fama europea - ebbe dal Cattaneo vita, impulso e vigore; egli riuscì a formarne un vero centro di vita intellettuale, intorno al quale si venne rannodando man mano il fiore delle intelligenze di Lombardia.
Da L'Illustrazione popolare del 1871: Daniele Manin.
Da L'Illustrazione popolare del 1871: Daniele Manin.
Nel 1844, all'atto di inaugurare in Milano il sesto Congresso degli Scienziati italiani, il Cattaneo si assunse co' suoi dotti amici l'incarico di raccogliere in due volumi le Notizie naturali e civili della Lombardia. Quei tempi troppo critici non gli permisero che di pubblicare il primo volume che riguardava gli studii naturali, ma seppe premettervi una storica introduzione sulle vicende della Lombardia, che fu giudicata un vero capolavoro.
Poco dopo, per invito avuto dal Governo britannico, dettò cinque lettere sulla condizione comparativa del sistema irriguo della Lombardia e dell'Irlanda, e si giovarono gli Inglesi di quelle preziose notìzie per dotare varie regioni dell'India del sistema d'irrigazione lombarda.
Carlo Cattaneo conquistò il suo posto di principe tra i geografi italiani nel solo sbozzo delle sue Notizie naturali e civili sulla Lombardia, libro che si potrebbe facilmente compiere, e si dovrebbe, come il miglior monumento alla memoria del solitario di Castagnola.
Da L'Illustrazione popolare del 1871: La casa di Daniele Manin a Venezia.
Da L'Illustrazione popolare del 1871: La casa di Daniele Manin a Venezia.
Sopravvenute le memorande giornate del 1848, il Cattaneo diresse con un pugno di valorosi la civica difesa contro l'esercito di Radetky e si rese benemerito del suo paese. Portato in
tal modo dal campo pacifico degli studi al campo belligero dell'azione, il Cattaneo si abbandonò alle sue troppo ardite aspirazioni. Repubblicano, osteggiò la fusione, e si separò dal governo provvisorio; dopo la sciagurata resa di Milano emigrò a Lugano.
Ivi scrisse la Storia della Rivoluzione del 1848 , piena d'ira contro Carlo Alberto, ma dove si trovano splendide pagine; e diresse l'Archivio triennale delle cose d'Italia.
Ma ben presto abbandonò queste polemiche; e mentre viveva a Lugano con una meschina cattedra, ritornò ai prediletti studi della filosofia civile.
Dopo la liberazione della Lombardia, si recò di tratto in tratto a Milano per comunicare all'Istituto Lombardo (di cui era membro effettivo) alcuni suoi preziosi scritti sulla filosofia delle menti associate. Fece anche rivivere per alcun tempo il Politecnico, ma affranto dagli anni e da certa stanchezza di spirito ne lasciò ad altri la direzione.
Venne due volte eletto dalla cittadinanza milanese qual deputato al Parlamento nazionale, ma non seppe mai trovar l'occasione per recarvisi. La sua elezione fu sempre soggetto di fiere lotte; la sua presenza a Napoli durante la dittatura di Garibaldi, i suoi opuscoli politici, le sue lettere agli elettori, ne facevano uno dei capi dell'opposizione extra parlamentare.
Ammogliato da più anni con una distinta gentildonna inglese, egli diede prove delle più squisite virtù di famiglia. Fu co' suoi parenti affettuosissimo e cogli amici sempre cordiale.
La lucidezza della sua mente ed il vero splendore del suo stile lo posero meritamente in altissima fama. L'Italia perdeva in Carlo Cattaneo una delle sue celebrità contemporanee.
Il Cattaneo non si lasciò mai ritrarre durante la sua vita; dalla maschera presane, e dai ricordi personali è tolta questa incisione che è riuscita, ci pare, molto somigliante.

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?