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Da Qualesammarco, Nr. 2 del 20.09.88
Questa nota di Giuseppe Soccio è stata stilata più dalla mano del consigliere provinciale di minoranza che dal condirettore di Qualesammarco.
Il giornale sarà ben lieto di ospitare, perciò, interventi di esponenti di tutte le forze politiche e di qualsiasi cittadino che voglia muovere critiche e rilievi anche al singolo consigliere, sia esso di maggioranza che di opposizione a Palazzo Dogana.
S. Marco e l’ Amministrazione Provinciale
Costruzione della sede del Liceo Scientifico - Strada provinciale per Foggia - Via Amendola e Via Sannicandro - A che punto siamo dopo la vicenda del ponte di Ciccalento: ancora prese in giro o la voce della nostra comunità riuscirà a farsi sentire anche per il coinvolgimento in altre scelte come la formazione professionale, la difesa dell’ambiente, le attività culturali ed altro?
Di Giuseppe Soccio

Da Qualesammarco del 1988 p. 11
Da Qualesammarco del 1988 p. 11
L’Amministrazione Provinciale ha un conto aperto con la popolazione di S. Marco per problemi che richiedono una soluzione rapida e definitiva.
Della costruzione della sede del Liceo Scientifico oramai si parla dalla gestione di sinistra, che affidò l’incarico per la progettazione su di un suolo ubicato nella cosiddetta curva di “Palatella”, che un Commissario Prefettizio al comune di San Marco ritenne non più idoneo, preferendo la zona di “Casarinelli”, zona che poi una amministrazione ordinaria contestò per indicare la zona tra le lottizzazioni “Bonfitto” e "Ceddia”: tanto per intenderci, uno spazio nelle lottizzazioni verso San Matteo.
Ora l’Amministrazione Provinciale pare stia procedendo a definire un concreto piano di intervento per l’edilizia scolastica per un importo iniziale di circa 53 miliardi ed il Liceo di San Marco, in delibere che indicano le priorità, figura al quarto posto, dopo Foggia, Cerignola e Vieste, per cui ci sarebbe di che ben sperare, se non ci pervenissero anche notizie che ancora si sta discutendo sulla opportunità e sulle modalità di concessione alle imprese della realizzazione delle opere. In altri termini, al classico sistema dell’appalto si vorrebbe sostituire l’istituto della concessione, per cui l’impresa prescelta, in questo caso tra le partecipazioni statali a detta di alcuni, si assumerebbe l’onere dalla progettazione alla esecuzione.
Ritenendo che la legittimità del sistema di affidamento dei lavori sia comunque salvaguardata, non possiamo che auspicare una sollecita definizione della questione, perché siano onorati gli impegni assunti da amministratori ed esponenti politici locali che hanno responsabilità provinciali, come risulta da riunioni tenute al Liceo Scientifico convocate dal Preside e dal Consiglio di Istituto, la cui iniziativa, forse, dovrebbe intensificarsi in questa contingenza favorevole, per essere stato sancito, anche da una delibera della Regione, il piano di cui si diceva innanzi.
Per quanto riguarda la Strada provinciale San Marco-Foggia, siamo alla confusione totale: un primo progetto (ci riferiamo al tratto tra Ciccalento e Mercaldi) non è stato ritenuto idoneo dal Comitato Tecnico Regionale perché prevedeva un sistema di deflusso delle acque e di consolidamento del fondo stradale proposto in via sperimentale da un’impresa che lo aveva brevettato.
L’importo del progetto era comunque di circa un miliardo e mezzo. Dopo questa disavventura, peraltro non molto seguita dagli amministratori (al Comitato non si è presentato nemmeno il progettista nella seduta in cui la proposta veniva esaminata), si è deciso di raddoppiare l’importo per la soluzione del viadotto. Senonché, al momento della approvazione del progetto in Consiglio Provinciale, ci si è ritrovati di fronte ad una previsione di spesa di ben 23 miliardi.
Saremo anche adusi alle promesse non mantenute, ma le prese in giro non crediamo siano credibili e tollerabili: la Provincia non potrà mai disporre di una simile cifra, che, tra l’altro, è comunque spropositata se si considera che si sta parlando di 3 chilometri di strada all’incirca.
In conclusione, il problema strada per Foggia brancola nel buio e nella confusione (ora si parla di utilizzare leggi per la manutenzione straordinaria delle strade e di questo si sta occupando l’Ufficio Tecnico della Provincia), mentre un miliardo e settecento milioni già disponibili rischiano di “compensare” lautamente progetti abortiti. Eppure, forse la soluzione è dietro l’angolo e potrebbe consistere in un appalto-concorso, entro i limiti delle somme disponibili, tra imprese soprattutto locali.
Comunque, dal fronte della Provincia ci giunge una notizia che, più che confortante, è di consolazione: è stato approvato un progetto ed un mutuo di 160 milioni per la sistemazione delle strade provinciali n. 22 e n. 48. Si tratta del tratto che da Pz. Europa va a Casarinelli (Via Amendola) e del tratto tra Via Della Vittoria (Caserma dei Carabinieri) e Via Sannicandro (Ospedale, ecc...).
Speriamo che le procedure di appalto siano espletate anche prima del formale e definitivo perfezionamento del mutuo, in maniera da non far slittare tutto al prossimo anno, visto e considerato che questi tratti stradali sono veramente in pessimo stato e che l’Amministrazione Comunale giustifica il suo mancato intervento diretto con le promesse della Provincia.
Abbiamo parlato di notizia di consolazione perché veramente non ci sembra che l’Amministrazione Provinciale dedichi molta attenzione alle esigenze della nostra collettività cittadina. Il Ponte di Ciccalento è stato chiuso per oltre due anni: non vorremmo, per “leggi di matematica proporzione”, che Liceo Scientifico e strade dissestate ci portino a tempi biblici. Allo stesso modo, crediamo che la nostra cittadina non sia per nulla coinvolta in altre attività della Provincia. Solo per fare qualche esempio: a San Marco non è stato istituito alcun corso di formazione professionale, mentre nella vicina San Giovanni si è parlato persino di “scudieri”; gli interventi di promozione turistica non ci toccano, se non per alcune proposte venute fuori in un convegno di amministratori a Monte Sant’Angelo a proposito del turismo religioso; contributi per attività ricreative e culturali vengono elargiti dalla Provincia, spesso senza garanzie di qualità, eppure a San Marco non arrivano nemmeno le briciole; nei vari piani di valorizzazione di risorse ambientali, artistiche e culturali siamo ignorati, così come siamo tagliati fuori da ipotesi (anche solo ipotesi) di sviluppo produttivo.
Non sarà il caso che “questa” Sammarco dimenticata o che si fa dimenticare, apra una vertenza con l’Amministrazione Provinciale?

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?