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Qualesammarco, Nr. Zero, Marzo 1988
Ospedale di Marco in Lamis: “Metti il malato in ambulanza”

Da Qualesammarco del Marzo 1988 p. 4
Da Qualesammarco del Marzo 1988 p. 4
A ricordare degrado e pressapochismo nell’assistenza sanitaria della nostra USL (che, è vero, non è una eccezione) ricorre spesso l’aneddoto del medico che, di fronte all’assistito svenuto alla vista del sangue che gli veniva prelevato, esclama: “Chiamate il dottore””. Pirandellianamente, avvertendo il senso del “contrario” rispetto a ciò che ci si aspetta, si può essere mossi alla ilarità e all’umorismo. Ma, si sfida chiunque a sorridere dei propri guai, probabili o possibili che siano.
Eppure, l’Ospedale di S. Marco si comporta in questo modo: è il caso del servizio di radiologia. In un gran numero di casi, il ricovero in ospedale è giustificato dalla necessità di eseguire accertamenti diagnostici che il medico di base non è in grado di fare. E, si sa, la radiologia, con tutte le sue propaggini e sviluppi moderni,è un importante strumento di analisi. Ed è per questo che lo sventurato bisognoso di esami radiologici dall’Ospedale di S. Marco si vede spedito “in ospedale” a S. Giovanni. E, si badi bene, questo comporta un autista, un’autoambulanza e un infermiere al minimo, oltre ai disagi del degente.
Ma, quello che è ancor più pirandellianamente umoristico è che l’Ospedale di S. Marco in Lamis è dotato di costose (ma, forse, oramai inceppate ed obsolete) attrezzature ed ha in pianta organica il posto di primario, di aiuto e di assistente di radiologia. Noi non siamo addetti ai lavori, ma a lume di naso intuiamo che un tale organico e simili attrezzature non sono di “ordinaria amministrazione”.
Di recente, inoltre abbiamo visto sui muri della nostra città manifesti che lanciano pesanti accuse verso i responsabili della USL FG/3. A dire il vero, non abbiamo notato che qualcuno si sia granché scomposto. Questo ci fa ritenere che i problemi della sanità non hanno molto spazio nei pensieri dei nostri rappresentanti politici ed amministrativi.
La redazione di questo giornale spera di diventare strumento di dibattito per evitare al nostro Ospedale la fine di tante altre istituzioni che da S. Marco sono state trasferite, se non addirittura soppresse.