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Rignano Garganico

Una delle ultime fasi della trebbiatura
Una delle ultime fasi della trebbiatura
Essendo il terreno di Arignano in gran parte pietroso, poco di esso è atto alla semina. Ma molti Arignanesi coltivano masserie nella Apulia piana: il perché questa Terra relativamente al grano, orzo, e avena, non solo non è tributaria delle altre popolazioni garganiche, ma alle medesime vende annualmente molto superfluo di queste sue derrate.
I vini di Arignano erano pochi anni sono leggieri, ed acidi: ma gli industriosi arignanesi li hanno migliorati per mezzo della piantagione di scelte uve. Il vino non basta alla popolazione.
Olivastri assai crescono spontanemente nel basso della montagna. I benefìci Zii dell'attual Marchese si occuparono con molto successo di fargli innestare; e così si è venuta ad acquistar qui una abbondante raccolta d'olio. Ma se il Marchese ha selve di ulivi, i cittadini però ne hanno pochi alberi. All'Università di Arignano apparteneva fra le sue difese la celebre tenuta di Pagliccio, che poi fu data a godere ai Padri Certosini di S. Martino di Napoli. Pagliccio è oggi un vastissimo uliveto, che negli anni di fertilità dà a' Certosini sino a quattro mila staja d'olio. Se appartenesse all'Università di Arignano, qual fondo di ricchezza pe' suoi cittadini?
Alberi di ulivo sul Gargano
Alberi di ulivo sul Gargano
Lontano da Arignano tre miglia circa al Nord, evvi un gran tratto di terreno che chiamano Jancuglia, poco distante dal Convento di Stignano. Pochi anni sono Jancuglia non era che un bosco di perazzi, ovviano peri selvatici. Gli Arignanesi gli hanno innestati tutti, ed hanno in tal guisa cangiato selve di perazzi in giardini di squisite pera gentili. Colla vendita di tali frutta essi tirano molto denaro da Sansevero, e da S. Marco in Lamis. Ora posto un tal vero fatto, come potrà poi asserirsi, che non sono industriosi gli Arignanesi? Quante grosse carote non ci vendon essi, i Geografi anche i più esatti!
Ma io lascio le carote geografiche per dire due sole parole delle carote ortensi. Dunque Arignano è il paese delle carote. Queste radici, che mangiansi in insalata, crescon qui di una sorprendente grandezza. Ve ne hanno di quelle, che pesano 1.5 rotola. Lettori, io non vendo carote. Venite, vedetele, pesatele, e non mi troverete esageratore. Solo sarebbe desiderabile che gli Arignanesi le seccassero al Sole, e le conservassero, onde nodrir di carote, come fassi in Inghilterra, i cavalli, i buoi, le pecore, e i majali.
La località di Iancuglia con, sullo fondo, Castelpagano
La località di Iancuglia con, sullo fondo, Castelpagano
Breve è stato questo articolo, perché piccola è la Terra di Arignano. Ma non è stato però così breve come sono molti capitoli dello Spirito delle Leggi del massimo Montesquieu (Nota), de' quali altri non vanno a dodici righe, ed altri non oltrepassano le due. Per verità non si può tenere il riso guardando tali capitoli. Pare, che questo raro genio Francese abbia voluto giuocare col suo leggitore in un tanto grave argomento. In argomenti gravi non mai io giuoco col mio.
Non è stato poi troppo filosofico questo articolo; perché è stato scritto per gli Arignanesi. Non è forse uno sciocco quel Pedante, che mette in mano de' ragazzetti, che non sanno far altro che un latinello de' Neutri, un Orazio, un Virgilio, un Ovidio? Non fu forse mal consigliato quel Paroco, il quale nel suo paesello fece la Predica del lusso, recitata in Parigi? Finalmente non fu forse un matto quel Mercatante, che in un villaggetto abitato da sole famiglie contadinesche piantò la sua tenda per vendere pietre preziose, stoffe di seta, chall di lino, Pierrot di raso di varj colori, Pennacchi a bottoni di color di Nakara, ed altre manifatture di lusso? Or se in questo articolo io avessi fatto il Filosofo, io sarei stato simile al Pedante, al Paroco, ed al Mercatante.

Vacche podoliche al pascolo
Vacche podoliche al pascolo
Qui si hanno vacche assai; ed i latticinj vaccini sono i migliori della provincia. I caciocavalli precise sono di un gusto singolare che poi la miglioria di tai caciocavalli debbasi non già all'ottimo pascolo delle vacche, ma sibbene alla mano perita del massaro che li manipola.
Mucche podoliche allo stato brado
Mucche podoliche allo stato brado
Lo dimostrai nella Fisica Appula 3.1. lib 2 art. iv. Esaminiamo questo articolo, che interessa l'umanità.
Egli è provato dalla Fisica che la qualità dell'erbe influisce assai sulla qualità del latte. Diffatti la natura del nodrimento degli animali in parte non cangiata si conserva nel chilo, dal quale immediatamente si forma il latte con cui ha il chilo somma affinità d'indole, e di pincipj. Quindi la grandissima differenza, che passa tra le proprietà del latte negli erbivori, e ne' carnivori. Quindi pure la differenza del latte salutare, o nocevole in un medesimo animale secondo che d'una, o d'altra erba viene cibato.
Capra garganica al pascolo
Capra garganica al pascolo
Or una vacca si ciba ella di un'erba di velenosi principi impregnata? Il veleno si comunicherà, e trasfonderà nel latte, e renderallo spiacente, acre, velenoso per gli uomini. Posta una tale verità provata ancora da innumerevoli fatti rapportati dal più grande de' Botanici, pare che la squisitezza de' caciocavalli di Arignano ascriver si dovesse agli ottimi pascoli; nascendo nel territorio di questa Terra il serpillo, il timo, il pollo montano, la melissa, e molte altre erbe salutari, nutritive, e preziose pel bestiame.
Caciocavalli stagionati
Caciocavalli stagionati
Ma il fatto non va così; giacché la miglioria de' caciocavalli Arignanesi dipende dalla perizia del massaro, che manipola. Primamente, gli erbaggi degli altri paesi garganici sono del tutto simili agli erbaggi di Arignano. Or perché i loro caciocavalli non hanno la squisitezza di Arignano? Poiché i massari di Arignano sono più periti nell'arte di manipolarli. Diffatti venga un massaro di Vico, o di Monte Santangelo a far qui i caciocavalli; questi non saranno più di un gusto singolare.
Forme di formaggio del Gargano in fase di salatura
Forme di formaggio del Gargano in fase di salatura
Secondamente, gli erbaggi di una stessa Posta apula sono gli stessi. Or perché le ricotte di questa Posta, che nelle piazze di Foggia vendonsi fresche, sono così cattive, ch'io non mai fidato mi sono di mangiarle; ed al contrario quelle, che dai Locati Foggiani si fanno fare per la loro tavola, o per mandarle a regalare, sono eccellenti? Perché il massaro manipola queste secondo le regole dell'arte, e trascura nella manipolazione di quelle ogni diligenza.
Terzamente hannovi nel Contado di Molise de' paesi dove l'erbaggio è oggidì quello stesso ch'era cent'anni sono; eppure la qualità del loro cacio non è la stessa. Ne assicura l'Abate Longano (Nota), che il cacio, che fassi oggidì in detti paesi, è inferiore d'assai al cacio de' loro avi. Questo perché? Perché vi è mancata l'arte.
Preparazione di forme di formaggio
Preparazione di forme di formaggio
Finalmente, i formaggi, che formansi a Capo di Monte, alcuni del Signor Duca di Bovino, i capi tempi di Capua, ed alcuni butiri fatti in Sorrento, in nulla cedono a quei de' forestieri, che più si apprezzano. Or è certo, che questi eccellenti formaggi non si facevano in tai luoghi un secolo fa. Eppure l'erbaggio vi è oggidì quello stesso ch'era cent'anni addietro. Dunque il tutto dall'arte. Egli è del formaggio, come del pane.
Nella stess'aria, colla stessa acqua, colla stessa farina, collo stesso lievito, e colla stessa proporzione del medesimo, una donna ti farà in uno stesso paese un pane eccellente ed un'altra un pane da cane; perché la prima sa l'arte della panizzazione, e l'altra la ignora affatto. Similmente collo stesso latte un massaro perito ti formerà un formaggio per le persone di gusto, ed un altro ignorante un formaggio che si troverà a barattare nemmeno nel proprio paese. Dunque il tutto, replico, dall'arte.
E gli è ben vero, che l'erbaggio influisce assai sulla qualità del latte; ma la varietà de' formaggi sì vaccini che pecorini, dipende del tutto dalla mano più o meno perita. Quindi essendosi in Arignano migliorati i caciocavalli per forza a conchiudere, che gli Arignanesi sono industriosi, che era quello, che dovea senza bile, e da galantuomo mostrarsi centra la proposizione del Giustiniani.

Carattere degli Arignanesi ed errori del Giustiniani

Il Tavoliere visto da Rignano Garganico
Il Tavoliere visto da Rignano Garganico
Gli Arignanesi sono generalmente buoni, e docili. Il perché vengon del continuo molestati dai feroci Sammarchesi. Il Signor Giustiniani (Nota) nel suo Dizionario Geografico, articolo Arignano dice, che gli Arignanesi non sono industriosi, egualmente che gli altri tutti de' paesi, che sono nel Monte Gargano. Ed all'articolo Apricena dice: mi disse bene un vecchio uomo di quesi contorni, che tutto il Monte Gargano è povero per denaro, e per arti.
Zotichezza, e maldicenza; ecco la divisa della maggior parte de' Confutatori. Palemone il Grammatico ebbe la sfrontatezza di chiamar porco M. Varrone, e lo Scioppio fu da taluni detto il Cane Grammatico. Politezza, e rispetto; ecco la divisa mia. Dunque al signor Giustiniani come Regnicolo devo tutta la gratitudine per l'onore, che co' suoi dotti scritti ha fatto al nostro Regno, e come Scrittore di Geografìa devo la venerazione, che l'amore del merito inspira verso le anime beneficile.
Un angolo di Rignano Garganico
Un angolo di Rignano Garganico
Ma negli accennati tre punti io oso discostarmi da questo grand'uomo. Le mie ragioni sono le seguenti. A me pajono convincenti; ma il Leggitore giudicherà.
Adunque il Giustiniani dice primamente, che gli Arignanensi non sono industriosi. Quest'asserzione è affatto lontana dal vero. La voce industria può prendersi e nel suo più ampio significato, ed in un senso ristretto. Presa nel primo senso, essa comprende qualunque si voglia lavorio. Presa nell'altro senso, essa comprende le arti di comodo, o di lusso. Or se egli intende delle arti di lusso, queste mancano non che in Arignano, ed in tutti i paesi del Gargano, ma eziandio in tutta la Daunia. Se poi egli intende di parlare delle arti primitive, e di quelle di pura necessità, è falso che gli Arignanesi non sono industriosi. Imperciocché essi, come più a basso vedremo, han perfezionato i latticini vaccini, ed han migliorato alcuni rami di agricoltura.
Raccolta del grano mietuto
Raccolta del grano mietuto
Altamente poi s'inganna, quando dice, che tutti i popoli garganici non sono industiosi. In tutto il Gargano, dove il pigro non vedeva pochi anni solo che triboli e sassi, ora non rimira lieto biondeggiar campi ricchi di ubertose messe? Dove prima eran folti boschi, non si vede ora tutto coperto di granodindia, di canapa, di fagiuoli, e di altri legumi? Solo spiacemi, che si è recato all'eccesso il disboscamento.
Finalmente, per tacere delle industrie della manna, e della pece, venga il Signor Giustiniani a visitare le ridenti campagne di Vico, di Rodi, e di Ischitella, ed osserverà, che gl'industriosi abitanti di questi tre paesi han portato la coltura degli agrumi, e delle viti pressoché alla perfezione.
Terzamente, che il vecchio uomo dissegli una fola, il dimostra il fatto. I paesi industriosi, e commercianti non sono mai poveri di denaro. Or non abbiam noi dimostrato, che tutt'i popoli garganici sono industriosi? Per dimostrar poi, che sieno commercianti, basta il solo esempio de' Vichesi, e de' Rodiani, che colle loro barche negoziano pel Mare Adriatico, facendo frequentissimi viaggi per Venezia, e per Trieste. Il vecchio uomo starà sicuramente per lungo tempo in Purgatorio per la sua bugia poiché non è permesso il dir la bugia ad un Galantuomo.

Statistiche
Popolazione 1861-2011b_250_0_16777215_01_images_fisica-daunica_rignano_statistiche_1861-2011.png | Andamento popolazione 2001-2015b_250_0_16777215_01_images_fisica-daunica_rignano_statistiche_andamento-popolazione-rignano-garganico.png | Indicatori demografici 2002-2016b_250_0_16777215_01_images_fisica-daunica_rignano_statistiche_indicatori-demografici.jpg | Struttura demografica 2002-2016b_250_0_16777215_01_images_fisica-daunica_rignano_statistiche_struttura-demografica.jpg | Stranieri 2004-2016b_250_0_16777215_01_images_fisica-daunica_rignano_statistiche_andamento-stranieri-2016-rignano-garganico.png

Rignano Garganico visto dal Tavoliere
Rignano Garganico visto dal Tavoliere
Questa Terra è sita sopra di una grossa rupe nella cima di un altissimo monte. Tiene all'Est la Difesa della Badia di S. Marco in Lamis, all'Ovest la Masseria di Branci, al Nord il Convento di Stignano, ed al Sud Foggia.
Stesissimo il suo orizzonte al Sud-Est, ed al Sud-Ovest. Arignano vede la Pianura dauna tutta intera sotto un colpo d'occhio, e la Pianura dauna scuopre Arignano per tutte le parti.
Il Tavoliere delle Puglie visto da Rignano Garganico
Il Tavoliere delle Puglie visto da Rignano Garganico
Ma il piacere, che questi estesissimi punti di vista posson dare, costa troppo caro; essendo asprissimo e selvaggio il cammino. Al Nord-Est poi, e al Nord-Ovest viene il suo orizzonte ben limitato da quelle alte montagne, che S. Marco in Lamis circondano. La situazione di questa Terra è bassa relativamente alle vette de' monti di S. Marco in Lamis, ed è altissima in rapporto al suolo della Pianura dauna.
Una veduta di Rignano Garganico
Una veduta di Rignano Garganico
Giacendo Arignano sopra una elevatissima parte del Gargano, ritirandosi gli abitatori dalla Daunia, salir debbono una lunghissima petrosa e ripida costa. La strada è tortuosa, ed ha bisogno di risarcimento. Le due strade, che da Arignano guidano al Convento di S. Matteo, ed a S. Marco, sono in Pianura, ma sassose, e disastrose.
Pretendono gli Etimologisti, che Arignano, il quale in tutte le situazioni del Regno, ed in tutte le carte de' bassi tempi, ritrovasi col nome di Rignano, o Regnano, fosse così detto, perché qui eravi un Tempio, o Ara di Giano. Ma gli Etimologisti fanno derivare anche da Ara-Jani il nome della Città di Ariano. Ed in comprova della loro opinione allegano l'autorità del Leggendario della Vita di S. Oto Protettore d'Ariano scritto in pergamena dove si dice, che nel secolo XII mentre vivea questo Santo, fu in Ariano disotterrato un tempio colla statua di Giano, e colla iscrizione ivi riportata, e dall'Autore trascritta.
Ciò non ostante hannovi degli altri, i quali congetturano, che fosse così detto da un fondo di qualche famiglia di cognome Ariano, sito nel distretto, in cui oggi è la Città. Or se malgrado il disotterrato tempio di Giano in Ariano, pure è dubbio, se il nome di Ariano derivi da Ara Jani, che dovrà dirsi poi del nome di Arignano, dove nessun vestigio di ara di Giano si è mai scoperto? Ma decidano gli Antiquarj questo insipido punto etimologico.

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?