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Terminologia. Saraceni, Musulmani, Islamici
I tre termini, attualmente, sono utilizzati come sinonimi. In realtà, il termine Saraceni significa figli di Sara, la moglie di Abramo la quale ebbe un figlio, Isacco, solo in tarda età. Dalla schiava di Sara, Agar, nacque Ismaele e i discendenti di Agar vennero chiamati Agareni, un termine molto diffuso nel Medio Evo per indicare gli arabi. Saraceni, nel corso della storia, ebbe più fortuna di Agareni e, con questo termine, si identificano sia gli Arabi che i Musulmani. Per Musulmani, quando si parla di pirateria, si intendono i pirati provenienti dall'attuale Algeria e Tunisia che erano chiamati barberi o barbareschi. Barberi indica i Berberi che abitavano il Maghreb, cioè la parte occidentale del Nordafrica, e che furono arabizzati ed islamizzati solo nel 12 secolo d.C.
Dal 1.500 d.C. sino agli inizi del 1.800 d.C. i predoni che saccheggiavano le nostre coste erano Barberi e Turchi anche se continuarono ad essere chiamati Saraceni, termine che finì con l'indicare qualsiasi predone proveniente dal mare.

Torri. Difesa o affari?
La pirateria nel Mar Mediterraneo ha trovato sempre terreno fertile. Fenici e Greci la praticavano regolarmente. Roma, sotto Silla, dovette mandare una potente flotta agli ordini di Pompeo per infliggere un duro colpo ai pirati che vennero sconfitti momentaneamente. Gli stessi Vandali, dopo aver saccheggiato Roma nel 455 d.C., occuparono la Sicilia e di qui iniziarono una lunga serie di scorrerie in tutto il Mediterraneo. Il periodo peggiore delle devastazioni dei pirati fu, comunque, l'arco di tempo che va dagli inizi dell'800 sino alla fine del 1.700 d.C.
L'idea di costruire in modo sistematico una difesa contro i pirati, che non sia più affidata ai singoli privati, ma allo Stato, comincia ad affermarsi nella prima metà del 1.500 d.C. quando gli attacchi cominciano a diventare insostenibili. Torri c'erano sempre state, ma non in una visione di difesa globale e integrata di tutta la penisola. Per tutto il 1.500 d.C. si costruirono, dunque, torri in tutta la penisola con accordi tra i governi dei diversi stati. Solo nel regno di Napoli ne vennero costruite 339.
Il sistema di difesa basato sulle torri non scoraggiò le grandi incursioni, ma limitò le piccole.
C'è chi sostiene, però, che le torri costituivano certamente una difesa contro i nemici, ma la loro costruzione, il cui costo era a carico delle collettività, fu anche uno dei più grossi affari dell'epoca, con diffusi casi di corruzione e malaffare (utilizzo di materiali di pessima qualità, modifiche dei progetti al ribasso, ecc.).

Storia di Torre Guaceto
Nei tempi passati, il posto era caratterizzato da un approdo a mare e dalla presenza di acqua dolce. Durante le invasioni barbariche, gli abitanti abbandonarono il posto e si rifugiarono nelle grotte dell'interno. Nell'XI secolo i Saraceni cominciarono a utilizzare il luogo per rifornirsi di acqua dolce. Guaceto, infatti, deriva dall'arabo Gawsit, che significa proprio luogo di acqua dolce. Fu solo nel 500 d.C. che, come in quasi tutta la penisola, anche a Torre Guaceto si affrontò il problema in un'ottica di difesa globale e fu questo il periodo di costruzione della torre omonima. L'area venne poi abbandonata, come insediamento umano, in seguito a grandi depositi di terra alluvionale che trasformarono la zona in una palude.
Attualmente ci sono ancora alcuni tratti della palude originaria che fanno di Torre Guaceto zona umida di importanza internazionale nella quale riposano gli uccelli durante le migrazioni.
Il territorio della riserva terrestre (1.100 ettari) è uno degli ultimi esempi di quale fosse in passato il  paesaggio del Salento, una volta ricoperto di foreste di querce, in particolare Leccio.

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