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Il dattero di mare L'Area Marina Protetta, assieme all'Osservatorio ambiente e legalità, ha iniziato la sua attività a Punta Campanella, partendo proprio dalla emergenza datteri. L'attività di denuncia e monitoraggio è effettuata informando i ristoratori e i clienti che la raccolta, il commercio e il consumo di datteri sono vietati dalla legge. Il dattero di mare (Litophaga litophaga) è un mollusco ricoperto da due valve che scava la sua tana dentro gli scogli. Qui, per diventare adulto, impiega ottanta anni. I raccoglitori di datteri, detti datterari, per prelevare i molluschi, ripuliscono gli scogli e la vegetazione distruggendone ogni forma di vita per almeno un decennio, il tempo cioè perché si ricostituisca l'ambiente deturpato ad un livello di equilibrio accettabile. La raccolta è effettuata da sommozzatori che utilizzano allo scopo martello e scalpello o, in modo criminale, il martello pneumatico. Prelevano così interi pezzi di scoglio che poi frantumano in barca per recuperare i datteri. Eliminando dalle rocce le numerosissime forme di vita, sia vegetali che animali, i datterari mettono a repentaglio l'intero equilibrio dell'ambiente marino. Se non si intervenisse, il risultato finale sarebbe la desertificazione dei fondali sottomarini.
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