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La Valle, Numero unico, Settembre 1971
L’ombra del Commissario
La crisi in seno alla maggioranza fa profilare la minaccia di un altro funesto periodo commissariale nell’amministrazione del nostro paese.
C'è via d’uscita? Lo abbiamo chiesto ai capigruppo del Consiglio comunale. La legge sismica continua, nonostante le promesse.
Giuseppe Cervone (Psdi)
D. - Le dimissioni del Sindaco uscente sono state volontarie o volute dal suo Partito?
R. - L’uno e l’altro: volute dal partito, o meglio stabilite in seguito ad accordo tra il suo partito, i consiglieri della maggioranza e il Sindaco stesso; volontarie, perché le cariche di sindaco e di assessore provinciale sono incompatibili.
D. - Perché dice “assessore”?
R. - Oltre a correre voce che Napoleone Cera sarà assessore provinciale, è noto che ha riportato la più alta percentuale di voti in provincia, e questo gli dà ampie possibilità di occupare un'alta carica in seno al Consiglio provinciale.
D. - Che giudizio dà sulla amministrazione presieduta da Napoleone Cera?
R. - Devo distinguere: l’operato dell’ex Sindaco è stato fattivo. Non posso dire lo stesso per la Giunta, a causa di beghe interne. Per tale ragione l’amministrazione Cera è stata travagliata; prova ne è il famoso voto di sfiducia dei dieci del suo stesso gruppo politico.
D. - Come vede la situazione all’interno della DC?
R. - Ci sono 16 consiglieri equivalenti a 15 sindaci. Non vedo la possibilità di accordo per l’elezione di un nuovo sindaco. Da parte nostra, ci auguriamo che l’accordo sia raggiunto: meglio un cattivo Sindaco che un commissario.
D. - Lei è stato eletto con i voti dei socialisti. In seguito all’espulsione dal PSI Lei si è dichiarato “socialista indipendente”. Non le pare che, in questa sua nuova posizione, Lei tradisca i Suoi elettori? Altrimenti come fa a conciliare gli interessi di chi lo ha votato come rappresentante di quel dato gruppo, con la Sua affermazione di “indipendenza”?
R. - La rottura avvenne a causa degli interessi dei singoli; e gli elettori non sono stati traditi, perché in quel tempo la lista comprendeva i due partiti PSI e PSDI, cioè PSU. Ad ogni modo, il consigliere Comunale, pur essendo eletto in una data lista, dal momento che occupa la sua carica, dovrebbe svestirsi di ogni abito partitico, per far gli interessi non solo di quelli che gli hanno dato il voto, ma di tutti i cittadini.
Io devo dire poi che i voti non ci sono stati dati solo dagli iscritti al partito, ma anche dai simpatizzanti che hanno voluto sostenere più la persona che il colore politico. Quanto all'espulsione, la sezione del PSI ha sbagliato: non poteva espellerci, ed affiggere quel manifesto in piazza, perché così è stato calpestato lo statuto del partito; l'organo Competente era il Collegio dei Probi Viri di Foggia. Teniamo a precisare che quell'anno (1970) non avevamo rinnovato il tesseramento al partito, né tampoco eravamo stati invitati a rinnovarlo. D’altra parte, uscendo dal PSI, noi non crediamo di aver tradito la fede socialista Abbiamo denunziato i componenti del direttivo della sezione, ed è in Corso l’istruttoria.
Gino Ciavarella (Msi)
D. - Le dimissioni del Sindaco uscente sono state volontarie o volute dal suo Partito?
R. - E’ indubbio che ora come ora, avendo optato per la Provincia, doveva necessariamente dimettersi da Sindaco. Con questo, però, egli ha tradito e disilluso tutta la cittadinanza a cui aveva pubblicamente promesso di rimanere Sindaco. La sua candidatura è stata certamente voluta dal partito, il quale aveva capito che lui, in seno alla D. C., era l'unico ad avere maggiori probabilità di risultare eletto, godendo di un certo favore popolare. Per restare Sindaco, egli avrebbe dovuto ribellarsi alla volontà del suo partito; non lo ha fatto: quindi per me egli (Manca il testo, NdR)
D. - Che giudizio dà sull’amministrazione presieduta da Napoleone Cera?
R. - Napoleone Cera ha saputo soltanto vendere fumo.
Ha posto in cantiere tanti progetti, la maggior parte dei quali è irrealizzabile, perché andrà a cozzare contro la ineluttabile realtà del nostro bilancio. Per esempio, non scorgo alcun vantaggio nella realizzazione totale della rete idrica sapendo che, a distanza di pochi anni, stando alle stesse dichiarazioni del Sindaco, non vi sarà disponibilità di acqua. Molto meglio, quindi, sarebbe stato provvedere alla trivellazione dei pozzi.
D. - Come vede la situazione all’interno della D.C.?
R. - Nella D. C. la crisi è perenne: i consiglieri sono sedici, e tutti e sedici ambiscono alla carica di sindaco.
Ma quel che più è interessante far notare è che il segretario della D. C., nell’ultimo Consiglio comunale, invece di limitarsi a ringraziare ed elogiare l’opera del Sindaco uscente, avrebbe dovuto, per norma di correttezza e di rispetto dell'interesse pubblico, prospettare una alternativa a Napoleone Cera. La crisi attuale non avrà una facile soluzione. E’ allora possibile che venga il commissario? Se il commissario andrà bene come strumento di qualche Corrente lo faranno venire fregandosene della popolazione.
D. - Perché si è dichiarato contrario a un qualsiasi contributo alla Polisportiva Sammarco?
R - Il mio rifiuto è stato di carattere essenzialmente politico, perché lo sport è stato strumentalizzato a fini politici, e alcuni di quelli che lo praticano, durante la campagna elettorale, si sono assoggettati come servi a tale strumentalizzazione. Anch'io personalmente, quest'anno non dare il mio solito contributo alla società sportiva, perché essa ha tradito i suoi precipui fini e si è snaturata delle proprie caratteristiche.
Antonio Maria Nardella (Pci)
D. - Le dimissioni del Sindaco uscente sono state volontarie o volute dal suo Partito?
R. - Le dimissioni sono state una conseguenza della elezione ai Consiglio provinciale, per la famosa incompatibilità. E' possibile che vi sia stato all'interno del gruppo di maggioranza un precedente accordo.
D. - Che giudizio dà sull’amministrazione presieduta da Napoleone Cera?
R. - E' potuta sembrare positiva, ma questo non è dipeso da concordia nella maggioranza, bensì è stato fatto a carattere personale dal primo cittadino, per mettere in risalto la propria personalità e in questo si può notare la demagogia. La demagogia si nota anche nella politica amministrativa straordinaria: credere che tutte le delibere ultimamente approvate (rete idrica, canaloni, impianto di depurazione, macello e mercato coperto) possono andare in porto è puro utopismo, perché la somma necessaria sarebbe di oltre un miliardo e sarà difficile avere il finanziamento a causa di una politica antimeridionalistica.
D. - Come vede la situazione all’interno della D.C.?
R. - Possiamo rispondere poco: sono questioni interne alla D. C.. Riteniamo che la crisi perduri, in quanto la Giunta non ha presentato le proprie dimissioni, dopo quelle del Sindaco, come vorrebbe la correttezza politica. In ogni caso auspichiamo una soluzione nell’interesse dei cittadini.
D. - Come mai il suo gruppo, nell’ultimo Consiglio comunale, si è astenuto dal votare per la sistemazione del torrente Iana?
R. - Vorrei chiarire, attraverso il vostro giornale, che il nostro gruppo si è astenuto perché non ci hanno saputo rispondere in modo preciso ed esauriente circa l’imputazione dei cespiti delegabili, o, in altre parole, circa la disponibilità effettiva di fondi per assumere nuovi impegni. Si noti bene che le nostre considerazioni non sono capotiche, ma basate sulle effettive gravi condizioni di assoluta passività, oggi salita a circa 1.400.000.000 di lire.
Giuseppe Centola (Dc)
D. - Dopo le dimissioni di Napoleone Cera, secondo alcuni consiglieri dell’opposizione, la situazione all’interno del suo partito si presenta caotica. Può lei spiegarci come sarà risolta l’attuale crisi? Chi potrebbe essere il nostro nuovo primo cittadino?
R. - In ordine alla situazione interna della DC che a detta di “alcuni consiglieri dell’opposizione” è caotica posso senz’altro affermare che è una grossa inesattezza, e con quali mire sia messa in giro dall’opposizione è facile intuirlo. Se il nostro è caos, lo preferisco all'ottuso ordine e ai dictat dall’alto dei partiti totalitari. Per la successione a Napoleone? E' ovvio che in questa sede non è a me indovinare quanto gli organi competenti della DC andranno a decidere. Una cosa posso affermare con certezza: tutta la DC consapevole e responsabile ancora una volta democraticamente e compatta farà il proprio dovere.
D. - Sempre secondo l’opinione di alcuni consiglieri dell’opposizione, la DC ha il grave difetto di non illustrare mai i provvedimenti che vengono sottoposti all’esame del Consiglio Comunale per l'approvazione. Può dirci qualcosa in proposito?
R. - Non è esatto, le sedute del nostro Consiglio Comunale, ormai è notorio per tutti, sono le più lunghe che la storia del nostro comune ricordi. Basti pensare che per il solo Biafra si è parlato Cinque ore. Ma a questa domanda voglio rispondere con un'altra: quando “alcuni consiglieri dell’opposizione” la smetteranno di fare discorsi-fiume, il più delle volte fuori argomento, in Consiglio Comunale? Venite ad assistere ai Consigli Comunali e vi accorgerete che sulle sette od otto ore di media di Consiglio Comunale cinque o sei sono occupate dal verbalismo inutile e vuoto di “alcuni consiglieri dell’opposizione” ai quali evidentemente piace sentirsi parlare.
D. - Come si procederà al completamento dell’organico dei vigili urbani? Per pubblico concorso o per chiamata diretta?
R. - Senz’altro ed assolutamente per concorso. A parte le riserve previste dalla legge.
D. - Come intende la DC porre rimedio al fatto che San Marco in Lamis è stato incluso tra i centri della provincia di Foggia per i quali restano ancora in vigore i commi 1.0, 2.0 e 3.0 dell’art. 17 della legge 765, e che quindi non potrà usufruire della agevolazione prevista dall'art. 4 della legge 1.0 giugno 1971, n. 291?
R. - La legge 1.0 giugno ’71 n. 291 all’art. 4 consentiva ai comuni di applicare immediatamente le norme previste dal programma di fabbricazione o dal piano regolatore generale, appena questi strumenti urbanistici fossero stati adottati dai rispettivi consigli comunali e presentati all’autorità competente per l'approvazione. Lo stesso art. 4 della precitata legge al terzo comma dice che di questo beneficio non potranno godere quei comuni inclusi in appositi elenchi approvati dal Ministero dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro per l’Interno, per i quali rimangono in vigore le limitazioni previste dall’art. 17 al 1. comma (un metro cubo e mezzo per ogni metro quadrato di area edificabile), 2. comma (altezza massima tre piani) 3. comma (altezza non superiore alla larghezza della strada) della legge 6 agosto 1967 n. 765. I comuni della provincia di Foggia inclusi in questo elenco sono venti, e tra questi vi è S. Marco in Lamis con tutti i comuni del Gargano. I motivi che hanno spinto il Ministro dei Lavori Pubblici ad includere in questo elenco tutti i comuni del Gargano sono stati di natura paesistica in relazione all’interesse turistico che il Gargano va suscitando in campo nazionale ed internazionale. Il rimedio è nell’impegno che la DC darà per ottenere al più presto l’approvazione del programma di fabbricazione dalla sezione urbanistica di Bari. E su questa strada, posso affermare, siamo a buon punto.
N.d.R.
E' ovvio che non ci aspettavamo una precisa risposta circa una pronta soluzione della crisi amministrativa dalle opposizioni; ma è altrettanto ovvio che tale risposta l’aspettavamo dal capogruppo della maggioranza.
La situazione presente è assai grave. Infatti entro breve tempo dovrebbe essere approvato il bilancio e fino ad ora, che noi si sappia, non ancora si scorge uno spiraglio per la costituzione di una nuova amministrazione.
Ci chiediamo, dunque, perché il capogruppo D. C. non ha prospettato la gravità della situazione e la soluzione che ad essa si vuol dare. Forse che si considera di poco conto l’approvazione del bilancio?
Le precedenti interviste sono state rilasciate alla fine dello scorso agosto, prima della costituzione del PSDI a San Marco in Lamis.