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Utilizzo delle acque reflue a Villasimius Villasimius si trova in una delle zone più siccitose d'Italia. Le risorse idriche sono limitate e, se non si adottano per il loro utilizzo strategie lungimiranti, possono essere un fattore limitante del turismo. Tale attività, infatti, comporta un aumento del consumo di acqua con picchi di utilizzo elevatissimi. Si passa, a Villasimius, da 2.900 abitanti a 50.000 nei periodi estivi. Per contro, è noto che in estate, nelle aree mediterranee, la piovosità è molto bassa. Quindi, aumento nei consumi e diminuzione negli approvvigionamenti da una parte e necessità di smaltimento dopo l'uso dall'altra. Tutto questo induce ad una seria riflessione sull'utilizzo della risorsa primaria, l'acqua. Di questo l'Amministrazione Comunale, in accordo con l'AMP, si è fatta carico e ha realizzato un progetto per il riutilizzo delle acque reflue con conseguente risparmio idrico e riduzione dell'impatto sull'ambiente. Un normale depuratore separa la parte solida, i fanghi, da quella liquida; riduce la carica inquinante chimica e biologica di quest'ultima e le acque, "depurate", sono immesse in corsi d'acqua o convogliate a mare per mezzo di apposite condotte. Mediante un'adatta tecnologia, le acque depurate sono sottoposte a trattamento di filtrazione, ozonizzazione e clorazione. Si ottengono in tal modo acque "rigenerate" che sono utilizzate, per mezzo di una rete realizzata ad hoc, per irrigare il verde ornamentale e i terreni agricoli. Le acque reflue sono immagazzinate in grossi contenitori al fine di evitare scarichi a mare, almeno durante la stagione balneare. Nel 1993 l'Unione Europea finanziò a Villasimius la realizzazione del primo impianto comunale in Italia finalizzato al recupero delle acque depurate per scopi irrigui.
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