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Indice

Polo tecnologico
Le tematiche ambientali sono molteplici e tutte di grande importanza. Ogni aspetto ha la sua rilevanza e si incastra a mosaico in un quadro di riferimento generale caratterizzato dalla complessità. L'AMP di Capo Carbonara, assieme alla Amministrazione Comunale e a molti altri soggetti (Istituzioni, Università, privati), accanto ad alcuni progetti improntati alla ricerca biologica, segue, molto da vicino, alcune questioni con ricaduta immediata, in quanto riguardano le tecnologie che possono essere utilizzate per migliorare l'ambiente. Tutte sono seguite con grande attenzione e lo scopo è la costruzione di un vero e proprio polo tecnologico, in particolare un centro di ricerca scientifica internazionale sulle materie che riguardano il mare.
Tematiche affrontate

  • Messa a punto di un laser (Università di Cagliari) per lo studio delle acque che a Capo Carbonara sono di elevata qualità e costituiscono il "punto di bianco" o, in altri termini, lo zero di riferimento nel calcolare l'inquinamento.
  • Utilizzo delle acque reflue rigenerate.
  • Recupero della Posidonia spiaggiata.
  • Vernici ecologiche per barche ed altro.
  • Studio della catena biologica che interviene nella riproduzione di ricci a mare, in collaborazione con l'AMP Penisola del Sinis.

Utilizzo delle acque reflue a Villasimius
Villasimius si trova in una delle zone più siccitose d'Italia. Le risorse idriche sono limitate e, se non si adottano per il loro utilizzo strategie lungimiranti, possono essere un fattore limitante del turismo. Tale attività, infatti, comporta un aumento del consumo di acqua con picchi di utilizzo elevatissimi. Si passa, a  Villasimius, da 2.900 abitanti a 50.000 nei periodi estivi. Per contro, è noto che in estate, nelle aree mediterranee, la piovosità è molto bassa. Quindi, aumento nei consumi e diminuzione negli approvvigionamenti da una parte e necessità di smaltimento dopo l'uso dall'altra. Tutto questo induce ad una seria riflessione sull'utilizzo della risorsa primaria, l'acqua. Di questo l'Amministrazione Comunale, in accordo con l'AMP, si è fatta carico e ha realizzato un progetto per il riutilizzo delle acque reflue con conseguente risparmio idrico e riduzione dell'impatto sull'ambiente.
Un normale depuratore separa la parte solida, i fanghi, da quella liquida; riduce la carica inquinante chimica e biologica di quest'ultima e le acque, "depurate", sono immesse in corsi d'acqua o convogliate a mare per mezzo di apposite condotte. Mediante un'adatta tecnologia, le acque depurate sono sottoposte a trattamento di filtrazione, ozonizzazione e clorazione. Si ottengono in tal modo acque "rigenerate" che sono utilizzate, per mezzo di una rete realizzata ad hoc, per irrigare il verde ornamentale e i terreni agricoli.
Le acque reflue sono immagazzinate in grossi contenitori al fine di evitare scarichi a mare, almeno durante la stagione balneare.
Nel 1993 l'Unione Europea finanziò a Villasimius la realizzazione del primo impianto comunale in Italia finalizzato al recupero delle acque depurate per scopi irrigui.

Utilizzo della posidonia oceanica spiaggiata
Le foglie di Posidonia, in seguito a mareggiate, sono depositate sulle spiagge sotto forma di ammassi, talora alti anche un metro, detti "banchetti", oppure sotto forma di palle, dette "egagrofili", di dimensioni diverse, rese di questa forma dal moto ondoso.
La Posidonia oceanica (Posidonia oceanica (L.) Delile) è una pianta superiore e non un'alga. Appartiene alla Famiglia delle Posidoniacee, Classe Monocotiledoni; è endemica del Mediterraneo, ha foglie nastriformi verdi della lunghezza di un metro e oltre, e forma delle estese praterie sul suolo sottomarino sino alla profondità di 30-40 metri. Limita l'attività erosiva delle correnti marine ed ospita una miriade di specie, animali e vegetali, contribuendo alla ricchezza della biodiversità del mare. La presenza di Posidonia è un indice positivo della qualità delle acque perché essa cresce dove l'inquinamento è basso.
Tuttavia, la sua presenza sulle spiagge rappresenta un fastidio per i bagnanti. Dato che la massa organica costituita dai banchetti è ingente, si sta studiando la possibilità di un suo utilizzo. C'è un progetto del politecnico di Milano e della Università di Cagliari (Facoltà di geologia e di ingegneria meccanica) che si occupa di questo.
Le fasi di utilizzo della Posidonia spiaggiata allo studio sono le seguenti: lavaggio per asportare sale e sabbia, asciugatura, triturazione, mescola con i fanghi di depurazione delle acque nere, produzione di compost e bricket, cioè mattonelle da utilizzare come combustibile.

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