https://www.ordinidinasticicasasavoia.it/ordini-dinastici/
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nasce ufficialmente con le Bolle Pontificie “Christiani Populi” e “Pro Commissa Nobis” firmate da Papa Gregorio XIII rispettivamente il 16 settembre ed il 13 novembre 1572, con le quali si poneva l’Ordine Militare Religioso di San Maurizio sotto la Regola di San Benedetto della Congregazione Cistercense prima e di quella di Sant’Agostino poi e fondendolo de jure con l’Ordine Ospitaliero Gerosolimitano di San Lazzaro, uno dei quattro più antichi Ordini Crociati (gli altri erano quelli dei Cavalieri di San Giovanni, i Templari ed i Cavalieri Teutonici) risalente alle prime Crociate in Terrasanta e per qualche tempo con giurisdizione anche sui Cavalieri di San Giovanni (attuale Sovrano Militare Ordine di Malta). Per l’effetto, i due Ordini originari riunivano insieme finalità e patrimoni integrandosi reciprocamente. In quella stessa occasione venne concessa la nuova insegna della Milizia, con l’utilizzo della croce verde dei Cavalieri di San Lazzaro e della croce bianca dell’Ordine di San Maurizio, fondato nel 1434 dal Duca Amedeo VIII di Savoia, vedovo, ritiratosi con alcuni gentiluomini disposti a vivere con lui in forma monastica nell’eremo di Ripaille, presso Thonon ed il lago di Ginevra.
Il Gran Magistero dell’Ordine venne affidato al Duca di Savoia Emanuele Filiberto, in forma trasmissibile ai suoi discendenti in perpetuo, con l’obbligo di mantenere in quei tempi due galee a difesa della Santa Sede e di versare un “donativo” annuo di 15 mila scudi. Tra gli scopi dell’Ordine vi erano l’esercizio dell’accoglienza ospedaliera, la liberazione dei mari dai pirati, la lotta contro gli infedeli (ossia i musulmani) e l’opposizione ai calvinisti e luterani.
I Cavalieri di San Maurizio avevano peraltro già innalzato le loro insegne nel 1571, coprendosi di gloria nella battaglia di Lepanto, sotto il comando del Grande Ammiraglio dell’Ordine, Conte Andrea Provana di Leinì, e pochi anni dopo (1583) lo stesso ammiraglio sconfiggeva una flotta barbaresca al largo delle isole Hyères.
L’ammissione all’Ordine (“Sacra Religione, ed Ordine Militare de’ Santi Maurizio e Lazzaro”) - riservato a persone di comprovato rango aristocratico - era regolato da disposizioni estremamente severe che ponevano l’accento sull’impeccabilità del comportamento morale dei Cavalieri, idealmente paragonabili a degli asceti guerrieri. “Savoye bonnes nouvelles”, era questo il motto col quale l’Araldo dell’Ordine annunciava con gioia l’ammissione al nuovo candidato ricevuto.
I Cavalieri del Supremo Ordine della Santissima Annunziata erano invece esentati dal dover presentare prove nobiliari ed altre documentazioni, rivestendo tutti, di diritto, la Gran Croce, massimo grado dell’Ordine.
La storia militare dell’Ordine continuò per i secoli successivi, sino a raggiungere l’apogeo di opulenza e prestigio verso la metà del XVIII secolo, anche in concomitanza con la sua espansione in Sardegna. Dopo la tempesta rivoluzionaria e napoleonica, tuttavia, il grande mutamento della società e le nuove condizioni politiche ed economiche resero palese la necessità di una profonda riforma, che fu avviata con grande coraggio, e nonostante forti opposizioni, dal nuovo Re Carlo Alberto, che con sue Regie Magistrali Patenti del 9 dicembre 1831 ne modificò radicalmente gli Statuti ed i regolamenti per meglio adattarli ai nuovi tempi. Per esempio, fu abolita la desueta distinzione tra i decorati in virtù della sola nobiltà e quelli ricevuti per meriti particolarmente eminenti.
Re Carlo Alberto, il 19 luglio 1839, firmava un R. Decreto col quale istituiva una nuova prestigiosa ricompensa per il Regio Esercito, la Medaglia d’Oro Mauriziana, che nasceva così per premiare dieci lustri con eccellente condotta nelle Regie Armate, riservata ai soli ufficiali decorati dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1924 tale riserva fu abolita da S.M. Re Vittorio Emanuele III che non volle più limitare la concessione della Medaglia ai soli Cavalieri dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ma estenderla a tutti gli Ufficiali meritevoli delle Forze Armate.
Le riforme di Re Carlo Alberto non furono che un preludio al radicale rinnovamento dell’Ordine operata dal figlio, Re Vittorio Emanuele II, nel 1851. Con Regie Magistrali Patenti del 16 marzo 1851, infatti, l’Ordine perse il suo carattere militare religioso, trasformandosi sostanzialmente in un Ordine di merito. L’ulteriore riconferma della soppressione della classe dei Cavalieri di Giustizia con prove di nobiltà già deliberata il 4 settembre 1849 gli tolse il carattere esclusivamente aristocratico che aveva mantenuto sino ad allora, rendendolo accessibile - sia pure sempre con la tradizionale parsimonia – ad ogni ceto di cittadini, purché eminenti per virtù civili e militari, per importanti servizi prestati allo Stato, per meriti scientifici, letterari ed artistici, o per atti di alta beneficenza.
Con minime variazioni al suo particolare complesso di ordinamenti, l’Ordine continuò la propria fondamentale missione ospedaliera, culturale (vennero edificate anche altre scuole elementari ed asili), spirituale ed agricola sino al referendum istituzionale del 1946.
Con la caduta della Monarchia, la repubblica trasformò l’antico e glorioso Ordine in Ente ospedaliero, destinato dopo alcuni decenni a fine ingloriosa per mala amministrazione, e sostituito da una Fondazione preposta alla salvaguardia dell’ingentissimo patrimonio architettonico e artistico già appartenuto all’Ordine.
Per fortuna, l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, data la sua natura dinastica, appartenente jure sanguinis ad una Casa Sovrana (riconosciuta internazionalmente come tale già col Trattato di Utrecht nel 1713) conserva invece intatta la sua validità indipendentemente da ogni rivolgimento politico. E infatti, il 30 settembre 1973 il XVI Generale Gran Maestro S.M. Re Umberto II volle presiedere ufficialmente ad una solenne celebrazione nell’Abbazia di Saint Maurice d’Agaune, in Svizzera, per il quadricentenario della fondazione dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Sulla base della chiara trasmissibilità ereditaria del Gran Magistero dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, contenuta appunto nella Bolla di Papa Gregorio XIII, suo figlio, S.A.R. il Principe Reale Vittorio Emanuele, Duca di Savoia, Principe di Napoli e Capo della Reale Casa di Savoia, è l’attuale XVII Gran Maestro nonché Capo Sovrano dell’Ordine ed in forza di tali prerogative ha dettato nuovi Statuti dell’Ordine, aprendolo finalmente anche alle Dame.
Oggi l’Ordine continua a ricevere i membri della nobiltà Italiana ed Europea, aperto anche a quanti si siano particolarmente distinti nel mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dell’industria e degli affari, purché condividano le finalità umanitarie e filantropiche proprie dell’Ordine.
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conta oggi circa quattromila membri, tra Cavalieri e Dame, distribuiti in 33 Paesi ove è presente con qualificate Delegazioni regionali e nazionali guidate da S.E. il Gran Cancelliere Cav. Gr. Cr. Nob. Dr. Johannes Niederhauser e con le Opere Ospedaliere presiedute da S.A.R. la Principessa di Napoli.
Normalmente vengono tenute due cerimonie ufficiali annuali, alle quali tutti gli Insigniti vengono invitati a partecipare; la prima cerimonia viene celebrata in Francia, nell’Abbazia di Altacomba (Aix Les Bains) per commemorare i Principi defunti di Casa Savoia mentre la seconda consiste nella convocazione e riunione del Capitolo (Consiglio) Generale dell’Ordine e viene tenuta in Svizzera, solitamente nell’Abbazia di San Maurizio d’Agauno nei pressi di Martigny.
Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro
powered by social2s