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Qualesammarco, Nr. 0 del Maggio 2008
Il rischio idrogeologico
Le opportunità offerte dai Por 2000/2006
di Mariano Lorenzo Starace

Da Qualesammarco del Maggio 2008 Pag. 11
Da Qualesammarco del Maggio 2008 Pag. 11
Il rischio idrogeologico è, tra quelli naturali, il più ricorrente, capillarmente diffuso è forse più grave motivo di distruzione del Bel Paese, poiché è in grado di causare sul territorio un’azione devastante a largo raggio e protratto nel tempo, a maggior ragione se quest’ultimo risulta fortemente antropizzato.
Il ripetuto e diffuso manifestarsi di eventi “catastrofici” se da una parte può essere imputato a fattori naturali, dall’altro va ricercato nei lunghi anni di disattenzione nei confronti dei delicati equilibri idrogeologici dei suoli italiani.
Allo stesso modo non può più essere taciuto come stiano assumendo un peso sempre più rilevante, quelle cause di origine antropica legate ai mutamenti climatici (effetto serra etc.) e ad un uso ancora più improprio e miope del territorio (cementificazione degli argini, sviluppo urbanistico caotico etc.).
Piccole frane e smottamenti, eventi del tutto naturali, assumono sovente carattere rovinoso in concomitanza con il verificarsi di eventi meteorologici estremi. Tali eventi accelerano l’erosione dei pendii, provocano frane, trasportano notevoli quantità di materiale solido danneggiando, sovente in modo irrimediabile, centri abitati, aree coltivabili, infrastrutture di ogni sorta.
Il rischio per molti centri urbani è andato crescendo soprattutto negli ultimi decenni, come esito di una veloce fase di inurbamento, di una forte crescita degli abitati, cosicché gran parte dell’espansione urbana e periurbana è stata attuata senza porre la necessaria attenzione ai caratteri del territorio e dell’ambiente nella loro complessità e specificità, non sono pochi gli interventi (infrastrutture, attività produttive), realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico anche elevato e, gli stessi interventi riparatori, si sono spesso caratterizzati per l’assenza di una seria e coordinata politica di programmazione.
Proprio questa mancanza di “cultura del territorio”, che in passato ha occultato i reali costi sociali, sta oggi dando vita a quella “cultura dell’emergenza” che, analogamente, produce elevatissimi oneri che tendono a ricadere sull’intera collettività.
E’ in questo senso necessaria una rapida inversione di tendenza e una decisa azione volta a ridurre il rischio (soprattutto nelle aree dove sono presenti insediamenti abitativi) nonché a realizzare quegli interventi organici di protezione e riassetto del territorio, senza i quali sarebbero fortemente limitate le possibilità di sviluppo economico e sociale del territorio oggi ad alto rischio.
Il Quadro Comunitario di Sostegno, Obiettivo 1 2000-2006 disegna per il Mezzogiorno d’Italia una nuova strategia di intervento, individuando nel P.O.R, (Programma Operativo Regionale) lo strumento ideale con il quale intervenire e incidere sulle situazioni di rischio, mediante un’apposita strategia di intervento.
Articolati per aree di intervento (assi prioritari) i P.O.R, partono dall’analisi della situazione attuale, individuano gli obiettivi globali e formulano proposte di intervento che puntano a obiettivi comuni capaci di esercitare un impatto significativo sulle realtà socio-economiche.
S. Marco in Lamis è una città il cui rischio idraulico è estremamente elevato; la messa in sicurezza di ampie zone dell’abitato è un imperativo che non può essere più ignorato, si pensi solamente alle zone dello Starale e ad alcune aree tendenzialmente depresse (Via Lungo Jana) o comunque non sufficientemente sicure rispetto ad eventi anche solo appena eccezionali.
L’alluvione del 1982 potrebbe ripetersi ai nostri giorni in tutta la sua potenza devastatrice, considerato altresì che siamo entrati statisticamente in quel lasso di tempo, denominato “tempo di ritorno”, che ci rende nuovamente esposti ad eventi di analoga intensità.
Accrescere la sicurezza attraverso la previsione e prevenzione degli eventi calamitosi nelle aree soggette a rischio idrogeologico elevato e incombente, provvedere con interventi di conservazione dei suoli soggetti ad erosione e al rischio idraulico, recuperare la funzionalità dei sistemi naturali a scopo di manutenzione del territorio e di mantenimento di attività tradizionali, sono solo alcune delle possibilità che i P.O.R. ci offrono, sta a noi capire la portata di questa opportunità e agire di conseguenza.