Vai in Nord-Sud, sotto-sezione di Download ed in Giuseppe Prezzolini.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Scarica!
Toggle Bar

Da Qualesammarco, Nr. 1 di Febbraio 1994
Frammenti di vita locale
tra rigurgiti sanfedistici e velleitarismi badiali
di Tommaso Nardella

Da Qualesammarco del Febbraio 1994 p. 6: Angelo Ciavarella
Da Qualesammarco del Febbraio 1994 p. 6: Angelo Ciavarella
Il fatto di essere stato politicamente censurato da un “affollato” sinedrio casareccio, presieduto dal prof. Di Carlo, non mi sconcerta punto perché non riuscirà mai a creare imbarazzo o disagio in chi ha sentito il bisogno di manifestarmi, all’epoca dell’iniqua allusione, attestazioni di stima.
Accanto all’ossimorico “santone anticlericale”, mi si dà pure del “baciapile” dal “cattolico praticante”.
Dal Beni al Puoti, dal Tommaseo al Premoli, dal Petrocchi al Ballesio, dallo Zingarelli al Battaglia, non c’è barba di lessicologo che dubiti sul significato di baciapile: “Chi ostenta un’eccessiva devozione religiosa. Bacchettone, bigotto. Persona apparentemente devota”.
Ancora una volta il bue chiama cornuto l’asino.
Sulla “stampella filomarxista” non spreco nemmeno un soldo bucato. E’ una bufala di cosmica dimensione.
E poi, che liberale sarei se anteponessi alla stima degli uomini la diversità ideologica? Come potrei cancellare dalla mente e dal cuore i volti di fraterni amici, civilissimi assertori, ieri e oggi, di idealità politiche antitetiche alle mie?
A proposito di liberali, perché mi rimprovera di esserne stato il “mallevadore”?
La risposta la si può di leggieri ottenere dall’ascolto di una cassetta in cui è registrato un incontro-dibattito dell’attuale segretario sezionale del MSI con due giovani medici ai quali il generoso dispensatore di epiteti ricordò la mia presa di distanza dal gruppo liberale in quanto non ne accettavo la condotta politico-amministrativa. Cose, del resto, arcinote.
Ma ciò per cui avevo profonda mortifica è la rozzezza terminologica di un riciclato slogan (“utile idiota”) adoperato nei confronti di Paolo Brezzi, uno dei più insigni storici del Cristianesimo, sol perché eletto senatore nelle fila della sinistra indipendente.
Come riesca poi a conciliare, esaltandosi, il suo sanfedismo con i definitivi giudizi storici di Gioacchino Volpe sul lazzaronismo borbonico e sull’integralismo clericale resta un mistero che il prof. Di Carlo potrà svelare prossimamente ai titolari del sinedifio. ai quali dovrebbe anche chiarire la sua predilezione per Panfilo Gentile che vanamente ha posto a base della sua speculazione filosofica, in pagine di straordinaria fattura letteraria, la “perenne vitalità del pensiero liberale”.
Che dire della mussoliniana risposa a Croce?
E’ priva di fondamento in quanto i due non si incontrarono mai.
Anzi, per dirla tutta, l’uomo della Provvidenza, come il prof. Di Carlo (che mi perdoni l’accostamento), prolifico redattore di tazebao, non aveva dimestichezza con gli scritti crociani dei quali tentò, in varie occasioni, di ostacolarne la diffusione nel mondo, ponendo a custodia di Palazzo Filomarino agenti di pubblica sicurezza in borghese che avvertivano il vergognoso peso del ducesco provvedimento.
Semplicemente delatoria l’azione di riferire la mia opinione su taluni personaggi della Città ai cittadini. Se non ne avvertissi il lezzo mi verrebbe la voglia di pagarlo con la sua stessa moneta, tanto più che si tratta di valutazioni espresse nei confronti di amici di cordata.
E ancora, tanto per gradire, mi snocciola una sfilza di autori cadendo, a sua volta, nella medesima “spocchia professorale e cattedratica” di cui mi fa carico. V’è però in merito una piccola differenza: sui testi citati io sono cresciuto e ciò, pur nella vigile consapevolezza dei limiti, è ben documentato.
Se dal 1965 ad oggi avesse dato uno sguardo alla serie dei volumi raccolti nella Collana di Cultura Napoletana diretta da Nino Cortese, nella Biblioteca dei Cahiers internationaux d’histoire économique et sociale diretta Domenico Demarco, nella Collana di testi e documenti per la storia di Capitanata diretta da Antonio Vitulli o sfogliato i numeri dell’Archivio Storico per le Province Napoletane diretto da Giuseppe Galasso, quelli dell’Archivio Storico Pugliese diretto da Francesco Maria De Robertis, quelli degli Studi Storici Meridionali diretti da Tommaso Pedio ecc., si sarebbe accorto che i contributi su Borbonici e Briganti sono solo parte di una produzione mirante a ricostruzioni di ben più ampio respiro storiografico.
Ciò nonostante, a parere del prof. Di Carlo, non comprendo la realtà effettuale del mio tempo cui per fortuna fa da contrappeso la lungimiranza dello stesso la cui tonitruante voce di incallito “fascista” raggiunge le orecchie dell’on. Fini in pellegrinaggio alle Fosse Ardeatine.
Il resto è farneticamento allo stato tribale che consente a qualsiasi coso a due gambe di sottoscrivere allusivi riferimenti anche sulla mia salute mentale con la notifica, quanto prima, agli Istituti di ricerca storica, presso i quali lavoro, di neurologiche cartelle cliniche.
Non credo che, stando così le cose, il furore sanfedistico, ammantato da accattivante bonomia di facciata, potrà mai mutarsi in altrettale “dura ma costruttiva” opposizione badiale se a tutt’oggi non v’è traccia di significativi interventi sui grandi temi amministrativi come quelli che spaziano dall’approvazione del piano regolatore al risanamento del bilancio municipale. Restano solo i bla-bla manifestaioli grondanti moralistici precetti come quelli che, anni or sono, patriotticamente sventolava dalla funerea bigoncia missina Ernesto De Marzio.
E’ finito con il suo faccione da boxeur tra le pagine fuori testo dell’eretico Borghese per lo scandalo nazionale dell’INGIC.
Che senso ha salire in cattedra e impartire lezioni di onestà a De Lorenzo e Pomicino, legittimi eredi del prelodato “onorevole”, per l’elezione del quale si sono spellate le mani dell’indigeno fustigatore e di quanti non hanno più memoria?
Insomma un responsabile politico che si reca a Rignano per tentare di stipulare un’alleanza di carattere amministrativo con ex Comunisti e che subito dopo il diniego dei compagni, non esita a salire sul carro democristiano su cui ha rovesciato montagne di spazzatura, a quale umana tipologia appartiene?
Si tratta sicuramente di un uomo ad alto rischio con il quale, per anni, ho mantenuto rapporti di amicizia.
Mi vengono i brividi al solo pensarci.
Così vanno le cose di questo borgo entro cui il vivere quotidiano non è agevole per chi ha rigore di  principi e ripulsa per politicastri di ogni colore i cui adiposi scolaticci clericali di conformistico adeguamento ambientale condizionano la crescita civile di una comunità che pur meriterebbe diverso destino.
E lo scotto da pagare è alto se pur mi affranca dall’ambiguità di rapporti umani che è civiltà, grazie  a Dio, incenerire senza tentennamenti di sorta.
In merito a quanto ho scritto in un articolo apparso su Qualesammarco nel mese di luglio scorso.
devo rendere noto che le “allusioni” televisive fatte dal prof. Bernardino Tardio su “chi voleva strumentalizzare il MSI” non si riferivano alla mia persona. Lo ringrazio per avermi liberato da un fastidioso grumo morale.