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Da Qualesammarco, Nr. 1 di Febbraio 1994
Un referendum cittadino sul Parco Nazionale del Gargano è inutile e dannoso
di Giuseppe Soccio
Un comitato cittadino, come è noto, sta raccogliendo le firme per promuovere un referendum cittadino sulla perimetrazione del Parco Nazionale del Gargano.
Innanzitutto, tale comitato, per essere maggiormente credibile, farebbe bene a prendere le distanze da personaggi che dietro le polemiche sul Parco celano interessi speculativi e non molto limpidi e la cui faccia di bronzo non manca di presentarsi in pubblici dibattiti per sputare nel piatto nel quale si sono abbuffati con varianti e variantine che hanno determinato nascita e morte di amministrazioni, sempre vituperate ed additate come il male onnipresente, anche quando a reggerle erano, e potrebbero ancora essere, proprio questi personaggi o qualche loro fratello o qualche compagno in affari.
Con questo sfogo e con questo richiamo alla vigilanza contro le strumentalizzazioni, non si vuole però demonizzare chi, in buona fede, vede nell’inclusione del Centro abitato del nostro Comune nella perimetrazione del Parco un reale pericolo di blocco delle attività edilizie o, quantomeno, l’aggiunta di altre pastoie burocratiche, che esasperano e scoraggiano ogni intrapresa.
Fatte queste premesse, senza entrare nel merito delle diverse posizioni, vorrei solo ribadire, come già fatto in altre sedi, che il referendum in parola e inutile e dannoso.
Infatti, il nostro Statuto Comunale - art. 56 - cosi recita: “I referendum sono indetti dal Sindaco e si tengono il primo giorno festivo del mese di ottobre”. L’art. 57, poi, prevede un regolamento, attualmente inesistente, per le modalità della consultazione referendaria.
Inoltre, le norme attuali sul Parco prevedono che gli strumenti urbanistici generali devono comunque essere vagliati dall’Ente-Parco, o come si chiameranno i suoi organismi. Ora, poiché comunque il nostro Comune dovrà dotarsi di Piano Regolatore Generale, quest’ultimo sarà comunque sottoposto al vaglio delle sue compatibilità con il Parco, tanto se vi è incluso tutto il territorio quanto se non vi è incluso a pieno titolo il Centro edificato.
Perciò, a mio modesto avviso, anziché spendere energie per preparare un referendum che sarà tardivo e senza conseguenze pratiche, sarebbe bene spingere per dotare il nostro Comune di strumenti di reale sviluppo economico (in ogni caso, l’edilizia non può continuare ad essere ritenuta l’unico settore di sviluppo, anche perché spesso ha agito in senso contrario) e civile, pretendendo efficienza degli apparati burocratici e l’attività degli organi politici per snellire le pratiche di concessione edilizia e di approvazione dei diversi piani.
Nessuna azione, quindi, di terrorismo psicologico per scoraggiare a firmare e nessun consenso per chi ostacola la raccolta delle firme pretestuosamente, ma un semplice richiamo al buon senso e alla riflessione.