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Da Qualesammarco, Nr. 1 di Febbraio 1994
Ospedale
E’ legittimo ed utile conferire incarichi di alta responsabilità senza concorso?
Dopo aver consentito, illegittimamente e per anni, che vi fosse, a livello dirigenziale, un cumulo scandaloso di incarichi, che tra l’altro non ha sortito nemmeno l’effetto di una maggiore ed efficiente funzione decisionale, l’amministratore straordinario, nel solco della “migliore” tradizione clientelare, continua, nella nostra USL e nel nostro ospedale, a conferire tali incarichi senza concorso, ma per soli titoli ed a tempo determinato.
Ci riferiamo essenzialmente alle deliberazioni n. 463 e 561 del ’93, che riguardano l’attribuzione del posto di Capo Servizio Gestione Presidi Ospedalieri e Ambulatoriali Polispecialistici. Tale posto, secondo quanto avviene di regola in tutta l’amministrazione pubblica, essendo oramai previsto in pianta organica, dovrebbe essere messo a concorso pubblico (e sappiamo benissimo che un concorso può essere anche per soli titoli, ma non riteniamo che nel caso di specie si possa ricorrere a tale forma, anche perché un concorso non può attribuire un posto in organico per un tempo limitato).
Ma, al di la della legittimità, ci sono da fare anche valutazioni di opportunità.
A nostro modesto avviso, visti anche gli esiti di “produttività” che rischiano di far chiudere reparti, se non l’intero ospedale, è veramente giunto il momento che la cosiddetta “managerialità” diventi una reale caratteristica della gestione della sanità. E, manager non ci si improvvisa e, soprattutto, tale qualità deve essere provata, in un pubblico concorso appunto, ed in concorrenza con altri, che potrebbero avere maggiori titoli e capacità.
Da tanto discenderebbe anche una maggiore autorevolezza, morale e professionale, da parte di chi ricopre posti così delicati, che sottrarrebbe ospedale e salute dei cittadini al mercato delle vacche, apertosi con le ristrutturazioni di USL ed ospedali; perché è chiaro che certe operazioni, al di là della facciata, mirano a configurare semplicemente futuri posti di partenza privilegiati nel rimescolamento che bene o male ci sarà.