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Da Qualesammarco, n. 4 del 1992
Parco Celano
Capricci e concrete possibilità di sviluppo economico
In data 23 settembre 1991 il Consiglio Comunale ha approvato (del. n. 122) il “progetto di un complesso per la valorizzazione turistica ed ambientale del territorio comunale Parco Celano“. Tale progetto doveva, non si sa se può ancora, permettere al Comune di San Marco in Lamis di entrare a godere dei finanziamenti previsti dalla famosa legge 64. In quella seduta la maggioranza DC PSDI PLI non ritenne di accordare un rinvio alle minoranze e, sia pure alle condizioni espresse dall'UTC, si varò l’iniziativa. Il progetto finora costa 40 milioni (anche se la somma, pur prevista in bilancio, non si sa perché non sia stata riscossa) con la riserva ad un compenso molto più elevato in caso di realizzazione. I progettisti sono gli stessi che hanno redatto un analogo progetto per il comune di Faeto e, a detta del consigliere Grana, non è stato possibile incaricare tecnici sammarchesi, perché questi non avrebbero “accettato di redigere il progetto senza compenso”.
Ma, tutto questo è acqua passata: il progetto è stato approvato, Cirino Pomicino è stato a S. Marco ed ha assicurato il suo interessamento e, pertanto, si è sperato in qualcosa che, comunque, facesse decollare Borgo Celano. Nel corso di una seduta del Consiglio Comunale, però, sempre il consigliere Grana affermava di non provare più alcun interesse a caldeggiare l’iniziativa per le solite (oramai) malelingue che scorgono fini personali ovunque e comunque.
Ora, il consigliere Grana, se poteva fare qualcosa per il finanziamento dell'opera e non l`ha fatto, può anche nutrire giusti risentimenti nei confronti di chi lo ha fatto oggetto di insinuazioni, ma dovrà convenire che non è con i risentimenti che si amministra e che, nella vita pubblica, la miglior risposta, alle inevitabili denigrazioni avversarie, è la concretezza delle realizzazioni.
Armato di questi convincimenti, ho voluto accertarmi di come stavano le cose ed ho rivolto, in data 28 settembre 1992, una interrogazione al Sindaco per sapere se, comunque, il progetto era operante soprattutto nei suoi effetti di variante al P. di F., dal momento che, come sopra si accennava, l’UTC aveva espresso delle riserve subordinate alla richiesta di pareri prescritti dalle leggi.
Questa la risposta, che non è altro che la testuale relazione in merito al Sindaco da parte del dirigente dell'Ufficio Tecnico: “I prescritti pareri (sismico-idrogeologico-forestale-usi civici), allo stato, non ancora sono stati richiesti, in quanto a) – per il parere sismico (1. n. 64/74, art.13) necessita relazione geotecnica-geomorfologica – b) - per il parere idrogeologico-forestale necessitano ulteriori elaborati tecnici - c) - per il parere relativo agli Usi Civici necessita tipi di frazionamento per l’esatta individuazione, in termine di superfici, dei suoli da sdemanializzare e/o da mutare di destinazione d’uso e per alienazione. Lo scrivente (ing. Capo UTC) già nel proprio parere espresso in data 7 agosto 1991 si era riservato di esprimere parere non appena il progetto fosse stato corredato da tutti gli elaborati grafici progettuali previsti dall’art. 41 della L.R. n.27/85.
Quanto affermato ora dall’ing. capo dell’UTC era stato affacciato dai consiglieri dell’opposizione e non inzuppiamoci dentro alcuna propaganda: però, possiamo chiedere, ora, di perfezionare il progetto con questi benedetti pareri e cercare di utilizzarlo in qualche modo (legge 64 o altro)?
E, giacché ci siamo: perché non si dà una mano concreta, e non a chiacchiere, al sig. Paolo Di Giovanni per superare gli estenuanti intoppi burocratici che si frappongono alla realizzazione del suo progetto di ricezione turistica? Adottiamo, a tale proposito, un voto unitario in seno al Consiglio Comunale e poi rechiamoci dove è necessario per impedire che una delle poche e coraggiose iniziative imprenditoriali sia vanificata.