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Da Qualesammarco n. 2 del 1992
Un paese di imbecilli?

Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Teleradioerre trasmette una rubrica, intitolata L'opinione e condotta dal prof. Sebastiano Contessa, che, tra gli altri, ha ospitato l’ex sindaco Angelo Cera.
Queste alcune perle dell'edificante colloquio: per i debiti fuori bilancio, con conseguenti pignoramenti di beni comunali, il sig. Cera ha continuato nelle solite insinuazioni e nei messaggi mafiosetti; riguardo alle sue dimissioni da sindaco, ha invitato i liberali a guardare al proprio interno e smascherare consiglieri che non si sono presentati alle scadenze fatidiche, perché - la citazione nel senso è fedelissima - interessati a salvaguardare la posizione di impiegati che per nove mesi erano statali e per tre mesi comunali (ed è chiaro il riferimento all’ex assessore Placentino, la cui moglie si trova nella situazione di insegnante di doposcuola); sempre per le dimissioni, dopo aver ribadito di essere membro di vertici provinciali della D.C. e stimolato dal prof. Contessa che si è definito anch’egli vittima del pachiderma bianco (la D.C.), ha accusato il Noè di San Marco (che abbiamo inteso essere l’avv. Centola) di aver perduto i denti e, pertanto, deve rassegnarsi a non poter più “azzannare”, mentre molti amici gli hanno fatto lo sgambetto perché egli ha convogliato i voti su un barese (perché poi?) e non su un foggiano alle ultime elezioni politiche; infine la rivendicazione di aver dato solo sette milioni per la festa di S. Matteo dello scorso anno (e lasciamo correre altre amenità come i fondi perduti per la manutenzione delle scuole, i socialisti e le loro ultime prese di posizione, ecc.).
In uffici e negozi, spesso, per invitare il pubblico a non dire corbellerie, si vedono dei cartigli che raccomandano di accertarsi, prima di aprire bocca, che quest'ultima sia collegata al cervello.
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Ora, a parte facili battute, quanto si va dicendo in quella trasmissione allarma per il senso di vuoto intellettuale che comunica e per la mancata reazione da parte di una cittadina che, nella sua generalità, non meriterebbe simili affronti. E, veniamo nel merito del florilegio prima riportato.
Debiti fuori bilancio. All’ex sindaco è stato spiegato in tutte le salse che una legge della Repubblica Italiana ha stabilito che le spese che non hanno trovato copertura finanziaria, entro certi limiti e a certe condizioni, potevano (purtroppo per lui, e per la cittadinanza, ora forse non si può più) essere liquidate se l'Ente le avesse riconosciute entro il 15/7/91, cosa che è sta fatta (male, ma è stata fatta). Ora, di tali spese si è parlato in abbondanza ed esistono deliberazioni, approvate anche da lui e dal suo partito, ben precise, che la prossima volta l’ex sindaco farebbe bene a portare in televisione per dire dove sono le illegalità, che cosa. secondo lui, bisogna pagare e che cosa no e, se è una persona seria, deve avere il coraggio di denunciare a chi di competenza eventuali irregolarità perché i responsabili rispondano dei loro atti: diversamente si sarà comportato da buffoncello e otterrà lo stesso risultato di quando ha fatto perdere, tra l'altro, 450 milioni per il canalone con stupide insinuazioni (a parte tutti gli altri risvolti della vicenda). E, al canalone si lega anche il pignoramento dei beni da parte della Ditta Florio, e non ci vuole molta perspicacia per capirlo, anche se le somme in questione riguardano essenzialmente la manutenzione dell’impianto di sollevamento a Borgo Celano e del depuratore del mattatoio. In pratica, quei soldi sono serviti per assicurare il funzionamento delle fognature e l’igiene del mattatoio, che sono ben altra cosa dai mortaretti e dai trasferimenti in ufficio di parenti assunti per vigilare sulla pulizia delle strade.
Ma, per quello che maggiormente fa specie è che, nel caso specifico, il primo riconoscimento di quelle spese è stato fatto anche dal democristiano Antonio Vigilante e dal prof. Contessa, all’epoca assessore e democristiano, animatore della trasmissione: così, nel mentre si sparlava della balena bianca, si offriva un bell'esempio di come si può essere pescecani e sbranarsi a vicenda: un ex sindaco (ancora dirigente provinciale della D.C.) e un sedicente pentito della D. C., che non manca di essere scortese se una signora, in un’altra puntata della trasmissione, gli fa notare che non è il caso di servirsi di argomenti (religiosi) troppo seri per scopi di meschino esibizionismo e che, per poter parlare di speculazione edilizia, bisogna aver fornito esempi in direzione opposta.
Tutto ciò non è, prima di tutto, una offesa alla intelligenza?
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
E non è ancor più offensivo dell’intelligenza e provocatorio oltre ogni limite per la sopportazione umana quel Noè dato all’avv. Centola che, privato della dentatura, non potrà più azzannare niente? Per chi scrive, il pensiero è corso subito al momento della formazione dell’amministrazione Cera. Evidentemente, in quella occasione, i patti, poi venuti meno, erano stati pressappoco questi: dal momento che dobbiamo far quadrare i conti anche con le pretese di San Giovanni Rotondo (cittadini, fate uno sforzo di memoria!), accontentiamo il gruppo di potere socialdemocratico e democristiano del vicino comune con l’affare della metanizzazione in cambio di ben due posti di garanti della U.S.L., che come ben si sa sono ricoperti dal Centola e da Costantino Grana.
Un capolavoro: nel mentre si scioglievano i comitati di gestione delle U.S.L. per gli abusi di lottizzazione politica, il nostro comune brillava con l'indicazione al commissario straordinario di due garanti che, diciamo così, fanno i politici di mestiere e che stanno sguazzando a piacimento nei concorsi (che stranamente non si concludono e su cui chi di dovere dovrebbe far chiarezza, come quello per infermieri che effettivamente mancano, mentre stuoli di ex portantini si dividono le mattonelle da pulire), nelle promozioni, nella distribuzione di compartecipazioni (ci sono sanitari che percepiscono settanta milioni annui, oltre lo stipendio), nei trasferimenti ed ora anche nella ammissione ai corsi professionali, oltre che nell’accontentare qualche ex ministro con qualche assunzione.
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Da Qualesammarco n. 3 del 1992
Quindi, non solo ciò che si dice offende l’intelligenza, ma anche ciò che si fa all’ombra degli imbecilli e della pigrizia mentale dovrebbe sollecitare riflessioni da parte dei sammarchesi, che, sempre per stare alle dotte argomentazioni dell'ex sindaco, si sentono dire che le colpe di quest’ultimo (quelle che hanno decretato la fine della sua carriera di primo cittadino) sono semplicemente quelle di aver fatto votare per Lattanzio (oltre che per Grana al Senato). È incredibile! E, dobbiamo ascoltare tutto ciò in televisione.
A questo punto, c'è bisogno di una fantasia veramente fertile per qualificare le discettazioni sulle mogli degli assessori liberali (che non si ha il coraggio di nominare, dopo averli ricoperti di fango sul piano personale) o sul comitato-festa di S. Matteo. In altri termini, abbiamo appreso che l’amministrazione Cera è caduta, oltre che per gli interessi edilizi di un consigliere (quelli per i quali sono in corso querele e richieste di pareri legali, ma che sono stati tutelati dal Cera in altre occasioni), anche per gli interessi familiari di altri e che i comitati per i festeggiamenti in realtà non sono altro che gruppi di clienti di questo o quel sindaco, il quale dimostra la sua bravura nel saper convincere commercianti e impresari a sponsorizzare (e si è fatto cenno anche a contropartite) fumo negli occhi.
Tutto questo, è bene precisarlo per documentare obiettivamente il quoziente intellettivo che circola, mentre il governo decide la svalutazione della lira, mentre l'Europa rischia di naufragare, mentre l’attenzione del Paese è scossa da Tangentopoli e dalla necessità di riforme istituzionali, mentre una valanga di tasse si abbatte sui cittadini, mentre l'avvenire dei giovani si fa sempre più incerto, mentre sempre più drammatiche sono le notizie, solo per fare esempi, che giungono dalla Bosnia o dalla Somalia: non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta per intrattenersi a dibattere in televisione, ma soprattutto per operare altrove, e invece, a San Marco in Lamis c'è chi crede che niente sia più importante delle esibizioni di esaltati e ignoranti.
Per chiudere: negli ultimi mesi la Gazzetta del Mezzogiorno ci ricordava la tenacia con la quale gli intellettuali del nostro comune, e altri, hanno fermamente e ripetutamente protestato per la comunità terapeutica di recupero di tossicodipendenti a Stignano, mentre nessuno fiata per l’approvazione di un progetto analogo a Borgo Celano (Già! Ma ci saranno incarichi e appalti! - ha detto l’assessore La Porta). È la solita storia: se c’è un interesse concreto e personale, subito in mostra; diversamente, la congiura del silenzio!
Ma, non c’è da stupirsi della stranezza di chi dovrebbe produrre antidoti contro la stupidità, considerato, per esempio, che la ricaduta dei due locali licei, in termini di immagine pubblica, spesso si riduce al pettegolezzo sui pettegolezzi che ogni tanto attirano qualche ispettore o sull’intervento dei carabinieri a protezione di commissari di esame che non sempre assegnano i sessanta a comando, reputando non giusto premiare gli imbecilli.