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Da Qualesammarco n. 1 del 1992
Le avventure dello Statuto comunale
Come è finita la vicenda dello Statuto? Alla ”sannicandrese”.
Nino Grana, ovvero: “Comunità Montana, ti amo”.
L’articolo 13 che qui riproduciamo e, si può dire, insieme all'articolo 23 di cui fra poco si parlerà, quello caratterizzante l'intero Statuto. Il Consiglio Comunale ha impiegato tre giorni, e molte ore delle notti intermedie, perché don Costantino doveva lisciarsi il pelo per lo sgarro ricevuto 2 anni addietro.
Ed eccolo l 'articolo-Grana, bello e impossibile, ma pervicacemente veritiero: “Comunità Montana, ti voglio”.
"I consiglieri comunali eletti in organismi, enti esterni o di secondo grado, come espressione e rappresentanza di una maggioranza e di una minoranza, possono essere revocati dal Consiglio Comunale qualora in occasione di un nuovo assetto, non rappresentino più l'espressione della maggioranza o della minoranza". (Art. 13 C. 5).
Hanno lavorato in molti e per molti giorni, in tanti hanno creduto che lo Statuto poteva costituire un ”nuovo inizio” per la società e per la politica sammarchese, invece il politicume nostrano ha prevalso ancora una volta.
Così come hanno prevalso il clientelismo e il portaborsismo più biechi per l'altro articolo, quello denominato articolo-galoppino.
Le leghe, la crisi dei partiti, Cossiga col piccone, referendum antipartitocrazia: tutto scorre sulla faccia di chi ”campa“ con la politica-affare, come acqua fresca.
S. Marco è isola felice, S. Marco ama i partiti e i “partitici", ed ecco l'articolo 23, comma 2. Sei stato trombato? Non vuoi concorrere come tutti nelle elezioni? Sei amico potente del “padrino-padrone” di un partito?
All’occorrenza c'è l 'articolo galoppino che così recita:
”Può essere eletto assessore un cittadino non facente parte del Consiglio Comunale, che abbia competenza amministrativa e capacità professionale, in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere comunale, come previsto dall'art. 33 della L. 142/1990”.
E il resto? Lasciamo perdere.
Sono tali e tante le fesserie, le contraddizioni, le corbellerie, le ingenuità (pensate che il Difensore Civico dovrebbe farsi nemico mezzo mondo, senza il becco di una lira; mentre i Revisori dei Conti vengono lautamente ricompensati per ottenere, evidentemente, benevolenza), che conviene, per carità di patria, tacere.
E' tale e tanta la confusione che in futuro è lecito prevedere contenziosi grandi quanto Monte Celano.
A proposito, ve l'avevamo detto che ad un tal avv. Follieri quelli della Giunta hanno dato 10 milioni per la redazione dello Statuto, e che il Consiglio Comunale non ha mai avuto il piacere di conoscerlo?
Pensare alle risate dell'avv. Follieri quando lo chiameranno per rifare in tutto o in parte lo Statuto.
Già, perché lo Statuto dovrà essere ridiscusso dal Consiglio Comunale, essendo stato rispedito indietro dal CO.RE.CO. per chiarimenti. Quanti altri soldi ci vorranno? Poco importa, tanto poi basta una delibera e tutto va nel calderone dei debiti fuori bilancio.
Antonio Cera