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Da Qualesammarco n. 1 del 1992
Le cooperative di Borgo Celano e i tribunali: perché si tace?

Una foto delle case costruite in Cooperativa a Borgo Celano del 2003
Una foto delle case costruite in Cooperativa a Borgo Celano del 2003
Con ordinanza del Consiglio di Stato del [manca la data, NdR] in pratica è stato annullato il Piano 167 - edilizia economica e popolare - che riguarda le cooperative S. Rita di Borgo Celano.
In altri termini, i 60 alloggi delle cooperative (e le palazzine dei singoli privati) sono da considerarsi opere eseguite abusivamente perché tutti gli atti che ne autorizzavano la costruzione sono stati dichiarati nulli.
E, questi atti sarebbero nulli solo perché l'avvocato del Comune ha dimenticato di aggiungere alla documentazione i dati riguardanti la presa d'atto del CO.RE.CO. e la ratifica del Consiglio Comunale della deliberazione di incarico a resistere presso il Consiglio di Stato. Inoltre, tra le considerazioni dell'Alta Corte vi è anche quella che ritiene che il parere del Commissario degli usi civici doveva essere precedente all'approvazione del piano.
Inoltre, sempre per la stessa vicenda, l'ex sindaco Raffaele Fino è stato assolto con formula piena (ma, per quale coerenza o per quale altro grave motivo è difficile formulare una ipotesi plausibile, il P.M. ha proposto il ricorso in appello), avendo il giudice rigettato le accuse mossegli dallo stesso ricorrente che ha provocato il pronunciamento del Consiglio di Stato, il quale, evidentemente, ha tempo e mezzi da impiegare e al quale quel sindaco aveva ordinato (e poi fatto eseguire d'ufficio) la demolizione di una recinzione di demanio comunale, abusivamente occupato.
Alla televisione abbiamo sentito dire chissà quante volte (ormai si è perso il conto) al sindaco attuale che si sarebbe incatenato davanti a ministeri o che avrebbe opposto il suo corpo a carri armati della Provincia e simili sciocchezze: troppa grazia, che però rivela il volto inconcludente e goffo di un attivismo demagogico di personaggi che, come dimostra la vicenda delle cooperative, non sono assolutamente capaci di muovere un dito per la difesa del Comune e dell'interesse legittimo dei suoi cittadini.
Se poi si considera che, sempre a Borgo Celano, sono stati approvati altri piani (privati e non di edilizia popolare) con la stessa procedura, o che addirittura alcuni piani, come detto altrove (Parco Celano, variante Villino Moscatelli), non hanno mai avuto pareri espressamente e chiaramente richiesti dalla legge, non è possibile trattenere indignazione per condotte che, nei fatti, fanno pensare non alla classica "legge uguale per tutti", ma ad una amministrazione con lo sterzo.
E, che dire ancora dei marciapiedi recintati di Borgo Celano e di tutte le usurpazioni che vedono implicati parecchi amministratori comunali? Che cosa bisogna pensare? Che si ha paura? E di chi? di chi dovrebbe avere il pudore di nascondere le proprie legittimità? In altre occasioni all'assessore all'urbanistica e a suoi compagni e alleati non è mancata l'aggressività.
Ora, che ci sarebbe da suscitare un caso nazionale, tutti tacciono: ma è veramente ineluttabile il destino di questa comunità che è sempre più succube di prepotenti, arrivisti e affaristi?