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[...] Nell’ottobre del 708 al vescovo di Avranches in Normandia apparve in sogno l’arcangelo san Michele che gli ordinò di costruire una chiesa in suo onore sull’antico monte Tomba, in mezzo al mare.

Mont Saint Michel
Il piccolo isolotto granitico di Mont Saint Michel sorge sulla costa nord della Francia, appena oltre il confine che dalla Bretagna porta in Normandia, in una radura sabbiosa che si allunga per oltre un chilometro verso l’oceano. È questa l'unica formazione rocciosa all’interno dell’ampia baia di Saint Malo.
Qui venne eretta, in onore di San Michele Arcangelo, un’abbazia oggi simbolo dell'intera isola e meta prediletta del turismo internazionale. La sua bellezza architettonica, unita alla suggestione della baia e delle sue maree quotidiane (tra le più estese d’Europa), fanno infatti di Mont Saint Michel il luogo maggiormente frequentato della Normandia e della Francia. Fu il vescovo di Avranches, sant’Aubert che consacrò la prima chiesa di Mont Saint Michel. Era il 709 d. C., e tradizione vuole che la decisione fu presa dopo tre sogni che il vescovo fece, e nei quali ebbe chiare direttive da parte dell’arcangelo Michele: costruire una chiesa su quel monte marino. Il Vescovo Aubert non dette importanza al primo sogno.
L’Arcangelo gli apparve la seconda e la terza volta indicando anche dove sarebbe avvenuta la costruzione e di quale forma sarebbe stata la stessa. Un toro avrebbe indicato il luogo e avrebbe scavato un cerchio. E per ricordare questo impegno, l’Arcangelo pose il suo dito di luce sulla testa, in modo tale da praticarvi un foro e segnandolo per sempre. Il vescovo il giorno dopo si diresse verso il luogo indicato e ritrovò un toro, che era stato rubato, intento a definire con le zampe il contorno della costruzione. A questo punto con la gente del luogo dette inizio alla costruzione non grande 'per maestosità, ma rotonda, capace di contenere cento persone, volendo richiamare i contorni della grotta del Monte Gargano, celeste dimora voluta dal popolo per la lode e la gloria di Dio' ('Extruxit itaque fabricam non culmine sublimitatis celsam sed in modum cryptae rotundam, centum (ut aestimatur) hominum capacem, illius monte Gargano volens exaequare formam…'). La tradizione fissa al 16 ottobre del 708 la dedicazione del nuovo santuario ed il vescovo nomina dodici chierici incaricati di rendere un servizio liturgico in onore dell’Arcangelo. Dopo la costruzione di questo primo oratorio, l’Arcangelo riapparve ad Aubert che, consigliato, inviò due canonici al Monte Gargano per chiedere delle reliquie. Questi, dopo un lungo viaggio di duemila chilometri, arrivarono sul Gargano e ricevettero dai religiosi presenti nel Santuario un frammento di pietra ed un pezzo del pallio rosso che ricopriva l’altare di san Michele, i segni tangibili della presenza angelica nella Grotta. Al ritorno dei canonici in Normandia, la popolazione si raccolse meravigliata. Un cieco del villaggio di Asteriac guarì miracolosamente al passaggio dei sacri segni ed esclamò: 'È bello vedere'. Da allora si chiamò Beauvoir. Il ricordo di questo viaggio, di queste reliquie e di questo racconto sono piamente e gelosamente conservati in Normandia. Il Vescovo Aubert non dette importanza al sogno.

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