
Si hanno diverse notizie sulla chiesa di San Giacomo del Tavoliere, tra le altre tra il 1130 e il 1139 San Giovanni da Matera ebbe il permesso dal Vescovo di Troia di aprire un monastero nei pressi di detta chiesa.
Esso distava da Monte Sant’Angelo poco più di venti miglia, e, secondo la Reintegra dei Tratturi, fatta nel 1651 dal Reggente Ettore Capecelatro, distava da Foggia circa otto miglia.
In queste carte oltre alla descrizione del Tratturo da Foggia al Candelaro con le varie distanze tra loro vi è anche una raffigurazione ideale di diverse costruzioni, tra cui la chiesa di San Giacomo, sebbene senza il suo nome, aggiungendo che in quel tempo la chiesa era 'diruta'. A detto monastero, dotato di vigneti, orti e campi, il Santo Fondatore vi destinò alcuni monaci e lo visitava molto di frequente. In quanto alle terre possedute dal monastero, nelle carte del “Feudo di S. Jacovo Locatione aggiunta”, contenute negli atti della reintegra, fatta dal Della Croce (1735-1760), si trovano la pianta con le partite delle Terre di Portata di Masseria S.to Jacovitto di Santa Maria di Pulsano.
Tutto questo conferma e giustifica il sorgere di un Casale anch’esso denominato S. Giacomo, che si vede idealmente raffigurato nelle vicinanze del monastero nella carta della Locazione Castiglione, S. Jacovo e Motta S. Nicola, disegnata nel 1686 da Antonio Michele. Nel monastero di San Giacomo di Foggia furono compiuti diversi prodigi dal Santo ancora vivente. Nel gennaio 1177 il papa Alessandro III, proveniente da Benevento per recarsi al Gargano, consacrò la chiesa e l’altare maggiore di Santa Maria di Pulsano, dove fu deposto il corpo del Santo, che proprio in quella occasione fu traslato dal monastero di San Giacomo in Foggia. Il Pontefice procedette così alla sua canonizzazione. successivamente lo stesso Alessandro III, con la Bolla datata Vieste 9 Febbraio 1177, confermò la dipendenza del monastero di San Giacomo da quello di Santa Maria di Pulsano. Il 23 gennaio 1177 morì nel monastero di San Giacomo del Tavoliere il Beato Gioele e anche il suo corpo fu sepolto nella Chiesa di Pulsano, vicino a quello di San Giovanni, suo predecessore.
San Giovanni da Matera è stato sepolto, come ricorda la Vita del monaco anonimo, 'apud quamdam Beati Jacopi apostoli Ecclesiam, quae Pulsanensi subiacet'. F. Panarelli, Dal Gargano alla Toscana: il monachesimo riformato latino dei pulsanesi, secoli XII-XIV, Roma, 1997, pp. 96-107 fa una lunga disamina sui rapporti tra i monaci di San Giacomo di Foggia e la casa madre di Pulsano oltre l’intervento del vescovo di Troia (da cui dipendeva Foggia) in favore dei monaci di San Giacomo.
Nota 311
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