
Giunto all'età matura incominciò le sue peregrinazioni per investigare i tanti prodigi che natura ha agli umani fornito. - A tale uopo prese la parte Zoologica, e rinvenne dei petrificati, ove natura ha dovuto più sublimarsi, come un ippurite, che appartiene al regno animale, e poscia dopo tanti secoli a quello de' minerali... prodigi di natura! Per ciò che trattavasi di geologia il Cera non lasciò parte di terreno garganico da investigarsi e rilevò diverse Cave di Alabastri e Marmi. - Le scoperte del Cera provocavano il R. Rescritto 17 Luglio 1839, che chiamava il Professore di geologia e mineralogia Leopoldo Pilla a verificarle tanto nella quantità, quanto nella qualità. - I rapporti del Pilla al Ministro Santangelo fruttarono all’inventore Cera la seguente Reale ordinanza.
Ministero e Reale Segreteria di Stato della Presidenza del Consiglio de‘ Ministri.
Secondo Dipartimento. 1. Carico. N. 24.
Sua Maestà si è degnata accordarle la Medaglia di Oro del Real Ordine di Francesco Primo in premio di aver Ella scoperto diverse cave di marmi nel tenimento di San Marco in Lamis dopo quindici anni d'indefesse cure, e di forti spese sostenute con sacrificio della sua fortuna. Nel Real Nome lo partecipo a Lei per sua intelligenza e regolamento, rimettendole la corrispondente decorazione.
Napoli 11 Gennnajo 1841.
E. GRIMALDI.
Al Sig. Don Leonardo Cera
San Marco in Lamis

Nel 16 aprile 1848 moriva in San Marco in Lamis alla vigilia dei primi raggi della italiana rigenerazione, facendo voti che i posteri sulle sue orme, sopra i suoi sudori, sopra le tante spese sostenute del proprio riducessero a forma positiva le sue Scoperte - Un patrimonio di oltre novantamila lire italiane il Cera ha speso nelle fatte scoperte,e gli rimasero superstiti la moglie Grazia Totta, oggidì settuagenaria, e quattro figli, che vivono colla loro sola industria - E queste virtù descrissi io abbastanza? no, o signori, e sempre no. Oh! quanto a dir resterebbemi, massime se volessi narrare le virtù della sua vita privata e come padre di famiglia e come cittadino.
Ma che? .... Voi e Sanmarchesi piangete la sua perdita? ... Oh! questa argilla, che conservate, balena di un raggio di vita, schiude il labbro e favella perché è giunta l'ora in cui sono esauditi i voti di Leonardo Cera.
Signori! non hanno vittorie la tirannide e la morte dov'è la fede della virtù e della scienza.
Il genio della prisca grandezza ha aleggiato sempre amoroso intorno al bel paese che il mar circonda e l'alpi, e gli tenne deste quel sentimento che un dì riempiva d'entusiasmo i padri nostri e mantenne caldi quei voti che andavano a vedere tutta unita, florida nella scienza, nell’industria e commercio, possente, questa nostra Italia.
(Compilata dallo scrivente).