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Pasquale Villari

1918 - G.B. - Pasquale Villari: l'opera storica

1918 - G.B. - Pasquale Villari: l'opera storica

G. B., Nuova Rivista Storica, Intorno all’opera storica di Pasquale Villari, Vol. II, Fascicolo 1, 1918, pp. 77-81
Circa diciassette anni or sono, allorché Pasquale Villari non era, come adesso, l'annoso vegliardo, che attende stanco l'ora sua, ma si trovava ancora nel pieno dell'autorità e della potenza e udiva sotto la sua casa squittire da torno i pappagalli lusingatori, un giovane oscuro, uscito appena da uno dei maggiori istituti superiori italiani, con l'animo pieno di febbrile interessamento, non per la cattedra di ginnasio o liceo da occupare, ma per tutte le idee che egli aveva apprese, che aveva meditate, o che invano aveva ricercate e sperato di attingere, dettava sull'uomo, universalmente considerato quale il principe della storiografia italiana, un breve studio critico, non precisamente un'apologia. Quel giovane, che troppo intimi rapporti conserva con l'autore di questi righi, aveva il torto di credere che in questo basso mondo le idee dovessero, agli occhi degli uomini, serbare il valore che reca il loro contenuto medesimo e non già quello che loro conferiscono i riguardi mondani ; quell'ingenuo aveva il torto di pensare che la repubblica delle lettere in Italia fosse qualcosa di somigliante, poniamo, alla repubblica filosofica hegeliana, di cui egli allora ansiosamente leggeva, con la sua destra e con la sua sinistra, coi discepoli sempre vigili, sempre animati dal fuoco sacro, pronti a battersi al primo richiamo dell'Idea. Egli credeva in tutte queste cose, e altre moltissime restavano ancora a lui ignote. Ragione per cui accadde che quel suo scritto,
giovanile di diciassette anni or sono non dovesse mai essergli perdonato ...

Data creazione Venerdì, 20 Gennaio 2023
Categoria Pasquale Villari
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