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Newsletter n. 28 da www.garganoverde.it

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"Anche se non credo che nessuno di noi sappia nulla di veramente bello e buono, io sto meglio di lui - perché lui non sa nulla e pensa di sapere. Non so né credo di sapere".

Tuttavia, viva l'Italia repubblicana, una e indivisibile! Ora e per sempre. (non ricordo dove l’ho trovata questa frase … forse nei commenti alle “Noterelle” … ).

Ho reso pubbliche, in Download>>Storia>>Risorgimento>>Personaggi le “Noterelle di Giuseppe Cesare Abba, riccamente commentate (l’Abba scrive maledettamente bene …); un ex-insegnante in pensione, mio amico, mi raccontava che aveva ancora il “Sussidiario” con testi di G. C. Abba, che stravedeva per G. Garibaldi e Nino Bixio, il macellaio di Bronte.

Ho reso pubblico anche il racconto, in Download 2>>Mezzogiorno>>Gargano e San Marco in Lamis, dei fatti di S. Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Cagnano Varano del 1860, scritto (bellissimo!) dal notar Leonardo Giuliani e reso pubblico da Masino Nardella (forse lo pubblico “per esteso” ...).

N. d. A. All’originale del Notar Giuliani, oltre che “correggere” la punteggiatura, vi ho aggiunto due “file” per spiegare il contesto (non li ho ancora letti ...).

Una versione più esauriente dei fatti si trova in https://www.garganoverde.it/scrittori/pasquale-soccio/unita-e-brigantaggio.html

San Marco in Lamis, occupata dai briganti nel 1861, era definita dalle Autorità dell’epoca “culla e fucina” di briganti. Altro che Bronte ....Tutti, ma proprio tutti, nel Risorgimento, avevano paura dei "comunisti" ... Anche Garibaldi!

Giuseppe Perez scriveva nel 1874: Accettata dal primo parlamento (e come no!) l'annessione della Sicilia, e cessata la Dittatura, il conte Cavour richiamò la luogotenenza, come pegno del sistema regionale, ch'ei già formolava. Ma non appena mancato il grand'uomo al governo d'Italia i suoi insipienti successori, secondati e forse anche incitati da un ministro siciliano, si affrettarono ad abolire quell'antico potere sì utile al governo centrale ed all'isola. D'allora in poi la casta privilegiata dei ministri che con alterna vicenda si sono disputati, e tutt'ora si disputano il potere, dato fiato alle trombe, inaugurarono quel sistema di fusione e di accentramento di poteri che ha ridotto questa misera Italia allo stato lacrimevole in cui la veggiamo”.

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