www.garganoverde.it
| Ho terminato di "smanettare" sul mio sito www.garganoverde.it per il libro di p. Mario Villani. (Memorie di p. Mario Villani. San Matteo Vol. I), del quale ho "caricato" La soppressione deli Ordini religiosi, del 1997. Ho "preso di mira" un autore: Ruggiero Bonghi (1826-1895); facendo ricerche su quest'ultimo, sono capitato su Angelo Mazzoleni, federalista e repubblicano, seguace di Carlo Cattaneo (1801-1869), del quale ho pubblicato un estratto da Il popolo italiano, del 1873. |
|
|---|
1882 - Ruggiero Bonghi: Francesco d'Assisi
Nacque a Napoli il 21 marzo 1826 da Luigi, avvocato di origine bergamasca, e da Carolina de Curtis. Morto il padre nel 1836, il Bonghi fu educato dal nonno materno Clemente de Curtis. Nel 1840 la madre sposò Francesco Saverio Baldacchini Gargano, che esercitò sul Bonghi notevole influsso. Dagli undici ai quindici anni il Bonghi fu in collegio dagli scolopi di S. Carlo a Mortella. Approfondì la conoscenza del greco sotto la guida del profugo greco Costantino Margaris, studiò diritto romano con Giacomo Savarese, seguì le lezioni di filosofia del giobertiano Luigi Palmieri. Nel complesso però il Bonghi non ebbe veri maestri, non appartenne ad alcuna scuola, in particolare non subì l'influsso di quella hegeliana che a Napoli si veniva formando; sembrò anzi evitare gli uni e le altre ponendo sempre, nello studio, uno spirito di autonomia e un gusto di singolarità che conserverà lungo tutta la vita. [...] |
|
|---|
1868 - Ruggiero Bonghi: I partiti politici italiani
I partiti politici nel Parlamento italiano. Hoc vero occultum, intestinum, domesticum malum, non modo non existit, verum etiam opprimit, antequam perspicere atque explorare potueris. Cicerone. I. Il 22 di questo mese è occorso alla Camera dei Deputati un caso dei più rari nei Parlamenti. Poiché in questi suole bensì comunemente accadere che ciò che vi piace agli uni, vi dispiaccia agli altri, talora per questa sola ragione, che piace a' primi; non vi è neanche fuor d'uso che coloro a' quali la proposta ripugna, non s'accordino in altro che nel non volerla, e sarebbero molto impacciati a dire che cosa vogliano invece; ma ciò che vi succede di rado, e se la memoria non mi falla, fuori che nel Belgio, non è succeduto, anzi, mai, è che quegli i quali negano, sieno appunto due soli di più che non quegli i quali affermano. [...] |
|
|---|
1892 - Ruggiero Bonghi: Lettera aperta a Leone XIII
La Chiesa e l’Italia - Lettera aperta a S. Santità Leone XIII. Non guardi, Padre Santo, alla non misurabile distanza, che corre da me, ometto spoglio di ogni dignità, a Lei, in cima della dignità umana, e coronata, persino, di un'aureola divina. Si abbassi, per poco, sino a udire la mia voce fioca; forse le parole, che formerà, le diranno verità che le si nascondono; e, certo, saranno sincere. Fra tanti mancamenti miei rispetto alla Santità sua, in un punto solo mi vantaggio sopra di Lei: che me nessuno adula, e Lei adulano tanti. Che Ella è bensì Papa, se non men degno di potenza, pure men potente temporalmente dei suoi predecessori da più secoli; ma l'autorità e la riverenza, di cui è cosi naturalmente l'oggetto, sono stimoli all'adulazione per avventura più forti di quello che la potenza temporale fosse. [...] |
|
|---|
1882 - Ruggiero Bonghi: Leone-XIII e il governo italiano Leone XIII e il governo italiano La situation et le dernier mot sur la question Romaine, Paris, 1881, in 8°, p. 84. - Il Papa e l'Italia, Roma, in 8° p. 39. [...] Poiché ci s'intima guerra, noi crederemmo di doverla combattere. Ora, la molto gran maggioranza del paese se ne addolorerebbe; e a mano a mano si alienerebbe, si allontanerebbe dal governo, si rinserrerebbe in se stessa più che non ha già fatto sinora. Gli Italiani non sono cattolici ardenti; ma sono, per la più parte, cattolici nel peggior modo, cioè d'abitudine. Niente farebbe loro più uggia che un Cattolicesimo sempre più arrabbiato col quale dovessero convivere. Vogliono nascere, morire, come son nati, morti da secoli; le famiglie si stancano di sentirsi contendere le consolazioni ultime, delle quali pareva loro d'esser sicure. Ed è grave il disagiarle in questo. Il governo, dal quale via via le maggioranze si staccano o perché scontente solo, o perché già diventate desiderose d'altro, diventa sempre più governo di pochi. Ed i governi di pochi diventano, a breve andare, corrotti e radicali. Rovinano allora assai più che il Papato; rovinano la società e la Monarchia. E qui noi sappiamo, che cosa disfarebbero ancora; poiché l'unità d'Italia è stata fatta ieri e non ancora saldata bene in ogni rispetto; e niente per ora la guarentisce eterna. [...] |
|
|---|
Un articolo di Guia Soncini
La prima volta che mi sono interessata al concetto di “fama” ero così giovane che non esistevano i reality o i social ma esistevano le It Girl, quelle di cui i giornali anglofoni si occupavano per la loro fama pur non avendo esse un mestiere. Così giovane che c’era ancora qualcuno che non aveva sentito la barzelletta sul naufrago e Claudia Schiffer. [...] |
|
|---|
1873 - Angelo Mazzoleni - La scuola in talia
Angelo Mazzoleni, Il popolo italiano …, Milano 1873 La prosperità di un paese non consiste nella copia delle sue ricchezze, nella saldezza delle sue cittadelle, nella bellezza de’ suoi pubblici edifici, ma nel numero dei cittadini colti, negli uomini che hanno educazione, dottrina e carattere. Su questi dati si fondano principalmente il suo vero interesse, la sua forza maggiore, e la sua reale efficacia. Martino Lutero. |
|
|---|
|
|