San Matteo Vol. I

p. Mario Villani, Il convento di San Matteo sul Gargano e il territorio. Vol. I Un rapporto secolare, 2023
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I pellegrini
Le preoccupazioni dell’Abate Commendatario fanno pensare prima di tutto ai pellegrini che da oltre un millennio facevano parte del paesaggio umano sul percorso che dal Tavoliere settentrionale s’insinuava nella profonda fenditura della montagna che da Stignano a Mattinata divide il Gargano meridionale da quello settentrionale. Il fondo valle offriva l’unico accesso al Gargano centrale ai pellegrini provenienti dall’Abruzzo, dal Molise e dal Subappennino settentrionale.
I documenti finora conosciuti non fanno alcun accenno ai pellegrini. Contengono tuttavia un prezioso riferimento che fa capire come la difficile e tortuosa strada che dalla pianura nord-occidentale della Daunia, passando per San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, portava a Monte Sant’Angelo, già dall’inizio del secondo millennio cristiano era chiamata Via Francisca, un nome che denotava il suo inserimento nella grande rete viaria che con questo nome percorreva buona parte dell’Europa e dell’Italia diretta ai grandi santuari romani, alla Grotta dell’Arcangelo Michele sul Gargano e ai porti pugliesi per chi volesse raggiungere la Terra Santa. La presenza dei pellegrini è testimoniata non solo dai rapidi cenni del Gonzaga e degli altri testimoni citati, ma anche dalla documentazione sugli ospizi dei pellegrini dislocati lungo la Via Francisca , a San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo. [...]

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