Il secolo XIX

1902 - Pasquale Turiello - Il sec. XIX - Cap. 4

1902 - Pasquale Turiello - Il sec. XIX - Cap. 4

Pasquale Turiello, Il secolo XIX, Remo Sandron Roma-Palermo-Napoli 1902
Sembra difficile che, se oggi rinascesse Carlo Botta, dopo chiuso il corso del secolo XIX, egli muterebbe la opinione espressa nel primo terzo di esso, che, dove allignano gli aranci non allignano i parlamenti. Oggi anzi allargherebbe oltre quei limiti geografici il suo giudizio: che (se togli deputati, candidati, alcuni studenti e molta parte dei giornalisti de’ paesi liberi) scandalizzerebbe ben pochi lettori. Perché oggi si può ben dire che il governo parlamentare, nella sua forma classica (che è il predominio nello Stato d’un’assemblea), non abbia avuto vita rigogliosa e ferace in Europa, se non per pochi lustri; e quasi solo in Inghilterra, nel Belgio ed in Francia. Di poi in Inghilterra quella potestà prevalente s'è avviata, da due elezioni, a piegare all’imperialismo d’un ministro. In Francia il secondo Impero ha preparata il 70 la sua rovina, a pena diventato parlamentare; e, con questa repubblica, sarebbe certo bastato che uomini mediocrissimi, come Enrico di Chambord o il Boulanger lo avessero voluto, per farla finire; come nulla impedirà al primo rischio grande, che vi si faccia imperatore chi a pena persuada di saper usare la spada. Dovunque poi nel continente questa forma di governare è riuscita la più imprevidente e la più costosa. In Italia e in Austria il parlamentarismo s'è avviato via via alla corruzione anarchica, sotto impero di fazioni che fan sapere di non voler attenere la fede giurata al re, od al prevaler delle violenze, per l’ostruzionismo. Decadenza dunque del parlamentarismo, per una o per l’altra via, in ogni gran paese dov'era in fiore. [...]

Data creazione Lunedì, 30 Maggio 2022
Categoria Il secolo XIX
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