Luciano Vasconi

1968 - Luciano Vasconi - Un PC per Brandt

1968 - Luciano Vasconi - Un PC per Brandt

Luciano Vasconi, L’Astrolabio, n. 17 del 28 aprile 1968
I moti studenteschi che hanno sconvolto la Germania federale dopo l'attentato a Rudi Dutschke sono stati un campanello d'allarme per la grande coalizione•, e soprattutto per il partito socialdemocratico. I settori più estremisti della CSU bavarese di Strauss e della CDU di Kiesinger hanno teorizzato l'esistenza di un pericolo insurrezionale, e ne hanno tratto motivo per sollecitare una rapida approvazione delle leggi di emergenza. Il progetto è stato fortemente avversato non solo dalle organizzazioni giovanili come lo SDS di Dutschke, ma dai sindacati e da un buon terzo della socialdemocrazia, la parte, cioè, che ha sempre sospettato di dover rendere questo estremo servizio ai cristiano-sociali e ai cristiano-democratici prima di ricevere il benservito e il licenziamento. Brandt, il leader della SPD, non ha mai avuto il coraggio, e la possibilità, di negare che questo fosse il vero scopo di Kiesinger e di Strauss.
Dopo gli incidenti, i primi morti - il fotoreporter Klaus Frings e lo studente Ruediger Schreck -, le centinaia di feriti e contusi, gli innumerevoli arresti, il clima è diventato rovente.
Il ministro degli Interni Benda ha sostenuto che l'SDS dovrebbe esser dichiarato fuori legge; altri, come l'ex ministro dei profughi Lemmer, hanno denunciato legami fra l'organizzazione studentesca e le e centrali sovversive di Berlino est, con diramazioni fino all’ambasciata cinese. Tutto fa gioco per ricreare in Germania un clima di guerra fredda, e se non si può ancora sostenere che Rudi il Rosso era venuto di là dal muro d'accordo con Ulbricht per fare il doppio gioco (ma diranno anche questo), c'è sempre la risorsa dell'etichetta cinese. E' già stato annunciato che Dutschke, se riuscirà a sopravvivere, finirà sotto processo. [...]

Data creazione Sabato, 30 Ottobre 2021
Categoria Luciano Vasconi
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