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Stati Uniti

 
  • 1967 - Gunnar Myrdal - Vietnam: Né prestigio né gloria

    1967 - Gunnar Myrdal - Vietnam: Né prestigio né gloria

    Domenica, 07 Febbraio 2021 - 216.79 Kb - pdf - c0d8b25037dd17975aa67de515889aa5 - Gunnar Myrdal, L'Astrolabio, n. 3, Pagg. 27-31, 15 gennaio 1967Pubblichiamo l'articolo dell'economista e sociologo svedese Gunnar Myrdal sul tema della guerra nel Vietnam che ha causato l'isolamento politico e morale degli USA.

  • 1964 - Astrolabio - Gli Stati Uniti

    1964 - Astrolabio - Gli Stati Uniti

    Venerdì, 17 Settembre 2021 - 90.58 Kb - pdf - 4ccadb6e3b168b8dcf7b187cf38a2a1a - Recensioni P. F., L'Astrolabio, pag. 39, Anno II, N. 16, 10 Settembre 1964Un altro libro sull'America scritto con un distacco amaro, con una sorta di lucida e sorvegliata delusione che siamo, da qualche anno soprattutto, abituati a riconoscere nelle pagine di chi visita o studia e riflette sulla società americana.Quello del Giammanco è un libro che non parte da una chiusura preconcetta verso l'America: dalla negazione del ruolo borico che questo paese ha saputo svelare nel quadro della civiltà contemporanea; “la società americana - scrive lo autore - oltre a un fenomeno storico affascinante, a una decisiva presenza nel nostro tempo, a uno specchio in cui tutti possiamo riflettere la nostra immagine, quella società è una dimensione essenziale dell’uomo contemporaneo, il traguardo a cui è giunta una certa specie di condizione umana”. E tuttavia è proprio da questa considerazione che prende le mosse l’itinerario critico dell’autore, e da questa ammissione che nasce il giudizio negativo sulla possibilità che gli Stati Uniti continuino ad essere modello e dimensione ideale, punto di riferimento ideale per il mondo moderno. [...]

  • 1966 - Astrolabio - La rimonta dell'elefante

    1966 - Astrolabio - La rimonta dell'elefante

    Lunedì, 04 Ottobre 2021 - 78.43 Kb - pdf - b426c5887fc4a6d4428ddd15d4b5181f - L'Astrolabio, n. 45, Pag. 27, 13 Novembre 1966Il fatto significativo delle elezioni americane è la rimonta dell'elefante repubblicano il quale, senza sovvertire la preminenza dell'asino democratico al Senato e alla Camera, ha ottenuto una clamorosa affermazione, la rimonta repubblicana è sopratutto significativa nella scelta dei governatori statali, dove è stata raggiunta la parità fra i due grandi partiti (alla vigilia il rapporto era di 33 a 17 in favore dei democratici).Una esatta analisi del voto parlamentare, e di quello governatoriale, potremo farla in seguito, quando si sarà in grado di stabilire i veri rapporti non soltanto fra i due partiti, ma, al loro interno, tra i “liberali” (cioè i progressisti) e i conservatori dell'uno e all'altro schieramento. E' noto che il bipartitismo americano non presenta due schieramenti omogenei, ma due partiti che a loro volta sono profondamente divisi. Si può dire che è un bipartitismo con quattro teste: c'è il democratico progressista e il democratico razzista, il repubblicano avanzato e il repubblicano reazionario. Le ultime elezioni di “mezzo termine”, a questo proposito, avranno una importanza decisiva in vista delle presidenziali del 1968, quando i due partiti dovranno presentare il loro candidato alla Casa Bianca, e dovranno scegliere, nel loro interno, fra l'una o l'altra tendenza. [...]

  • 1968 - Innocenzo Cervelli - Black Power: Le nuove colonie

    1968 - Innocenzo Cervelli - Black Power: Le nuove colonie

    Sabato, 30 Ottobre 2021 - 394.32 Kb - pdf - 668bca683948405efa03faf0b9c60823 - Innocenzo Cervelli, L’Astrolabio, n. 16 del 21 aprile 1968L’uccisione di Martin Luther King, una volta superato un primo momento di sbigottimento e di repulsione morale per l'atto criminoso, apre una serie di problemi e di interrogativi su quella che potrà essere nel futuro anche prossimo la strategia e l'azione politica di fondo del movimento organizzato dei negri americani. Anche alla luce delle rivolte e delle sommosse avvenute immediatamente dopo l'assassinio del leader integrazionista negro, emerge con caratteri sempre più rilevanti l'antitesi corrente fra una politica integrazionista di stampo liberale e pacifista, fondata sul principio della nonviolenza di ispirazione gandhiana, e una politica spiccatamente rivoluzionaria come quella sostenuta dal Potere Negro.Data l'evidenza solare dell'inconciliabilità fra le due politiche - intese nel loro complesso, cioè come strumenti di lotta e fini da conseguire, come tattica e come strategia - non è forse fuori luogo ripensare brevemente ai presupposti intellettuali e teorici che hanno determinato l'affermarsi di due orientamenti del tutto contrapposti all'interno del mondo negro americano. Va da sé che tale ripensamento porta a trattare assai più ampiamente del Potere Negro che non di Martin Luther King, e che quest'ultimo, nonostante la suggestività della figura, brilli solo negativamente, per contrapposizione, dei raggi riflessi del simbolo della pantera. ...

  • 1968 - C. Hebert - Uno spiraglio di pace

    1968 - C. Hebert - Uno spiraglio di pace

    Venerdì, 05 Novembre 2021 - 142.71 Kb - pdf - 12d8d9134920d7f13688aaf90cd158d7 - Vietnam-C. Hebert, L’Astrolabio, n. 21 del 26 maggio 1968Mary loves Paris ha dichiarato alla stampa l'ambasciatore statunitense Averell Harriman, che rappresenta il suo Paese ai colloqui con i delegati del Vietnam del Nord e si è installato nei quartieri alti della capitale, mentre i vietnamiti hanno appena lasciato l'Hotel Lutetia, non lontano da Saint Germain des Prés, per trasferirsi nella vecchia villa dell'ex segretario generale del Partito Comunista francese Maurice Thorez, a Choisy le Roi in periferia.Questa fiducia americana e questo trasferimento vietnamita significano forse che ci dobbiamo aspettare una nuova edizione dei negoziati di Pan Mun Giong che precedettero la fine della guerra di Corea? Le centinaia di corrispondenti di giornali del mondo intero devono prepararsi a trascorrere dei mesi a Parigi mentre le discussioni affondano nelle sabbie mobili? Dopo tre riunioni nessuno può dire che le cose abbiano fatto il minimo passo avanti, ma tutto si svolge come se Parigi non fosse altro che una facciata comoda e simbolica mentre i veri contatti si svolgono nei corridoi o altrove, a Vientiane per esempio.A che punto siamo ufficialmente? La rivendicazione avanzata dai nord-vietnamiti è stata ripetuta dieci volte più di una canzone di successo alla radio: “Sospensione incondizionata dei bombardamenti e di ogni altro atto di guerra”. A questa canzone gli americani replicano con un altro disco, non meno noto: “Un gesto reciproco, possibilmente nella zona smilitarizzata”.Dialogo tra sordi? Soltanto in apparenza. [...]

  • 1968 - Astrolabio - La catena della violenza

    1968 - Astrolabio - La catena della violenza

    Domenica, 07 Novembre 2021 - 243.01 Kb - pdf - fab3093ccc074cce009b3771324d237d - L’Astrolabio, n. 23 del 9 giugno del 9 giugno 1968L’America dei gangster vota ogni quattro anni a colpo sicuro, prende in mano il fucile a cannocchiale, quando non può la pistola a distanza ravvicinata. L'importante, per l'America dei gangster, è votare prima dell'altra America, alla quale restano i candidati inoffensivi, o sui quali si è fatto un calcolo ben preciso: inoffensivi per gli ultras, pronti a mandare i bombardieri in Vietnam, delicati e non interventisti quando i colpi di Stato di tipo greco integrano il colpo di Stato già prodottosi in patria, a Dallas o a Los Angeles.John Kennedy è stato destituito il 22 novembre 1963. Bob Kennedy, quattro anni e mezzo dopo, fa paura ai gangster, bisogna fermarlo sulla soglia della Casa Bianca. Si aspettano i risultati della California: sono decisivi per le fortune e le sfortune del nemico principale del potere costituito, il complesso militare-industriale denunciato da Eisenhower prima di passare le consegne a John Kennedy nel 1961 a gennaio.Il complesso militare-industriale ha già pronto il sicario - o i sicari - per la notte dei risultati californiani.Bob vince. Bob va eliminato. Gli viene rovesciato addosso un intero caricatore, il sicario mira alla testa e fa centro. [...]

  • 1968 - Usa - James Boggs - Lotta di classe e razzismo

    1968 - Usa - James Boggs - Lotta di classe e razzismo

    Mercoledì, 10 Novembre 2021 - 479.12 Kb - pdf - f03a2703bc5b4533e1df31a1d19e3fe2 - Usa, James Boggs, L’Astrolabio, n. 25 del 23 giugno 1968“Lo slogan "Neri e Bianchi unitevi e lottate " è fondato sull'erroneo concetto che vi sia stata un'unità di classe lavoratrice fra le razze nella storia degli USA. E' un fatto che gli operai bianchi si sono avvantaggiati a spese dei negri per così tanto tempo che per essi unirsi ai negri equivarrebbe a tagliarsi la gola”. E' il giudizio che l'autore negro James Boggs - attualmente in Italia per un giro di conferenze - esprime nel suo volume Lotta di classe e razzismo pubblicato dall'editore Laterza per la collana Tempi Nuovi.

  • 1969 - D.P. - Il sermone del Presidente

    1969 - D.P. - Il sermone del Presidente

    Venerdì, 07 Gennaio 2022 - 146.11 Kb - pdf - bbc518b01b189f494e5acee792f2ad13 - D. P. , l’Astrolabio, n. 4 del 26 gennaio 1969Con un discorso che si può considerare, a piacere, una lunga preghiera o una breve esortazione, il 37mo presidente Richard Milhouse Nixon ha inaugurato solennemente la nuova era americana dal Campidoglio di Washington il 20 gennaio. Il più grande onore che la storia possa riservarci è quello di darci il titolo di artefici della pace. Questo onore ora si addice all'America che ha la possibilità di contribuire a portare il mondo fuori dalle tempeste per far conquistare all'uomo quella pace che sogna dall'alba della civiltà ... Collaboreremo per ridurre l'onere degli armamenti, per rafforzare le strutture della pace, per sollevare i poveri e gli affamati. Ma in tutti coloro che potrebbero essere tentati dalla debolezza, non lasciamo dubbi che saremo forti quanto basta e per il tempo che occorrerà. Una complicata procedura aveva ammesso alla solenne cerimonia i più disperati rappresentanti della fauna politica e del business americano. E Nixon, spalancando le porte dei cieli con le sue ecumeniche dichiarazioni, non ha dimenticato di aprire coerentemente i cancelli del Campidoglio a vescovi, pastori e rabbini. Uomo del suo tempo, si è concesso persino qualche ritocco del protocollo che non prevedeva rappresentanti estranei alla sfera giudaico-cristiana: non era giusto che venissero ammessi ad assistere al sermone anche i presidenti della società buddista e del centro islamico di Washington? [...]
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