Vai in Risorgimento, sotto-sezione di Download.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Scarica!
Toggle Bar

G.P. Calchi Novati

 
  • 1964 - Gianpaolo Calchi Novati - Un'avventura senza sbocco

    1964 - Gianpaolo Calchi Novati - Un'avventura senza sbocco

    Venerdì, 08 Gennaio 2021 - 162.81 Kb - pdf - f59fb68c35c0ad1eed651c03b8967441 - Giampaolo Calchi Novati, L'Astrolabio, pagg. 39-40, Anno II, N. 6, 25 Marzo 1964[...] Smentendo le voci sulla possibilità che gli Stati Uniti fossero sul punto di allargare la guerra di repressione contro il Viet Cong portando le ostilità ne! Vietnam settentrionale, Johnson, Rusk e McNamara hanno a più riprese dichiarato che la guerra nel Vietnam del sud è “un contrasto che deve essere vinto dal governo e dal popolo di quel paese”. L'affermazione sarebbe persino ovvia se non si fosse di recente diffusa l'impressione che la Casa bianca stesse studiando l'opportunità dì approfittare di certe difficoltà attraversate dal regime dì Hanoi per estendere la guerra a tutto il Vietnam, almeno in funzione dissuasiva. Il proposito contenuto in quella affermazione è comunque contraddetto sia dal massiccio impegno americano con uomini ed aiuti economici a fianco del governo sudvietnamita sia dall'evidente inarrestabilità dei progressi della gueriglia, per effetto della disintegrazione del gruppo politico al potere a Saigon e della sempre maggiore solidarietà della popolazione con i combattenti. [...]

  • 1964 - Giampaolo Calchi Novati - L'esempio di King

    1964 - Giampaolo Calchi Novati - L'esempio di King

    Venerdì, 15 Gennaio 2021 - 172.28 Kb - pdf - ea141c5c6577369adbcf3f490d5ec6a3 - Giancarlo Calchi Novati, L'Astrolabio, Pagg. 25-26, N. 23, 25 Dicembre 1964Il 10 dicembre scorso, ad Oslo, è stato consegnato il Premio Nobel per la pace a Martin Luther King. Il premio gli era stato assegnato il 14 ottobre in considerazione della sua opera a favore dell'emancipazione dei negri americani condotta con i metodi delle campagne non violente che si richiamano al pensiero ed all'azione di Gandbi: è stato Gandhi a teorizzare l'efficacia della non violenza contro ogni forma di oppressione, nella convinzione che l'uso della forza sia destinato a generare altra violenza e che soltanto il ricorso a mezzi puri può interrompere il cerchio delle ingiustizie. Con parole nobilissime, Martin Luther King, all'atto di ricevere il premio, ha infatti ricordato che “la ricompensa che ricevo in nome del movimento dei diritti civici è un riconoscimento profondo del fatto che la non violenza è la riposta più adatta alla domanda morale più cruciale dei nostri tempi, il bisogno dell'uomo di superare l'oppressione e la violenza senza ricorrere alla violenza e all'oppressione”.

  • 1965 - Giampaolo Calchi Novati - Vietnam e Malcom X

    1965 - Giampaolo Calchi Novati - Vietnam e Malcom X  In evidenza

    Domenica, 17 Gennaio 2021 - 281.34 Kb - pdf - b22a206db5f4e7db8185d32a048b5b31 - Giappaolo Canchi Novati, L'Astrolabio, Pagg. 30-32, Anno III, N. 4 (45), 28 Febbraio 1965E' bene rendersi conto di quanto sìa grave l'ultima posizione presa dal Governo americano sulla questione del Viet Nam. Si tratta anzi della reazione in prima persona, dura ed irritata, in un inatteso stile texano, del Presidente stesso, che Rusk e Mac Namara hanno soltanto ribadito e particolareggiato. [...]La versione della vendetta interna, del regolamento di conti fra sette rivali, è la versione più semplicistica, più immediata, più facile per tutti coloro che - con l'approvazione della legge sui diritti civili e l'attribuzione a Martin Luther King del Premio Nobel per la pace - danno il problema negro negli Stati Uniti per risolto. I giornali italiani l'hanno trovata pienamente convincente, quasi che il delitto non abbia giovato anzitutto ai razzisti. Malcom X, che aveva lasciato da qualche tempo il movimento dei Black Muslims (Musulmani negri), sarebbe stato abbattuto dai vecchi compagni, che non gli vogliono perdonare le accuse da lui rivolte all'organizzazione ed al suo capo riconosciuto Eljah Muhammad, isolati atti di ritorsione commessi nei giorni seguenti contro edifici di culto dei Musulmani neri avrebbero confermato le prime impressioni; il presunto assassino arrestato dalla polizia, del resto, è un negro e gli amici dell'ucciso hanno minacciato rappresaglie contro lo stesso Elijah Muhammad. [...]

  • 1967 - Giampaolo Calchi Novati - Il Congo.

    1967 - Giampaolo Calchi Novati - Il Congo.

    Domenica, 14 Marzo 2021 - 638.15 Kb - pdf - 6677b18c5deeadf9d17a3d4ad6d7a95f - Diversi articoli di Giampaolo Calchi Novati, tratti dall'Astrolabio del 1967, con note esplicative.Un altro tentativo sedizioso ha intralciato lo sviluppo politico del Congo, paese che aveva raggiunto con il regime di Mobutu una stabilità prima sconosciuta. Quali sono le ragioni della maggior consistenza del governo militare? E quali le forze che hanno deciso il fallimento dell'avventura dei mercenari bianchi a Kisangani? Perché il Congo continua ad essere al centro di azioni di “riconquista” che non si riscontrano altrove in Africa? Le particotarità del processo della sua decolonizzazione, l'esperimento rivoluzionario di Lumumba, la posizione strategica in cui si trova servono a spiegare la tragedia del Congo, le sue difficoltà, le sue incognite.

  • 1964 - Giampaolo Calchi Novati - Laos

    1964 - Giampaolo Calchi Novati - Laos

    Venerdì, 17 Settembre 2021 - 81.87 Kb - pdf - 1694536e4ae8140d0e2bf9ea5c4ea892 - Gianpaolo Calchi Novati, L'Astrolabio, pagg. 33-34, Anno II, N. 9, 10 Maggio 1964L'ingerenza straniera è così estesa nel Laos da non potersi astrarre - nella valutazione del colpo di stato del 19 aprile - dalla politica delle grandi potenze. Normalmente si è trattato dell'ennesimo dissidio fra Le frazioni che si disputano il potere (i neutralisti capeggiati dal primo ministro Souvanna Phouma e dal gen. Kong Le, i filo comunisti del Pathet Lao e la destra pro-occidentale di Phoumi Nosavan), ma in costanza la crisi ripete su scala locale il contrasto internazionale che turba la stabilità del sud-est asiatico, dì cui la guerra nel Vietnam .meridionale è la manifestazione più clamorosa. Se ne deduce che una vera composizione delle difficoltà laotiane è impensabile senza un preventivo o contemporaneo assestamento in tutta la zona. [...]

  • 1965 - Giampaolo Calchi Novati - L'incubo del Vietnam

    1965 - Giampaolo Calchi Novati - L'incubo del Vietnam

    Sabato, 18 Settembre 2021 - 259.18 Kb - pdf - b0a4df3ef3b4712ed51cb4ef0e6b0c2a - Giampaolo Canchi Novati, L'Astrolabio, Pagg. 30-32, Anno III, N. 4 (45), 28 Febbraio 1965E' bene rendersi conto di quanto sia grave l'ultima posizione presa dal Governo americano sulla questione del Viet Nam. Si tratta anzi della reazione in prima persona, dura ed irritata, in un inatteso stile texano, del Presidente stesso, che Rusk e Mac Namara hanno soltanto ribadito e particolareggiato. Se è il Segretario generale delle Nazioni Unite U Thant che viene in prima linea direttamente sconfessato, con la sua paziente e faticosa tessitura d'intese, non è meno esplicito l'avvertimento per le altre suocere di Mosca, Parigi e Londra. Washington rifiuta perentoriamente di trovarsi trascinato, intrappolato in una situazione diplomatica dalla quale non possa attendersi che la sanzione di una sconfitta sostanziale, male palliata da formali soddisfazioni di facciata.Sino a poco tempo addietro il tono e l'orientamento di Washington, ad osservatori diretti e qualificati apparivano ben diversi. La durezza implacabile delle rappresaglie americane pareva, come pare, senza effetto. Come rompere una catena così spaventevole? Il Governo e lo stesso Presidente si dicevano, privatamente, ben convinti della necessità di lasciare il Viet Nam, e la ricerca di una via di uscita sembrava affannosa e piuttosto disorientata. [...]

  • 1966 - Giampaolo Calchi Novati - Le trincee del colonialismo

    1966 - Giampaolo Calchi Novati - Le trincee del colonialismo

    Lunedì, 04 Ottobre 2021 - 170.21 Kb - pdf - 114b3850485d6a2e1c651d3c4b051547 - Giampaolo Calchi Novati, L'Astrolabio, n. 42, Pagg. 27-29, 23 Ottobre 1966Tra i “sottoprodotti” dell'attuale congiuntura politica internazionale, di quella precaria combinazione fra immobilismo coatto e intese al vertice che la nuova versione della “coesistenza obbligata” russo-americana, il rallentamento delle campagne di liberazione nazionale negli ultimi territori dipendenti è certamente uno dei più rilevanti e dei più dolorosi. Se ne è avuta una prova, a rovescio, in occasione dell'esplosione di febbre nazionalista a Gibuti nei mesi scorsi: a cominciare dall'Africa, tutti sembrarono sorprendersi della carica “aggressiva” dei sodali della Costa, non tanto per la mancanza di precedenti nazionalisti nel piccolo territorio francese, quanto per la contraddizione di quella rivendicazione con il clima di riflusso che denuncia, su scala continentale e mondiale l'anticolonialismo militante. Di questa situazione risentono anzitutto le popolazioni della Rhodesia e del Sudafrica, che non sono obiettivamente in grado di forzare con un'azione dall'interno il cerchio della violenza razzista e della loro soggezione. E anche le colonie portoghesi, che pure hanno già saputo esprimere un movimento organizzato, impegnato in operazioni belliche di una certa consistenza - subiscono l'effetto della decompressione del movimento anti-imperialista. [...]

  • 1969 - Giampaolo Calchi Novati - Il terzo tempo di Bonn

    1969 - Giampaolo Calchi Novati - Il terzo tempo di Bonn

    Giovedì, 10 Febbraio 2022 - 268.58 Kb - pdf - 1601c03c6b39fbfe4b2d87a3009165a8 - Vittorio Vimercati, l’Astrolabio, n. 39 del 5 ottobre 1969Poiché la corsa al potere è la proiezione più logica della lotta politica, non deve sorprendere la prontezza con cui subito dopo le elezioni del 28 settembre i tre partiti rappresentati al Bundestag, i democristiani perché partito di maggioranza, i socialdemocratici perché partito in maggiore crescita, i liberali perché investiti della funzione di arbitri hanno proposto la propria candidatura a governare la Germania. All'obiettivo del potere è stata dedicata però la priorità assoluta, tenendosi disponibile ogni partito per ognuna delle diverse formule consentite dalle combinazioni parlamentari: grande coalizione, piccola coalizione, mini-coalizione. La scelta finale sarà dettata più da motivi contingenti (rivalità e rancori personali, coerenza con una data campagna elettorale, ecc.) che da una effettiva convergenza di programmi omogenei. Alla retorica dello slogan "ha vinto la democrazia" si deve sostituire la realtà di un mimetismo che tende sempre più a confondere i termini reali del confronto politico. [...]

  • 1969 - Giampaolo Calchi Novati - La difficile terza via

    1969 - Giampaolo Calchi Novati - La difficile terza via

    Venerdì, 11 Febbraio 2022 - 319.55 Kb - pdf - fc0c490272149a6888265b2f01380632 - Giampaolo Calchi Novati, l’Astrolabio, n. 40 del 12 ottobre 1969I "franchi tiratori" sono l'ultima carta della democrazia cristiana tedesca per evitare per la prima volta nella storia della Germania occidentale, di essere confinata all'opposizione. Il gruppo parlamentare dei liberali, al pari dei socialdemocratici, ha approvato l'accordo di governo fra SPD e FDP per il varo della "minicoalizione" con Willy Brandt cancelliere, Walter Scheel vicecancelliere e ministro degli Esteri, Schiller all'Economia. Il margine di maggioranza del nuovo governo è ristretto, la destra liberale non ha del tutto abbandonato le proprie riserve, sui deputati dissidenti sono in corso pressioni fortissime: la durata del governo e la stessa nomina di Brandt potrebbero essere messe in dubbio. Ma esiste allo stato attuale un'alternativa all'alleanza che si è venuta delineando dopo le elezioni del 28 settembre?Secondo la prassi normale nei sistemi parlamentari, tocca al partito che vince le elezioni tentare di formare il governo.Le elezioni del 28 settembre in Germania hanno avuto però un esito controverso: la CDU-CSU ha mantenuto la maggioranza ma ha perduto voti, la SPD ha migliorato sensibilmente le proprie posizioni al Bundestag ma non ha conquistato la prevista maggioranza, i liberali sono stati drasticamente ridimensionati ma sono rimasti più che mai l'ago di tutte le soluzioni. La fretta con cui Brandt ha richiamato i liberali all'impegno pre-elettorale, già esperimentato nello scorso mese di maggio per l'elezione di Heinemann alla presidenza della Repubblica, voleva impedire che la FDP accettasse le seducenti offerte democristiani: per una coalizione più solida di quella possibile fra i due partiti di sinistra. L'operazione ha avuto successo: liberali e socialdemocratici hanno stipulato un vero e proprio "contratto" e le avances di Kiesinger sono state praticamente respinte. [...]

  • 1969 - Giampaolo Calchi Novati - Le incognite di un putsch

    1969 - Giampaolo Calchi Novati - Le incognite di un putsch

    Lunedì, 14 Febbraio 2022 - 144.28 Kb - pdf - fd096f932c4833fdd8713507bc4782ce - Giampaolo Calchi Novati, l’Astrolabio, n. 42 del 26 ottobre 1969Stato d'assedio, allarme, preoccupazione sulla continuità costituzionale e sulla salvaguardia della "democrazia": l'assassinio del presidente Abdirachid Ali Shermarke ha riportato bruscamente la Somalia alla realtà di un continente in cui vecchie e nuove debolezze alimentano instabilità e insicurezza. A pochi giorni di distanza il ciclo si è chiuso: un colpo di Stato militare ha abrogato gli istituti rappresentativi. Ma la Somalia, "pupilla" della colonizzazione italiana, non era diversa? Il suo Parlamento a più partiti, le elezioni, la regolare successione di governi e presidenti non fornivano l'esempio più probante dell'adattabilità delle istituzioni di derivazione occidentale alle società africane?E' difficile stabilire quale sia il rapporto fra l'attentato del 15 ottobre e il putsch del 21. Un uomo in divisa ha ucciso Shermarke ed è stato subito arrestato. Lutto nazionale e generale compianto. Il 20 Shermarke è onorato con solenni funerali. Il 21 l'esercito e la polizia si sono impadroniti del potere annunciando in un laconico comunicato che la politica del presidente Shermarke sarà crupolosamente osservata. Le alternative sono chiare: o l'esercito ha voluto prevenire un mutamento di rotta nel periodo della "successione" oppure l'esercito ha approfittato dell'attentato, ispirato o meno dalle forze armate, per rovesciare il governo utilizzando il nome del presidente defunto come una copertura. L'interpretazione è resa più complessa dal mistero che ha circonda l’assassinio di Shermarke, perché le versioni date del doloroso episodio (vendetta personale o tribale, congiura internazionale, ecc.) non avevano una precisa base politica. [...]

  • 1969 - Giampaolo Calchi Novati - L'eredità asiatica

    1969 - Giampaolo Calchi Novati - L'eredità asiatica

    Venerdì, 18 Febbraio 2022 - 251.37 Kb - pdf - cf8fc7fcb974838f7d1678ff64d403cb - Giampaolo Calchi Novati, l’Astrolabio, n. 44 del 9 novembre 1969Al termine dello sviluppo su cui si è avviato il Giappone c'è come modello quello degli Stati Uniti. Ma in quale rapporto sarà realizzato a livello di potenze? Il Giappone sostituirà gli Stati Uniti nel "rnoto" creato dal ridimensionamento della loro funzione di gendarme del mondo? Coopererà con gli Stati Uniti nella difesa delle stesse posizioni di potere o concorrerà direttamente con gli Stati Uniti per l'egemonia dell'Estremo Oriente? Il 1970, l’anno del rinnovo, della revisione e dell'abrogazione del trattato di sicurezza nippo-americano darà la prima indicazione. E al 1970 pensano sia le forze politiche ed economiche al governo che le forze d'opposizione: gli studenti, in particolare, che non perdono occasione per esercitarsi nelle manifestazioni di massa, nelle battaglie nei campus universitari, perfezionando le armi della guerriglia urbana per le prove risolutive.L'obiettivo immediato della “violenza” delle organizzazioni giovanili è il viaggio che il primo ministro Sato effettuerà a Washington verso la metà di novembre. Il 21 ottobre è stata indetta in tutto il Giappone una giornata di proteste che avrebbe coinvolto da 400 a 800 mila persone secondo le stime: le forze dell'ordine hanno accettato la sfida e sono scese in campo con 70.000 uomini. La stampa indipendente parla di insuccesso dei contestatori, ma per giudicare i risultati della manifestazione è necessario capire i fini che la "nuova sinistra" giapponese si propone in questa fase della lotta. [...]

  • 1970 - AA.VV. - La guerra nel Biafra

    1970 - AA.VV. - La guerra nel Biafra

    Martedì, 05 Aprile 2022 - 831.55 Kb - pdf - de54c644befb0690d8cd637d1f613817 - Astrolabio, n. 3 del 18 gennaio 1970I 3 anni del Biafra tra guerra e diplomaziaPerché è finita l’avventura di OjukwuPer due anni e mezzo la secessione biafrana ha messo a dura prova non solo la Nigeria ma anche il precario equilibrio politico africano. Oltre due milioni di morti in trenta mesi di una guerra atroce alimentata dalle armi dei "paesi ricchi". [...]

  • 1970 - Giampaolo Calchi Novati - Nigeria: ritorno alla politica

    1970 - Giampaolo Calchi Novati - Nigeria: ritorno alla politica

    Venerdì, 08 Aprile 2022 - 206.96 Kb - pdf - 6d8c0c8df83b337d35f598d0452e2501 - Giampaolo Calchi Novati, Astrolabio, n. 5 del 1 febbraio 1970Quali sono i connotati del regime uscito da trenta mesi di guerra?Una composizione sociale abbastanza delineata, una tradizione di lotte politiche, sono le premesse per il ritorno della Nigeria al ruolo di primo piano che le spetta in Africa. [...] La decompressione seguita alla resa delle truppe del Biafra e al crollo delle sue strutture statali è costata altre sofferenze agli ibo. Non è il caso di evocare una volta ancora il genocidio, ma è certo - e per molti motivi purtroppo era inevitabile - che l'avanzata dell'esercito vittorioso in un paese sovraffollato, tenuto insieme nei tre anni di guerra dalla “paura” per le rappresaglie dei federali, già duramente provato dalla fame, abbia provocato confusione, incidenti, mettendo in luce atti deplorevoli e rivelando la gravità della situazione alimentare in numerose zone dell'ex regione orientale. Le condizioni degli ibo sono state da una parte alleviate dalla prontezza con cui i dirigenti del Biafra, appena fuggito il gen. Ojukwu (tutto sembra confermare che Ojukwu sia stato sconfessato dal suo stato maggiore e che la sua partenza dal Biafra abbia preceduto il disfacimento delle difese dello stato secessionista), hanno accettato di por fine ad ogni forma di ostilità, rinunciando ai sogni di rivincita o alla minaccia della guerriglia, ma d'altra parte all'operazione di soccorso ha nociuto l'affiorare nella politica del gen. Gowon di una componente xenofoba, che si spiega probabilmente con la intenzione di trovare nell'orgoglio dei vincitori e nel risentimento dei vinti un fattore comune, appunto contro i bianchi e contro le interferenze delle grandi potenze, per accelerare il processo della riunificazione nazionale. [...]

  • 1970 - Giampaolo Calchi Novati - Medioriente: la diplomazia del cannone

    1970 - Giampaolo Calchi Novati - Medioriente: la diplomazia del cannone

    Lunedì, 11 Aprile 2022 - 155.26 Kb - pdf - 15e2c7bf38ea52967f340eebc712c089 - Giampaolo Calchi Novati, Astrolabio, n. 7 del 15 febbraio 1970La sfera d'azione delle grandi potenze nel Medio Oriente è compresa fra le risorse della democrazia globale, l'influenza diretta sulle parti in causa, e le forniture di armi. La "regionalizzazione" del conflitto, vecchia aspirazione dì coloro che confidano in ultima analisi nella superiorità a tempo indeterminato di Israele, si è dimostrata - in questi mesi di relativa inattività dei grandi e di tacita rinuncia di Jarring alla sua missione - un falso scopo: i grandi in realtà sono fin troppo implicati, politicamente e militarmente, e d'altronde non rientra certo nei loro piani disinteressarsi di una vicenda che cresce d'importanza in relazione tanto al contenzioso est-ovest quanto alla problematica del Terzo mondo. E i grandi sono puntualmente ritornati sulla scena con tutti i mezzi a disposizione. E' stato un passo dell'URSS, i primi di febbraio, a rimettere in moto il processo. Perché l'URSS? E a quali fini? [...]
Powered by Simple