Federico Artusio

 
  • 1966-F.Artusio-Germania-Il ricatto di Weimar

    1966-F.Artusio-Germania-Il ricatto di Weimar

    Lunedì, 14 Dicembre 2020 - 267.46 Kb - pdf - 67d8e9ea79d2a557f955e8e8f01f26d5 - Federico Artusio, L'Astrolabio, n. 50, Pagg. 12-16, 18 dicembre 1966All'ultimo momento, Günter Grass scrisse a Willy Brandt una lettera patetica. Tutta la stampa tedesca l'ha pubblicata. Sulla Welt, il giornale che più ha lanciato la “grosse Koalition”, le righe di Günter Grass sono collocate tra una lunga lettera dì esaltata adesione del povero Fritz Eder (il terzo triumviro del partito socialdemocratico, malato da sei mesi, e la risposta rassicurante di Willy Brandt (successivamente è stata pubblicata anche una lettera di Grass a Viesinget: ma la risposta del cancelliere non è conosciuta). [...]

  • 1964-F.Artusio-La paura delle idee

    1964-F.Artusio-La paura delle idee

    Venerdì, 08 Gennaio 2021 - 178.88 Kb - pdf - 62c3fa3ab6aef912b1c8aee5fa6cbb3e - Federico Artusio, L'Astrolabio, pagg. 33-34, Anno II, N. 7, 10 aprile 1964La bomba Fulbright, cioè il discorso con il quale il presidente della Commissione Esteri al Senato americano ha denunziato i “miti” che paralizzano lo sviluppo di una realistica visione mondiale della Casa Bianca, ha sorpreso e addolorato la maggior parte dei dirigenti della politica americana. “Cuba è ben altro che una molestia, è una minaccia” - ha risposto Rusk. E il senatore Dodd, democratico del Connecticut e membro della stessa Commissione senatoriale: “dobbiamo al contrario essere disposti ad aiutare più efficacemente le forze della libertà che combattono Castro”. La direzione del partito repubblicano ha emesso il parere che Fulbright ha delineato una politica di appeasement, che potrebbe solo condurre al disastro per il mondo libero; e il senatore democratico Smathers (Florida) ha designato il pensiero di Fulbright una “grossa ingenuità destituita di realismo”. [...]

  • 1964-F.Artusio-L'Europa e noi

    1964-F.Artusio-L'Europa e noi

    Lunedì, 11 Gennaio 2021 - 94.01 Kb - pdf - 1b0351d5fa65217acf9e14e9025c79a8 - Federico Artusio, L'Astrolabio, pagg. 10-12, Anno II, N. 13, 10 Luglio 1964[...] In Italia, disse, occorre limitare i consumi, scremare dunque denaro. In ogni paese dove si sappiano far pagare le tasse, la regola sta in una più severa imposizione diretta. In Italia questo uso non c'è; e d'altra parte, come controllare i salari, con l'ostilità dei sindacati di classe? A questo punto, non resta che gravare con le imposte sui consumi. Ma bisogna anche vedere se i socialisti saranno disposti a sostenere una linea, che a priori colpisce la gente economicamente più debole. [...]

  • 1966-F.Artusio-Vietnam: Il penultimo scalino

    1966-F.Artusio-Vietnam: Il penultimo scalino

    Mercoledì, 03 Febbraio 2021 - 182.31 Kb - pdf - b57a4b4e27191a79e21e4cad9490ef1a - Federico Artusio, L'Astrolabio, n. 28, pagg. 4-8, 10 Luglio 1966Lo scatto di un'ulteriore fase nell'escalation americana nel Vietnam costituisce un fatto nuovo e gravido di conseguenze, l'opinione occidentale comincia a chiedersi se Washington non voglia concludere la vicenda vietnamita alla maniera coreana: un Sud vittorioso e un Nord fisicamente e umanamente disfatto. E' una mera ipotesi? la posizione della SEATO da una parte e lo stato attuale della NATO dall'altra dicono che ben poco si oppone in concreto al piano USA di “cintura anticinese”.

  • 1964-F.Artusio-La paura delle idee

    1964-F.Artusio-La paura delle idee

    Giovedì, 16 Settembre 2021 - 163.06 Kb - pdf - 555da1760f3a647bee0d4147433e6a51 - Federico Artusio, L'Astrolabio, pagg. 33-34, Anno II, N. 7, 10 aprile 1964La bomba Fulbright, cioè il discorso con il quale il presidente della Commissione Esteri al Senato americano ha denunziato i “miti” che paralizzano lo sviluppo di una realistica visione mondiale della Casa Bianca, ha sorpreso e addolorato la maggior parte dei dirigenti della politica americana. “Cuba è ben altro che una molestia, è una minaccia” - ha risposto Rusk. E il senatore Dodd, democratico del Connecticut e membro della stessa Commissione senatoriale: “dobbiamo al contrario essere disposti ad aiutare più efficacemente le forze della libertà che combattono Castro”. La direzione del partito repubblicano ha emesso il parere che Fulbright ha delineato una politica di appeasement, che potrebbe solo condurre al disastro per il mondo libero; e il senatore democratico Smathers (Florida) ha designato il pensiero di Fulbright una “grossa ingenuità destituita di realismo”. Si sa che Fulbright non è piaciuto a Johnson, e che ha trovato scarsa rispondenza nella grande stampa americana; solo pochi democratici di primo piano, come Mansfield e in parte (con la consueta timidezza) Stevenson, lo hanno sostenuto, Johnson stesso ha espresso il suo dispiacere che, sui punti più brucianti della politica estera americana, non ci fosse stata tra lui e Fulbright una conservazione [conversazione?, Ndr] preliminare, e non è senza significato che il Capo del Dipartimento di Stato si sia dato tanta pena per chiarire a tutte le ambasciate americane nel mondo che il discorso di Fulbright non era stato un ballon d'essai dell'Amministrazione, ma espressione di un parere strettamente personale. [...]

  • 1965-F.Artusio-Il lungo assedio

    1965-F.Artusio-Il lungo assedio

    Domenica, 19 Settembre 2021 - 229.33 Kb - pdf - ed7103128ae767e46e3b7d5deec99df5 - Federico Artusio, L'Astrolabio, Pagg. 32-35 Anno III, N. 8 (49), 30 Aprile 1965Sovente mi sono domandato se gli antifascisti non fossero, dopotutto, che una setta di intransigenti perseguitati. Sappiamo che, nei 18 anni che vanno dal 3 gennaio al 25 luglio, forse cinquemila furono i condannati dal Tribunale speciale, e forse poco più che altrettanti gl'italiani relegati alle isole. Da un gruppo di partiti d'opposizione, saliti dopo il delitto Matteotti sull'Aventino, i cittadini disposti ad affrontare il prezzo del dissenso si erano dunque ridotti (moltiplichiamo pure per quattro quel numero dei condannati) all'uno per mille della nazione. Anche la parola “setta” per certi aspetti del suo significato, forse li definisce in modo non improprio. Par ce moyen vous formerez le parti Spinoza … alors le nazismo, le fascismo, et toute sorte de despotisme seront vaincus. (Alain). [...]

  • 1966-F.Artusio-Le tre maggioranze

    1966-F.Artusio-Le tre maggioranze

    Domenica, 03 Ottobre 2021 - 213.02 Kb - pdf - 32e5c10285bad01be6c4c796714c6585 - Federico Artusio, L'Astrolabio, n. 36, pagg. 4-9, 11 Settembre 1966Alto AdigeLe tre maggioranzeMoro a Roma, Klaus a Vienna, Magnago a Bolzano: tre situazioni politico-parlamentari diverse, accomunate dalla difficoltà, per i rispettivi leaders governativi di assicurarsi la maggioranza necessaria per lo scongelamento della crisi altoatesina.Alla fine della settimana più laboriosa che il problema dell'Alto Adige abbia attraversato in questi sette anni di controversia, possiamo dire che sia stato fatto un passo decisivo verso la soluzione? Malgrado le reticenze, le obbiezioni e le richieste di nuovi chiarimenti da parte della Volkspartei, crediamo che l'ultima parola di Magnago alla conferenza stampa di Bolzano (2 settembre) sia esatta: moderato ottimismo. La prospettiva di chiusura della controversia è infatti passata certamente dal piano delle generiche attese a quello di una realistica probabilità. Nello stesso tempo persistono alcune difficoltà chiaramente definibili, e altre ancora meno ponderabili ma forse più pesanti, che sarà necessario scongiurare con ostinazione, e con atti visibili di risolutezza politica. Quando si pensa come siano state risolte pendenze “nazionali” di dimensioni incomparabilmente più drammatiche in questo dopoguerra, grazie al volontarismo e alla chiarezza mentale di classi dirigenti (per esempio, Mendés-France a Ginevra, 1954, per l'Indocina: accordi di Evian per l'Algeria), c'è da domandarsi con stupore come sia ancora possibile che perduri la discussione su pochi articoli che dovrebbero garantire l'autonomia di un ristretto gruppo allogeno di frontiera, in un paese, come l'Italia, ammaestrato dall'esperienza fascista agli obblighi di una democrazia politica e amministrativa che muova, appunto, dal rispetto, moralmente privilegiato, delle minoranze.Ma intanto, per considerare in primo luogo la questione dal punto di vista di Roma, il primo problema che s'incontra non è tanto quello di allargare ancora, più o meno, l'elenco delle “competenze” provinciali da accordare (d'intesa con l'Austria) alla provincia di Bolzano - dove certo è ancora possibile avanzare di qualche poco oltre il “pacchetto” delle proposte discusse per quattro giorni a Bolzano dalla Volkspartei. La difficoltà pregiudiziale è quella politica: vuole il governo Moro prendere su di sé la responsabilità di suscitare e unificare la necessaria maggioranza intorno alla revisione costituzionale necessaria per varare il nuovo statuto? o preferirà attendere una sorta di “motu proprio” del Parlamento, una votazione a due terzi non preparata da una chiara trama politica, e suscettibile forse di deprimenti sorprese nella stessa Democrazia cristiana? [...]

  • 1967-F.Artusio-La destra rampante

    1967-F.Artusio-La destra rampante

    Giovedì, 14 Ottobre 2021 - 133.05 Kb - pdf - 724c3659ee29754d234e6ca1ef915e43 - Federico Artusio, L'Astrolabio, n. 1, Pagg. 14-18, 1 gennaio 1967Siamo andati verso la pace, o verso una ulteriore tensione degli affari internazionali durante il 1966? Per rispondere in onesta coscienza, dobbiamo ammettere che, lungo questi dodici mesi, si sono prodotti alcuni eventi che caratterizzano, senza molte possibilità di dispareri o di obbiezioni, un moto generale di irrigidimento - un potenziamento, per usare la vecchia parola, della destra.Ci riferiamo all'esperienza dell'Occidente, che è la prima da prendere in considerazione; ma va da sé che il rafforzamento della destra non significa la scelta, ma nel migliore dei casi l'imposizione di una certa pace. [...]

  • 1967-F.Artusio-Il mistero di Dallas

    1967-F.Artusio-Il mistero di Dallas

    Giovedì, 14 Ottobre 2021 - 106.94 Kb - pdf - 85b3c22e8ba9df32b9927f4612cbc5c9 - Federico Artusio, L'Astrolabio, n. 2, Pagg. 17-18, 8 gennaio 1967La strana morte di Dallas, questa morte oscura e inesorabile, ha inghiottito ad uno ad uno tutti i testimoni della tragica fine di Kennedy, quattordici in tutto, quattordici bocche chiuse per sempre, ha raggiunto infine il quindicesimo: Jack Ruby, un'altra bocca sigillata, l'ultima. Poco prima di mo-nre aveva parlato per l'ultima volta, gli avevano fatto incidere un disco con tutta la verità; la verità conforme al rapporto Warren, naturalmente. Ecco: lui non sapeva niente di congiure, non conosceva Oswald, non conosceva nessuno, aveva agito in base ad un impulso istintivo e improvviso, proprio per caso, per una coincidenza, s'era trovato presente al trasporto di Oswald. Ora anche la sua morte è una coincidenza, l'ultima coincidenza della fatale catena di coincidenze che ha portato all'eliminazione di tutti coloro che sapevano qualcosa di scomodo, che avevano visto e sentito qualcosa di troppo. Anche Ruby doveva sapere qualcosa, e aveva paura. Diceva che lì lo avrebbero ammazzato, che c'era gente a Washington che sapeva, che gli avevano iniettato delle cellule cancerogene. Povero Ruby! Farneticava; i dirigenti del carcere, infatti, non permisero che in quelle condizioni si sottoponesse alla macchina della verità. Tutto quello che ora può dirci è inciso su quel magnetofono, da dove potremo ascoltare la sua voce spaurita raccontarci la verità ufficiale per la buona coscienza dell'America conformista. [...]
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