Enna (Castrogiovanni fino al 1927). Monumento a Napoleone Colajanni.
Enna (Castrogiovanni fino al 1927). Monumento a Napoleone Colajanni.
Ricordo un mio insegnante di storia che faceva risalire tutta la cattiva situazione di allora alla pace di Vestfalia. Un po' di tempo prima Eva aveva morsicato la mela...
È un fatto assodato che la Storia viene insegnata poco e male nella scuola italiana. Molti personaggi importanti, sono ignorati e, nella migliore delle ipotesi, viene data di essi una leggera infarinatura.
Persone come Carlo Cattaneo, Arcangelo Ghisleri, Napoleone Colajanni e tantissimi altri, vengono trattati in modo alquanto superficiale o per niente.
La situazione, mondiale e nazionale italiana, è molto critica. L'Italia, se continua così, è destinata a schiantarsi, con effetti drammatici, anche mondiali.
Cito Marco Damilano da L'Espresso, N. 8, Anno LXVI, 2020:

[...] L'attualità immediata è ciò che accade, il giorno per giorno, la superficie delle cose. L'attualità permanente sono i problemi strutturali del paese: l'efficienza della pubblica amministrazione, la produttività delle imprese, la qualità della classe dirigente, il nostro sistema di istruzione. E poi la crisi demografica, l'immigrazione che non è mai stata e non può essere considerata un'emergenza ma è una grande questione del secolo e l'emigrazione dei giovani italiani all'estero, il ruolo dell'Italia nel mondo, la cui perdita è sottolineata negli ultimi giorni da quanto sta accadendo in Egitto con lo studente dell'università di Bologna Patrick George Zacy. [...]

Ho deciso di dedicare una intera sezione del mio web a Napoleone Colajanni (1847-1921).
Nella nuova sezione ho inserito alcune note biografiche (file Biografia) del nostro, tratte rispettivamente da opere contemporanee di Onorato Roux (1910), Amedeo Galati di Riella (1914) e Teodoro Rovito (1922).

Illustrazione da "L'Asino" n. 39, 1912 di Galantara e Podrecca.
Illustrazione da "L'Asino" n. 39, 1912 di Galantara e Podrecca.
Ho pubblicato molti testi di Napoleone Colajanni, tratti dalla Rivista popolare del 1911; ho inserito una cronologia del 1911 ed ho diviso i testi proposti per argomenti.
Ho inserito note ed altri elementi multimediali tratti dalla Rete.
Ho pubblicato molti testi relativi alla impresa di Tripoli ed alla guerra italo-turca (1911-1912). Sono anni molto importanti, che decideranno il futuro ed anche il presente drammatico dell'Italia.
Il Colajanni nomina spessissimo i Nazionalisti, con a capo Enrico Corradini: si sentirà ancora parlare di lui negli anni successivi... e di un certo Benito Mussolini.
I primi anni del Novecento sono molto importanti. In essi si trova l'incubazione di avvenimenti successivi, che ipotecheranno la storia europea e mondiale degli anni successivi, con ricadute anche odierne.
Ho trovato in Guido Pescosolido, Una società immobile? ..., in Mezzogiorno, Risorgimento e Unità d’Italia, a cura di Giuseppe Galasso, Accademia Nazionale dei Lincei 2011: ...  Tuttavia per comprendere tutte le ragioni dell’atteggiamento dell’imprenditoria meridionale va tenuto presente non solo la posizione di favore che alcune scelte di politica economica conferirono ad imprese settentrionali, ma anche il fatto che la politica liberista assicurò all’agricoltura meridionale in tutti i suoi settori una crescita senza precedenti delle esportazioni e conseguentemente della produzione, che compensò a livello sia di reddito che di occupazione almeno fino al 1887 le perdite subite sul fronte delle industrie e anche su quello della rete dei trasporti marittimi. In tale crescita è da ricercare il forte radicamento nella cultura meridionale e meridionalistica - anche quella che più si preoccupava delle condizioni di arretratezza e di miseria del Mezzogiorno - della convinzione che l’avvenire economico e sociale del Sud risiedesse in uno sviluppo di tipo prevalentemente agricolo-commerciale. Solo Napoleone Colajanni e Francesco Saverio Nitti, quest’ultimo peraltro dopo una prima fase di adesione al liberismo, si sottrasse a quella suggestione. ... ".
E ancora: ...  Fu per queste ragioni che, nonostante il brigantaggio, la renitenza alla leva, la crescita della protesta per il carico fiscale, il Mezzogiorno e lo stesso pensiero meridionalista, pur protestando fino a denunciare l’esistenza di due Italie, non sostennero mai che convenisse staccarsi dallo stato italiano e tanto meno, chiuso il brigantaggio, pensarono a una restaurazione borbonica; reclamarono cambiamenti energici della politica economica governativa nella convinzione che comunque solo all’interno dello Stato unitario il Mezzogiorno avrebbe potuto avere un futuro migliore. D’altro canto neppure il Nord pensava allora minimamente di staccarsi dallo Stato unitario ben consapevole del fatto che il Sud, grazie ai grandi investimenti effettuati in infrastrutture aveva assunto nel sistema economico nazionale il ruolo di un mercato che all’industria settentrionale non conveniva certo perdere, un mercato rafforzato nelle sue possibilità di acquisto di manufatti settentrionali dai proventi delle esportazioni di prodotti agricoli specializzati e a partire dalla metà degli anni Ottanta dalle rimesse degli emigrati. E solo quando ebbe la disponibilità esclusiva del mercato meridionale, garantita dalla tariffa protezionista del 1887, l’industria dell’Italia settentrionale iniziò il recupero rispetto a quelle delle aree europee più avanzate, divenendo uno dei paesi più sviluppati del mondo, sia pure con una questione meridionale ancora aperta e che non si potrebbe certo risolvere tornando a una condizione politico istituzionale di tipo preunitario, che non sarebbe senza gravi danni neppure per il Nord, e la cui debolezza al Nord come al Sud, si spera sia stata sufficientemente illustrata in queste pagine.


La guerra italo-turca terminò ufficialmente il 15 ottobre 1912 con la Pace di Ouchy (Losanna). L'8 ottobre 1912 era iniziata la 1. guerra balcanica, che durò fino al 30 maggio 1913, tra l'impero turco ed il Regno di Montenegro, Bulgaria, Serbia e Grecia.
Nel giugno 1913 iniziò la 2. guerra balcanica (tra gli stessi), che terminò il 10 agosto 1913; il 28 giugno 1914 a Sarajevo (Serbia) fu ammazzato l'arciduca austriaco Francesco Ferdinando; il 28 luglio 1914 l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, aprendo così il primo conflitto mondiale, una tragedia di dimensioni immani che cambierà per sempre il volto dell’Europa aprendo la strada ad altri drammi.
Il disegnatore umorista e deputato socialista Guido Podrecca (quello de L'Asino!) in Libia Impressioni e polemiche, Roma 1912 scriveva a Camillo Prampolini (contrario alla guerra di Libia)

[…] E quando, come me, si sentono assillati dallo stesso problema e lo risolvono in senso favorevole all'occupazione, uomini di antica fede socialista - sia pur dissidenti per qualche verso - quali Arturo Labriola, Paolo Orano, A. O. Olivetti, T. Monicelli, Roberto Marvasi - i quali, anzi, ci furon fino a ieri messi di fronte quali più veri e maggiori interpreti del rivoluzionarismo autentico; o uomini quali Angiolo Cabrini, Agostino Berenini, Giuseppe Canepa, Antonio Graziadei, Tullio Rossi-Doria, Bonomi, Bissolati, che fino a ieri voi stessi giudicavate dei migliori fra gli ortodossi - potete con tranquilla coscienza affermarli pervasi tutti di ebrezza militaresca, o non vi sorge il dubbio che essi possano trovarsi nel vero quando al problema dell'espansionismo - sia pur affacciatosi nella repugnante lorica di Marte - danno un valore che travarca le nostre antipatie e simpatie personali? […]

Molti dei personaggi citati aderirono al fascismo, tanto che Benito Mussolini nell'Opera omnia, Vol. XXIV, La Fenice, Venezia 1961, scriveva:

Nel grande fiume del Fascismo troverete i filoni che si dipartono dal Sorel, dal Peguy, dal Lagardelle del Mouvement Socialiste e dalla coorte di sindacalisti italiani, che tra il 1904 ed il 1914 portarono una nota di novità nell’ambiente socialistico italiano, già svirilizzato e cloroformizzato dalla fornicazione giolittiana, con le Pagine Libere di Olivetti, La Lupa di Orano, Il Divenire Sociale di Leone.

Le illustrazioni che accompagnano questa sezione sono tratte da L'Asino (1912), Tripoli italiana (1911), Lega navale (1912), da opere di M. De Mathuisieulx (1903-1912), Vita d'arte (1908), da un libro del 1900 sul pittore Giovanni Migliara e, qualcuna, dal web.