Napoli

1968 - Edmondo M. Capecelatro - Lombroso in Barbagia

1968 - Edmondo M. Capecelatro - Lombroso in Barbagia

Ennio Capecelatro, Astrolabio, n. 14, 7 aprile 1968
Finalmente, grazie alla televisione, lo abbiamo visto questo Graziano Mesina, guardato bene in faccia e misurato dalla punta dei piedi alla calotta cranica. Lo abbiamo osservato di fronte, di spalle, di profilo, di sopra, in giù e viceversa, con particolare attenzione alle estremità inferiori, dal momento che il video ha insistito a portarle in primo piano; poco è mancato che non gli abbiamo tastato l'epidermide lungo tutto il comprensorio anatomico per accertare se sotto non si muovessero forze vulcaniche in procinto di esplodere. Lo abbiamo scrutato e riscrutato per scoprire un segno, un tratto che rivelasse il terribile bandito; benché in disuso da decenni, abbiamo rispolverato anche Lombroso per cercar di capire se lo spaventoso personaggio si nascondesse nella fronte a fetta di cocomero, nel naso adunco, nel taglio senile delle labbra o nelle dita tozze e corte, che spesso gli accusatori dell'Italia umbertina utilizzarono per dotte teorizzazioni sul criminale per decreto divino. Niente da fare: più abbiamo scavato e più siamo stati costretti a concludere maliconicamente: ma è tutto qui il terrore della Barbagia? In quest'ometto, magari tracagnotto e tendenzialmente taurino, ma sempre un ometto, dagli occhi tra spauriti ed allucinati, dai lineamenti tagliati con scrupolo geometrico ma piuttosto tesi, come di uno che soffra di nevrosi d'angoscia? E chi sa quante notti d'incubo deve avere avuto mentre i suoi fans lo immaginavano al centro di cruenti conflitti con forze soverchianti che egli regolarmente sbaragliava. [...]

Data creazione Martedì, 29 Giugno 2021
Categoria Napoli
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