Napoli

1969 - Giorgio Rossetti - Napoli affonda e tace

1969 - Giorgio Rossetti - Napoli affonda e tace

Giorgi Rossetti, L'Astrolabio, n. 41 del 19 ottobre 1969
Napoli, ottobre. Accanto alle lotte operaie del centro-nord, i fatti che più hanno marcato gli ultimi mesi della vita italiana si può dire che siano concentrati nell'area che gravita intorno a Napoli: dalle sommosse di Battipaglia e di Castelvolturno a quella di tutt'altro tipo, ma innestata nella stessa matrice socioeconomica, di Caserta. Queste ultime settimane poi hanno richiamato l'attenzione dei grandi quotidiani, della radio, della televisione, sulle frane e sui dissesti stradali che hanno travagliato Napoli. Anche in questo caso c'è voluto un avvenimento drammatico e luttuoso, perché un certo malessere di fondo venisse alla luce. Ma quanto è stata capita la situazione fuori di Napoli? E quanto nella stessa città?
La cronaca degli avvenimenti ormai è nota. I primi nubifragi autunnali hanno lavorato in profondità, portando al limite massimo di resistenza il sistema fognario, che di colpo è entrato in crisi. Sono bastate poche pioggerelle insistenti perché tutto si disfacesse. Dal giorno in cui si è prima lesionata, e poi è sprofondata via Aniello Falcone, inghiottendo il povero dottor Cerrato, i dissesti stradali e le lesioni agli edifici si sono moltiplicati con velocità impressionante. Quasi ogni giorno una nuova strada era chiusa al traffico sulla collina del Vomero: via Cilea, il corso Vittorio Emanuele II, via Giacinto Gigante, piazza Leonardo, il secondo tratto di via Cilea, via Mattia Preti etc., rendendo a tratti impossibile il collegamento con la parte occidentale della città.
Contemporaneamente, altri sprofondamenti si avevano in periferia, nella parte orientale della città e infine si lesionava la pista dell'aeroporto civile e militare di Capodichino. L'ultimo blocco si è avuto nella centralissima via Roma.  [...]

Data creazione Lunedì, 12 Aprile 2021
Categoria Napoli
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