Nord-Sud

 
  • A. Danna - Una tesi di Maturità

    A. Danna - Una tesi di Maturità

    Lunedì, 18 Febbraio 2019 - 101.05 Kb - pdf - 9674327a355a3423a9412dab672241de - Antonella Danna, La Questione Meridionale. Tesi di Maturità, Liceo Classico dell'I.I.S.S. "Francesco Crispi" di RiberaCon l'espressione “Questione Meridionale” si definisce lo sproporzionato divario, nelle attività sociali ed economiche, nell’intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione, tra le regioni settentrionali e quelle meridionali dell’Italia; tale divario ha dato luogo ad un ampio dibattito relativo alle cause del mancato sviluppo economico, sociale, culturale del Sud dopo l'Unità d'Italia. [...]

  • 1905 - A. De Blasio - I galoppini

    1905 - A. De Blasio - I galoppini

    Lunedì, 18 Febbraio 2019 - 140.03 Kb - pdf - 67cb019e1c07adef94d958f3b87bb6e5 - De Blasio, La malavita a Napoli: ricerche di sociologia criminale, Napoli, Stab. tip. G. M. Priore editore, 1905[...] “Elettori! Se mi permetto di chiedervi il voto, non lo faccio per vanagloria, ma per distruggere il monopolio della corruttela, che da anni tiene avvinto il nostro collegio!” [...] Ad elezione finita restano come amici del Deputato i soli Guardaspalle, ai quali ricorrono gli elettori per avere delle raccomandazioni. È inutile dire che la maggior parte dei nostri onorevoli non si sono mai occupati dei loro elettori; ma certe volte, per togliersi, come essi dicono, le seccature... [...]

  • Emigrazione e questione meridionale

    Emigrazione e questione meridionale

    Domenica, 10 Marzo 2019 - 189.15 Kb - pdf - 3c7dcbb5af71f02f57c3671e983ca317 - Da http://basilicata.bancadati.itRiflessione storiografica: emigrazione e questione meridionale[...] “Il problema meridionale si risolverà… se sapremo creare una nuova idea politica e una nuova forma di Stato, che sia anche lo Stato dei contadini; che li liberi dalla loro forzata anarchia e dalla loro necessaria indifferenza. Né si può risolvere con le sole forze del mezzogiorno… ma soltanto con l’opera di tutta l’Italia, e il suo radicale rinnovamento”. [...]C. Levi, Cristo si è fermato ad Eboli, Mondadori, Cles (TN) 1976, pag. 210

  • 1977 - Angelo Romanò - Partecipazione e spartizione

    1977 - Angelo Romanò - Partecipazione e spartizione

    Domenica, 24 Marzo 2019 - 97.17 Kb - pdf - 4b0220acb8a2d6a54b4ec6d96e380304 - Angelo Romanò, L'Astrolabio, n. 21 del 14 novembre 1977[La lottizzazione] è, nella sfera del sottogoverno, il correlato del consolidamento delle correnti nella DC prima, e poi delle formule di coalizione nella fase del centrismo e del centrosinistra. La pratica ormai abituale d'assegnare a uomini designati dai partiti gli incarichi che comportano responsabilità non politiche ma amministrative e manageriali negli enti e nelle aziende delle Stato o collegate ad esso è un momento, tra i più rilevanti e carichi di conseguenze, della tendenza ad espropriare lo Stato che caratterizza la presenza dei partiti nel nostro Paese; e ha riflessi sia sul ruolo dei partiti, che così si trasformano da centri di elaborazione politica, di dibattito, di orientamento ideologico e culturale, di progettazione in vere e proprie strutture di potere, sia sul libero dispiegarsi della dialettica democratica della società, dal momento che il potere, concentrandosi, tende a emarginare e a escludere coloro che non si riconoscono nei suoi apparati. Di fatto, la società si spacca e disunisce, con fenomeni diversi ma sempre negativi ai fini della sua crescita. [...]

  • 1977 - Bruno Manfellotto - Clientele ed ipocrisie

    1977 - Bruno Manfellotto - Clientele ed ipocrisie

    Martedì, 26 Marzo 2019 - 143.55 Kb - pdf - ae78961ccccc2f1760b7b4ce97d477f9 - Bruno Manfellotto, L'Astrolabio, n. 24, 1977[...] La cosiddetta “catena di Sant'Antonio” si è ormai spezzata e non darei quest'onore a Luciano Infelisi; l'arte del rovellismo è solo l'esempio più deteriore di come - e con i soldi di chi - abbiamo industrializzato buona parte del Mezzogiorno, ma non darei affatto il primato di questa scoperta al magistrato romano.[...] 

  • 1978-79 - Astrolabio - Marcello Vittorini

    1978-79 - Astrolabio - Marcello Vittorini

    Venerdì, 12 Aprile 2019 - 2.14 Mb - pdf - 487160d739b3fe0e8b1e148dd7ca06ac - Marcello Vittorini, 16 articoli dalla rivista L'Astrolabio (1978-1979), a cura di Michele Colletta.Ho trovato i 16 articoli che vi propongo, nella raccolta de L'Astrolabio (1963-1984), rivista molto letta all'epoca e creata da Ferruccio Parri ed Ernesto Rossi, al quale si deve anche il titolo.I contenuti degli scritti mi hanno colpito profondamente, per cui ho cercato informazioni sull'Autore, Marcello Vittorini.Purtroppo ho trovato poco. Sono, tuttavia, convinto che il nostro sia uno di quegli italiani geniali, ma sconosciuto ai più. Per questo mi sono deciso a pubblicare questi suoi 16 articoli.Marcello Vittorini era un Ingegnere civile, docente universitario ed urbanista di fama internazionale, protagonista dell'urbanistica italiana della seconda metà del secolo XX.Egli ha perso, ma le sue intuizioni, le sue proposte, i suoi scritti, a volte durissimi, sono di una attualità impressionante.

  • 2011 - Lezioni di Storia

    2011 - Lezioni di Storia

    Giovedì, 09 Maggio 2019 - 133.99 Kb - pdf - d4aef31967c71237de2a2f230ebb6911 - Vi presento 2 articoli scritti nel 2011 (L'Unità del 19.03-2011 e www.nens.it), ma che sembrano scritti oggi (2019). Sono due buoni esempi di come si "volgarizza'"la Storia, “maestra di vita”.Vincenzo Visco: [...] Il fatto è che le forze che potevano in teoria opporsi ad una deriva degenerativa non sono state all’altezza del loro compito per insufficienze culturali e politiche, ma soprattutto perché non avevano la stessa interpretazione della vicenda italiana e del percorso di necessaria modernizzazione del Paese, e comunque non ne avevano una adeguata. [...]Giorgio Ricordy: [...] Il piglio spregiudicato e decisionista con cui Craxi e il suo gruppo di potere si muovono su questa direttrice comporta da un lato il progressivo dilagare del sistema tangentizio e lottizzatorio nel quale trovano spazio diffusi margini di interessi personali, dall'altro il radicamento di ostilità e diffidenza da parte di aree crescenti del potere economico e internazionale. Contemporaneamente, la disinvoltura, spesso strumentale, con cui viene gestita la finanza pubblica per fini clientelari, apre la strada ad uno squilibrio debitorio che in pochi anni porta il debito a raddoppiare e il deficit di bilancio a diventare quasi incolmabile anche per la conseguente vertiginosa crescita degli interessi passivi. [...]

  • 1982 - Augusto Graziani - Il Mezzogiorno

    1982 - Augusto Graziani - Il Mezzogiorno

    Mercoledì, 19 Giugno 2019 - 97.35 Kb - pdf - eaa436fc853b0096fb9e1af064106f79 - Augusto Graziani, L'Astrolabio n. 23, 1982[...] Bisogna anzitutto avere percezione nitida del fatto che tracciare l'avvenire del Mezzogiorno come avvenire di produzione e di mercato e non di clientela e di assistenza, lede inesorabilmente una struttura di interessi che ha ormai acquisito una conformazione consolidata. Un avvenire produttivo del Mezzogiorno, significa per il Centro-Nord l'impossibilità di continuare nel disegno strategico di utilizzazione della zona lavoro meridionale che esso sta perseguendo e che consiste nell'utilizzare i lavoratori del Mezzogiorno mediante il decentramento di attività produttive, facendo affluire manodopera nelle regioni del Nord soltanto nella misura necessaria per rimpiazzare lavoratori locali nelle mansioni più ingrate e ormai rifiutate. Ma, e questo è forse l'ostacolo principale, un avvenire produttivo per il Mezzogiorno significa il venir meno della gerarchia burocratica e clientelare che, assicuratesi il controllo dei flussi di denaro pubblico, domina la società meridionale attraverso strade che passano per il controllo amministrativo e che nulla hanno a che vedere con i meccanismi del mercato. Sono, inutile dirlo, gli stessi ceti che sul piano nazionale stringono alleanze con gli imprenditori del Nord, per dare vita a governi nazionali che sì reggono sulle due staffe dell'efficienza nel Nord e del clientelismo nel Sud. Detronizzare questi ceti e sostituirli con una società democratica, fatta di borghesia imprenditoriale e di lavoratori che si muovono in un mercato di piena occupazione, rappresenta una prospettiva di portata rivoluzionaria. [...]

  • 1982-83 - Astrolabio - Economia e Mezzogiorno

    1982-83 - Astrolabio - Economia e Mezzogiorno

    Venerdì, 28 Giugno 2019 - 397.13 Kb - pdf - 17531ac13dd36a27c5ca439f014de18e - Vi presento una serie di articoli apparsi sull'Astrolabio nn. 21-22-24 e 25 del 1982 e nn. 1-4-8-16 e 17-20 del 1983.[...] I meridionalisti appaiono alla gente o come piagnoni che lacrimano sulle sventure del Mezzogiorno oppure come alacri sostenitori di un sistema di potere, per lo più corrotto e corruttore, ben nidificato e sostenuto con la finanza pubblica. O protestano oppure sono ben inseriti dentro enti, centri studi, organismi di consulenza e di ricerca, dispensatori di favori e di prebende. A volte singolarmente certi meridionalisti fanno l'una e l'altra cosa: contestano e approfittano al tempo stesso. E così intellettuali, come si dice?, impegnati tracciano la mappa dei malanni del Mezzogiorno e al tempo stesso si ritagliano una fettina di potere e di denaro all'ombra di “prestigiosi” centri. Ma lascerei ad un sociologo della conoscenza (possibilmente anglosassone) il compito di esplorare meglio le ragioni e gli effetti di questa schizofrenia di una certa intellettualità meridionalista. [...] Bisogna allora mettere a punto interventi specifici sul mercato del lavoro, sfuggendo al doppio pericolo, già sperimentato, del garantismo ad oltranza (vedi l'esperienza della legge 285 sulla disoccupazione giovanile) e del sussidio indiscriminato. [...]Mariano D'Antonio

  • 1974 - Rocco Tancredi - I Mezzogiorni d'Europa

    1974 - Rocco Tancredi - I Mezzogiorni d'Europa

    Domenica, 04 Agosto 2019 - 716.86 Kb - pdf - e958bc832ef9948a9ead19a97ca06fb8 - I Mezzogiorni d'Europa, a cura di Rocco Tancredi, Lacaita editore, Taranto, 1974[...] Sempre meno popolato, sempre più vecchio. Secondo le previsioni demografiche dell’Istat, l’Italia invecchia irreversibilmente, ma il Sud ancora di più. E da qui al 2065 è destinato a svuotarsi. Gli italiani si sposteranno sempre più verso il Centro-nord: tra meno di cinquant’anni le regioni settentrionali accoglieranno il 71% dei residenti, mentre nel Mezzogiorno si scenderà al 29 per cento. Con 1,1 milioni di individui che faranno le valigie.In base allo scenario tracciato dall’Istat, saranno 14,4 milioni gli italiani che si sposteranno da una regione all’altra entro il 2065. La previsione, però, è quella di un calo degli spostamenti, dai 330mila all’anno attuale ai 262mila entro il 2065, per via del progressivo invecchiamento della popolazione. Chi si muove ha di solito un’età compresa tra i 25 e i 39 anni, e questa classe d’età con il calo della natalità generalizzata sarà sempre più ristretta.Ma a beneficiare di questi spostamenti, seppur ridotti, sarà soprattutto il Nord Est, con un saldo di trasferimenti positivi di 473mila unità in meno di 50 anni. A seguire il Nord Ovest, con 458mila individui in più; e il Centro, con 389mila unità aggiuntive. Negativo, invece, il saldo per il Mezzogiorno: nelle isole mancheranno all’appello 198mila individui, nelle regioni del Sud si conteranno 1,1 milioni di persone in meno.Entro il 2065 nelle isole mancheranno all’appello 198mila individui, nelle regioni del Sud si conteranno 1,1 milioni di persone in meno.Nel 2065, gli italiani saranno circa 54 milioni, 6 milioni e mezzo in meno rispetto a oggi. Di questi, solo 10,7 milioni risiederanno al Meridione. E la popolazione meridionale sarà quella a invecchiare più in fretta rispetto a tutto il resto d’Italia. Nel Sud e nelle isole, la popolazione passerebbe da un’età media iniziale compresa tra i 43 e i 44 anni, più bassa di quella registrata nel Centro-nord, a una vicina ai 46 anni entro il 2025, e poi a una superiore ai 50 entro il 2045. [...]Fonte: linkiesta.it/it/article/2018/05/04/sempre-piu-vecchio-povero-e-spopolato-il-sud-italia-e-destinatoallest/37972/

  • 1863 - Cesare Lombroso - 3 mesi in Calabria

    1863 - Cesare Lombroso - 3 mesi in Calabria

    Venerdì, 06 Dicembre 2019 - 149.82 Kb - pdf - 1b2dc4cb3af5b205536b1db0fcddb499 - Cesare Lombroso (1835-1909), 3 mesi in Calabria, in Rivista contemporanea, fascicolo CXXI, dicembre 1863, Torino.[…] Può dunque immaginarsi in quale stato sia l'igiene fra quei poveri nostri fratelli. Un decimo quasi del suolo (490 miglia quadrate) giace paludoso ed incolto. Questi terreni pur troppo apportano un danno gravissimo alla pubblica igiene, e da questo lato non saprei se peggiori le paludi od i boschi.Nella ricchissima Gioia l'aria è così infestata dal miasma che tutti i ricchi emigrano per sei mesi dell'anno, nè vi stanno il giorno che poche ore, ritirandosi la sera in Palme. Ora l'asciugare quelle paludi che la contornano costerebbe poco e renderebbe molto. S. Ferdinando deve la sua origine al prosciugamento del torrente. Anche in Gioia alcune paludi furono incanalate e ridotte a frutteti e vigneti da un francese, resero il 25 per 100 e diminuirono l'intensità delle febbri. [...]

  • 1969 - Roberto Weigmann - Quindicimila reclute per la Fiat

    1969 - Roberto Weigmann - Quindicimila reclute per la Fiat

    Giovedì, 13 Gennaio 2022 - 228.54 Kb - pdf - 063a567ef7ba32661931923a0e51899c - Roberto Weigmann, l’Astrolabio, n. 13 del 30 marzo 1969Torino, marzo. La notizia che la Fiat intende assumere nel corso dell'anno 15.000 operai, reclutandoli quasi interamente nel Mezzogiorno, qui ha sorpreso tutti quanti. Stupore anche negli ambienti di solito più informati, tra coloro che vengono a conoscere le novità un po' prima degli altri attraverso i fili veloci delle indiscrezioni telefoniche, delle due parole sussurrate in corridoio. Eppure, a distanza di pochi giorni, la decisione sembra ormai un fatto scontato. Comparsa dapprima sull’Unità, la notizia ha ricevuto immediatamente un crisma di ufficialità dalle numerose interrogazioni in Consiglio Comunale. Ma il tono della risposta dell'assessore Valente era rassegnato, era la voce di chi ormai ha capito da anni che alla Fiat non si può dir di no. "A Torino abbiamo 480.000 occupati, contro meno di 10.000 disoccupati, di cui 3.000 tra pensionati e casalinghe. Bisogna quindi rivolgersi altrove. D'altra parte gli arrivi dal Sud sono in aumento. Lavoratori e familiari si accontentano di alloggi modesti. Ma sarebbe indispensabile affrettare incontri ed intese, per coordinare i vari settori edilizi e industriali". Le dichiarazioni riflettono la totale incapacità dell'amministrazione comunale di pretendere di indirizzare lo sviluppo della città. Quindicimila nuovi operai meridionali, più tremila assunzioni alla Pirelli di Settimo effettuate con lo stesso criterio, significano una città di sessantamila abitanti. I costi dell'inserimento andrebbero, per la maggior parte, a carico degli enti locali: nuove scuole, nuove case, nuove attrezzature. O più probabilmente nuovi disordinati dormitori cresciuti come erbacçe selvatiche in mezzo ai campi, dove li semina il criterio del profitto degli impresari edili.Anche senza guardare agli squilibri regionali che risulterebbero accentuati e alla programmazione irrisa, anche limitandosi all'interesse egoistici dei bilanci dissestati dei comuni di Torino e della “cintura”, la decisione non potrebbe non preoccupare, naturalmente, la risposta di "autorità" e centri di potere politico locale prevede solo un ipotetico programma di incontri e intese, per "coordinare" i settori dell’edilizia e dell'industria! Sarebbe certo un'illusione aspettarsi da una giunta scolorita, che vivacchia stancamente in attesa delle elezioni amministrative sotto la tutela dei dorotei e dei socialdemocratici, un 'opposizione alla scelta delle industrie di scaricare sugli enti pubblici le diseconomie esterne della loro espansione. [...]

  • 1994 - Sergio D'Amaro - Da Qualesammarco

    1994 - Sergio D'Amaro - Da Qualesammarco

    Mercoledì, 17 Agosto 2022 - 79.09 Kb - pdf - 053fb6a02be2ee5b15cffcc641aae57a - Da Qualesammarco, Nr. 1 di Febbraio 1994Quell’Italia allo specchio somiglia al suddi Sergio D’AmaroNel ‘93 sono usciti due libri che hanno contribuito con un ben riconoscibile stile polemico e divulgativo a risollevare, da punti di vista diversi, storia e natura attuale della questione meridionale. I libri sono Sud, specchio d’Italia di Giovanni Russo (ed. Liguori, Napoli, introd.di F. Erbani, pp. 311, L. 35.000) e Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento ad oggi di Piero Bevilacqua (ed. Donzelli, Roma, pp. 176, L. 25.000).Russo ha raccolto articoli e interventi, per lo più usciti sul Corriere della Sera, e li ha distribuiti per temi, lasciando ad Erbani il compito di sintetizzarne il contenuto in appositi cappelli premessi a ciascuna sezione. Russo, ci sembra, insiste appassionatamente sulla necessità di una rilettura globale della questione, anzi di un ritorno del Sud come questione, come il problema per eccellenza contro la sottocultura del meridionalismo burocratico e di Stato.Il punto essenziale della soluzione del problema passa attraverso la carenza e l’assenza della programmazione nazionale, che sola può coordinare le politiche economiche e sociali. Questo implica (come lo stesso Russo più volte ribadisce) una rifondazione dello Stato, una revisione in profondità delle istituzioni e della Cultura di governo. Ancora una volta, cioè, il Sud coincide col problema tipico di tutta l’Italia, che è un allontanamento irresistibile quanto fatale dallo spirito del Risorgimento, dalla unitarietà del suo orizzonte nazionale, dalla mentalità razionale dei suoi obiettivi. La causa del divario sta nella vanificazione degli sforzi per fondare uno Stato moderno, liberale, borghese e democratico; la persistenza di quel divario sta nel ritorno ad un nuovo feudalesimo, nella degenerazione assistenziale delle istituzioni, nell’uso arbitrario delle risorse pubbliche. [...]

  • Vincenzo Medde - Perché il Sud è rimasto indietro

    Vincenzo Medde - Perché il Sud è rimasto indietro

    Domenica, 11 Settembre 2022 - 393.64 Kb - pdf - d5e0e82dd0c621b1e07275c77b95dec8 - https://www.iconur.it/storia-degli-uomini/27-perche-il-sud-e-rimasto-indietroPerché il Sud è rimasto indietrodi Vincenzo Medde1. Il Meridione si sta avviando verso il sottosviluppo permanente?La SVIMEZ nel suo Rapporto 2015 sulla situazione del Meridione delinea un quadro davvero preoccupante: l’Italia risulta essere un Paese sempre più diviso e diseguale, dove la distanza del Sud dal Centro-Nord-Est ha ripreso ad allargarsi, per tornare nel 2014 ai livelli di inizio secolo.Tra il 2001 e il 2014 sono emigrati dal Sud verso il Centro-Nord oltre 1 milione 667 mila meridionali, a fronte di un rientro di 923 mila: il Mezzogiorno ha quindi perso 744 mila unità, il 70% giovani, dei quali poco meno del 40% laureati.E il Sud è sempre più povero, infatti la povertà assoluta sul totale della popolazione è passata dal 2008 al 2013 dal 2,7% al 5,6% nel Centro-Nord, e dal 5,2% al 10,6% al Sud.Tra il 2008 ed il 2014 nel Mezzogiorno gli occupati sono diminuiti del 9%, sei volte di più che nel Centro-Nord (-1,4%).Quasi raddoppiati, rispetto al 2008, anche i tassi di disoccupazione dei giovani sotto i 34 (31,2% al Sud, 12,9% al Centro-Nord). ...

  • 1911 - F. Saverio Nitti - Il Sud nei bilanci dello Stato

    1911 - F. Saverio Nitti - Il Sud nei bilanci dello Stato

    Mercoledì, 14 Settembre 2022 - 1.56 Mb - pdf - 8fce691ebc3706269ea6f3fc354c83fd - Francesco Saverio Nitti, Nord e Sud, Roux e Viarengo Torino 1900Avvertenza. - Il volume Nord e Sud è una sintesi dell'opera pubblicata in due anni negli Atti del R. Istituto d'incoraggiamento di Napoli, del 1899 e del 1900. Di quest'opera sono stati tirati a parte 100 esemplari e pochi sono messi in vendita a lire venticinque ciascuno. È un grosso volume, in-folio piccolo, di circa pagine 500, con parecchie centinaia di tabelle e di quadri statistici. Per acquistarlo dirigersi direttamente al prof. NITTI in Napoli (Porteria San Raffaele, n. 10) [da Francesco Saverio Nitti, Nord e Sud, Roux e Viarengo Torino 1900]Il Sud nei bilanci dello Stato italianoQuesti passi del Nitti documentano ampiamente il fenomeno, ben noto sia a livello scientifico che di “vulgata popolare”, della sperequata ripartizione tra le varie parti del paese delle entrate e delle spese dello Stato, che favorì costantemente il Nord a danno del Sud. Ed infatti, non solo il Mezzogiorno ebbe un carico tributario sempre superiore alla quota che realmente gli spettava, ma non ricevette che una parte modesta della spesa dello Stato, sia di quella in opere pubbliche, uffici ecc., sia di quella inerente alle commesse che andarono prevalentemente al Nord, anche quando era il Sud il più attrezzato per produrre ciò che si richiedeva. Così, ad esempio, negli anni ’70, un’inchiesta parlamentare accertò che erano le industrie napoletane quelle maggiormente adatte, nonostante la crisi seguita all’Unità, alla produzione di macchine e motori marini, purtuttavia le commesse andranno ugualmente al Nord, alimentando così lo sviluppo delle industrie settentrionali. [...]

  • 2008 - Nelson Moe - Altro che Italia!

    2008 - Nelson Moe - Altro che Italia!

    Giovedì, 15 Settembre 2022 - 247.17 Kb - pdf - 4734a6e312096f9d010bae62bc0af50c - Mezzogiorno in idea"Altro che Italia!". Il Sud dei piemontesi (1860-61)di Nelson Moe1. Introduzione.Nel maggio 1860 la "spedizione dei Mille" di Garibaldi sbarcò in Sicilia, sconfiggendo le truppe borboniche sull'isola alla fine di luglio e da lì, attraverso la parte meridionale dell'Italia continentale, entrò trionfante a Napoli i primi di settembre. Il Regno delle Due Sicilie fu così conquistato e, con il plebiscito del 21 ottobre, unito alle province settentrionali sotto l'autorità di re Vittorio Emanuele per formare il Regno d'Italia. Il sogno di un'Italia unita, con l'eccezione di Roma e Venezia, diventava finalmente realtà. Tuttavia, per i piemontesi che avevano orchestrato questa unione, governare le province ex-borboniche dell'Italia meridionale nei mesi che seguirono si sarebbe dimostrato tanto difficoltoso quanto il conquistarle ...

  • 1888 - F. Saverio Nitti - L'emigrazione ed i suoi avversari

    1888 - F. Saverio Nitti - L'emigrazione ed i suoi avversari

    Giovedì, 15 Settembre 2022 - 1.67 Mb - pdf - 0fbd4057674154df744b165263df907e - Francesco S. NittiL'Emigrazione italiana e i suoi avversari1888L. Roux & C. - Editoritorino-napoliCAPITOLO I.Il disegno di legge del'on. Crispi - Gli scrittori italiani e l'emigrazione - Una lettera di Bacone - L'emigrazione italiana e quella degli altri stati d'Europa - L'emigrazione e la densità della popolazione - L'emigrazione, le nascite e la mortalità - I paesi senza emigrazione - L'emigrazione e il corpo sociale. ...

  • 1910 - Arturo Labriola - Come sorse la questione meridionale

    1910 - Arturo Labriola - Come sorse la questione meridionale

    Lunedì, 24 Ottobre 2022 - 200.16 Kb - pdf - f8ad1c010d3547bcbbc3b419ded06281 - Arturo Labriola, Storia di dieci anni, Milano Casa Editrice “Il viandante” 1910VI.Come surse e in che cosa consiste la “questione meridionale”.Perché il Mezzogiorno favorì la Sinistra - Regionalismo dei socialisti settentrionali - La Propaganda e la lotta contro Casale - L'inchiesta Saredo è il primo passo per discutere la questione meridionale - Discussione parlamentare che ne sussegue - Le leggi a favore del mezzogiorno - L'errore di queste leggi - Le proprietà ecclesiastiche e il regime spagnuolo hanno rovinato il mezzogiorno - Come vi è stato spento il ceto medio - I “tribunalisti” - Niente lotta di classe, niente progresso - I quattro termini della miseria del mezzogiorno.

  • 2011 - Guido Pescosolido - Il Sud è stata una società immobile?

    2011 - Guido Pescosolido - Il Sud è stata una società immobile?

    Mercoledì, 26 Ottobre 2022 - 230.39 Kb - pdf - 6950cf323fcdca22fc6fd57dcb81d40a - Guido Pescosolido, Una società immobile? ..., in Mezzogiorno, Risorgimento e Unità d’Italia, a cura di Giuseppe Galasso, Accademia Nazionale dei Lincei 2011L’immagine di un’economia e di una società meridionale completamente immobile nei decenni preunitari è stata da tempo sensibilmente rivista dalla storiografia più accreditata. Essa era stata costruita, sin dagli anni dell’unità e in quelli immediatamente successivi, dalla propaganda politica e dalla storiografia agiografica risorgimentale, tendente ad esaltare la positività storica dell’unificazione e le realizzazioni dello stato unitario anche attraverso una minimizzazione dei processi di cambiamento e di sviluppo avvenuti nei decenni precedenti l’unità. Successivamente tale immagine era stata ribadita e consolidata sulla scorta di una non del tutto corretta lettura delle prime inchieste del meridionalismo classico, che negli anni Settanta dell’Ottocento ritrassero una condizione di estrema precarietà economica e sociale dell’area latifondistica delle campagne meridionali, che costituiva evidentemente il nocciolo duro dell’arretratezza economico-sociale del Mezzogiorno, ma che certamente non esauriva l’immagine complessiva che i meridionalisti ne diedero e che comunque non implicava che il Mezzogiorno preunitario nella sua interezza fosse rimasto del tutto “immobile”. ...

  • 2011 - Francesco Barbagallo - La questione italiana - Cap. V

    2011 - Francesco Barbagallo - La questione italiana - Cap. V

    Venerdì, 28 Ottobre 2022 - 221.46 Kb - pdf - e28708f415d247f8b88357f836fe39f6 - Francesco Barbagallo, La questione italiana Il Nord e il Sud dal 1860 ad oggi, in Mezzogiorno, Risorgimento e Unità d’Italia, a cura di Giuseppe Galasso, 2011... Giolittismo e trasformismo meridionale saranno anche i principali obiettivi polemici del sacerdote siciliano Luigi Sturzo, avversario radicale dello Stato liberale che aveva abbattuto lo Stato pontificio, e altrettanto critico della organizzazione prevalentemente latifondistica della struttura agraria meridionale. Democratico cristiano con Romolo Murri e Giuseppe Toniolo, avverso al clerico-moderatismo subalterno ai governi liberali, e in particolare a Giolitti, Sturzo punta al superamento dello Stato liberale mediante l’organizzazione delle masse popolari in partiti politici. Fonderà il partito popolare come alternativa al partito socialista, in una prospettiva politica dove il suffragio universale e il sistema elettorale proporzionale finiranno per cancellare il tradizionale predominio liberale. Nel Sud, popolato dalle clientele trasformistiche ministeriali, bisognerà anzitutto rinnovare la struttura agraria, sostituendo al latifondo la piccola proprietà contadina e allargando gli spazi e i poteri delle autonomie locali. ...
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