Qualesammarco, Nr. Zero, Marzo 1988
Questo giornale

Da Qualesammarco del Marzo 1988 p. 1
Da Qualesammarco del Marzo 1988 p. 1
Questo giornale non vuole nascere come foglio volante e casuale, seguendo la sorte di altri tentativi di carta.
Vuole subito dire, invece, la sua volontà a farsi strumento di conoscenza e di dibattito sulle realtà e sui problemi della comunità di S. Marco, partendo dalla cronaca dei fatti per approfondirne la portata e per collegarli ad una più vasta rete di realtà e di problemi. Di qui, la periodicità trimestrale che, dettata dalla prudenza dell’organizzazione tecnico-editoriale, risponde all’esigenza di far sedimentare le questioni in un arco di tempo sufficientemente significativo.
Gli assi fondamentali su cui intendiamo impostare il lavoro del giornale possono riportarsi per comodità di comprensione a dei riferimenti temporali. Da una parte, la conoscenza e l’intervento nel presente delle cose che ci stanno davanti con la loro urgenza e complessità, e di cui è già prospettabile un futuro; dall’altra parte, il riconoscimento del passato e la riflessione su di esso, fatta attraverso la riproposta di grandi fenomeni sociali (brigantaggio, emigrazione, movimento contadino) e la rilettura della cultura popolare e dialettale, che forma la storia etnica del paese, cioè la sua identità umana.
Ci proponiamo di indagare il presente soprattutto con inchieste e interviste, che vedranno impegnati anche i più giovani in uno sforzo di coinvolgimento in prima persona. Ma anche il passato rivivrà senza bisogno di lapidi: verranno privilegiate le testimonianze degli anonimi protagonisti della nostra piccola storia, nelle esperienze dei quali è scritto il passaggio dalla civiltà rurale alla civiltà contraddittoriamente modernizzata dei paesi meridionali.
Un giornale è anche espressione di un metodo e di uno stile.
Noi non crediamo più ai giornali pieni di pudore provinciale, ma a strumenti intellettuali per capire e per saltare la palude della provincia. È appena il caso di ricordare che è proprio il rapporto con la provincia che oggi deve essere completamente cambiato, specie da parte di coloro che vogliono impegnarsi nel campo della informazione e della cultura. La provincia, il paese, sono oggi la soglia geografica di una realtà che può essere indagata e trasformata senza più molte deleghe e senza più molti alibi. La provincia, il paese, oggi possono riunificare il rapporto alienato tra politica e intellettualità, facendo convergere entrambe nello sforzo di costruzione di un moderno progetto di civiltà, arricchita di tutte le sue linfe-periferie.
Il giornale nasce, in questo modo, ambizioso, non per perdita delle proporzioni, ma perché è qualeconsapevole che solo una forte piattaforma di motivazioni, moralmente sostenute, rende possibile un minimo di realizzazioni.

Sergio D’Amaro